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“Di fronte a un’Europa invasiva, secondo la quale non si può più applicare l’ergastolo ai criminali e ai mafiosi, dico all’Europa che limiti la sua giurisdizione, la limiti ai confini dell’Italia, almeno in questo ambito. Di fronte all’assurdità di tale pronunciamento, il primo pensiero va alle tante vittime degli ergastolani, cittadini e servitori dello Stato assassinati dove lo Stato non è riuscito a imporsi: penso ai Giudici Falcone e Borsellino, a Rosario Livatino, a Ninni Cassarà, a Don Puglisi, ai tanti uomini e donne delle Forze dell’Ordine assassinati, ai bambini che, come il piccolo Giuseppe Di Matteo, non sono stati risparmiati dalla brutalità che, secondo questo pronunciamento, non meriterebbe l’ergastolo”.

 

È questa la reazione del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, all’intervento della Corte di Giustizia Europea in materia di ergastolo in Italia.
“Giù le mani dall’ergastolo – aggiunge Zaia – che deve assolutamente rimanere come pena definitiva per chi ha commesso reati gravissimi e omicidi efferati, magari plurimi, come purtroppo spesso accade in generale, e in particolare nell’ambito dei crimini mafiosi”.

 

“Non dimentichi l’Europa – aggiunge Zaia – che la criminalità organizzata, la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, ha una sua specificità che non prevede la redenzione completa. Un mafioso è tale per tutta la vita. E peraltro già esistono ampie forme di clemenza per i collaboratori di giustizia che, dimostrandosi credibili e portando prove circostanziate in un cammino di pentimento, ottengono sconti di pena e anche protezione. Ma – conclude Zaia – ci si deve fermare qui, perché le vittime di questi criminali e i loro cari un’altra possibilità non la potranno avere mai”.

Il 18 luglio, in tutto il territorio nazionale, si è tenuto un “Action Day” dedicato alla lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale. L’attività ha coinvolto Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Corpo della Guardia di Finanza, Polizie Municipali e Capitanerie di Porto, che hanno messo in campo circa 11.200 operatori. I fenomeni della contraffazione, della pirateria multimediale e dell’abusivismo commerciale sono forme di criminalità economica che attirano sempre di più gli interessi della criminalità organizzata, sottraggono risorse al mercato legale e hanno ripercussioni sulla sicurezza e, in alcuni casi, anche sulla salute dei cittadini. L’“Action Day” dedicato alla lotta alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, che si affianca alle attività di prevenzione e contrasto che giornalmente vengono effettuate dalle Forze di Polizia, si è svolto nel contesto delle direttive del Ministro dell’Interno e del Piano Strategico Nazionale 2018-2020 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione. È stato promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per il tramite della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che ha curato l’attività di “analisi e monitoraggio interforze”, anche mediante l’uso di programmi informatici che alimentano le banche dati dedicate alla geolocalizzazione dei fenomeni criminali di maggiore diffusione.

 

 

Controlli, arresti e denunce

Nel corso degli interventi sono state controllate 25.556 persone. Tra queste 15 sono state arrestate, 886 denunciate e 1.436 sanzionate amministrativamente. In totale sono stati effettuati 622 sequestri penali e 1.317 sequestri amministrativi, che hanno consentito di sottrarre dal mercato illecito un ingente quantitativo di prodotti appartenenti ad una vasta gamma di categorie merceologiche, da quelle più tradizionali rappresentate da abbigliamento, calzature ed accessori per la moda alle più moderne, come elettronica ed informatica. Particolarmente significativi, perché rivelatori dei rischi per la salute ai quali la contraffazione espone i consumatori, sono stati i sequestri di medicinali e prodotti agroalimentari, nonché quelli di giocattoli, potenzialmente dannosi per la sicurezza dei bambini. Le operazioni hanno condotto, in totale, al sequestro di un numero di articoli pari a 2.569.896 unità di altri prodotti per un peso complessivo di 3.903 chilogrammi ed un ammontare di 594 litri. La particolare attenzione rivolta anche al commercio “online”, che rappresenta un canale di immissione dei prodotti falsificati sempre più rilevante, ha consentito l’oscuramento di 51 siti internet e la rimozione di 57 contenuti web.

 

A livello locale, col coordinamento dalla Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza e un impiego di 221 uomini, sono stati controllati litorali, centri storici, arterie nazionali e locali, laboratori abusivi, mercati ed aree commerciali. In ambito web sono stati oggetto di monitoraggio i “negozi virtuali” e i profili social dedicati alla vendita di prodotti falsificati.

 

Sono state controllate 275 persone, tra queste 15 sono state denunciate e 83 sanzionate amministrativamente. In totale sono stati effettuati 14 sequestri penali e 80 sequestri amministrativi che hanno consentito di sottrarre al mercato illecito 22.600 prodotti di abbigliamento ed accessori contraffatti mentre i sequestri di prodotti non contraffatti sono stati in totale 37.857 tra beni di consumo, giocattoli, abbigliamento, accessori e prodotti agroalimentari.

Nella mattinata di ieri, mercoledì 29 maggio, la squadra mobile della Polizia di Stato ha dato seguito a sette provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti giovani che negli ultimi mesi, con pestaggi e furti, hanno creato il panico tra i residenti del Centro Storico e della Terraferma. Dei sette ragazzi, tutti maschi, tre sono maggiorenni e quatto non hanno ancora compiuto i diciotto anni. Le squadre della questura hanno effettuato dodici perquisizioni domiciliari, trovando nell’abitazione di un minore (ora ai domiciliari) un paio di etti di marijuana, bustine per il confezionamento delle dosi, bilancino di precisione, un coltello a farfalla e un passamontagna.

 

I componenti della prima delle tre bande di delinquenti individuate, tra giugno e agosto dello scorso anno, si sono resi responsabili di diversi reati a Mestre, tra piazzale Cialdini, Madonna Pellegrina e Piazza Barche. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il gruppetto agiva quasi ogni sera, con furti e danneggiamenti nei garage di abitazioni private. Si sono introdotti nel liceo artistico Guggenheim rubando computer, proiettori e devastando alcune aule. Hanno colpito la sede di Veritas e quella di Anas, dove hanno sottratto tre veicoli. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire una quindicina di episodi. Della banda è stato arrestato il “capo carismatico”, un maggiorenne portato in carcere.

 

I componenti della seconda banda, si sono resi responsabili di almeno due aggressioni per strada in centro storico a Venezia. I due episodi risalgono al 13 gennaio a Sant’Aponal e il 19 gennaio a San Basilio. In entrambe le occasioni i giovani avevano aggredito dei gruppetti di ragazzini utilizzando anche un tirapugni. Nell’episodio di San Basilio uno dei ragazzi aggrediti, cadendo, è stato picchiato a terra. Una volta portato al pronto soccorso è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Un maggiorenne e un minorenne, individuati come i responsabili, sono stati portati in carcere. Il maggiorenne è ritenuto colpevole di una terza rapina avvenuta al Lido. Avrebbe minacciato una persona sottraendole venti euro.

 

Una terza banda infine, composta da un maggiorenne veneziano e da tre minorenni, si è resa responsabile di una tentata rapina ai danni di un uomo di origine bengalese. L’aggressione è avvenuta a febbraio in centro a Mestre, la vittima è stata pesantemente pestata utilizzando anche un ombrello. L’uomo ha riportato un taglio alla testa e la disossazione della mandibola. Il maggiorenne del gruppo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre minorenni sono stati condotti in una comunità.

 

Fonte: Venezia Today

“Spacciatori di droga e mafiosi iniziano la giornata con una sonora sconfitta, la gente per bene con una bella soddisfazione. Grazie e complimenti agli inquirenti e ai Carabinieri”.
Lo dice il Presidente della Regione Veneto, congratulandosi per un’importante operazione contro la criminalità portata a termine dai Carabinieri tra il Veneto e la Puglia, che ha portato a eseguire una ventina di ordinanze cautelari per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di droga e alle estorsioni.
“Un po’ ovunque tira un’aria nuova di legalità e non passa giorno che non si registri qualche vittoria contro il crimine – aggiunge il Governatore – il che è un segnale importantissimo di risposta alla richiesta di sicurezza e lotta al crimine che viene dalla popolazione. Altri spacciatori, malavitosi ed estorsori tolti dalla piazza. Oggi la giornata comincia bene”.

Il Comune di Roncade, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, organizza una serata informativa e formativa dal titolo “Sicurezza e legalità”, alla quale tutta la cittadinanza è invitata.

 

L’incontro è fissato per questa sera alle ore 20.30, nella sala consiliare, in via San Rocco a Roncade.

 

Al centro della serata, l’esperienza del maggiore Stefano Mazzanti, comandante della compagnia dei Carabinieri di Treviso, che darà preziosi consigli e informazioni sulla prevenzione di furti, raggiri e truffe, così come sulla criminalità e sull’operato del malviventi.

 

“Al fine di contrastare con sempre maggior efficacia gli episodi di furti – ricorda l’assessore alla Sicurezza urbana e alla Polizia locale, Giorgio Favero – abbiamo intensificato i controlli effettuati dalle nostre forze dell’ordine, promuovendo le iniziative delle organizzazioni volontarie presenti sul territorio e sostenendo con dei contributi gli investimenti dei cittadini mirati alla sicurezza delle abitazioni. L’incontro del 2 aprile vuole essere un’occasione per fare il punto sull’efficacia degli interventi e valutare i possibili strumenti per prevenire e difendersi dalla delinquenza di vario genere.”

Mafia come M. La criminalità organizzata nel Nordest spiegata ai ragazzi è il libro scritto dai componenti dell’Associazione Cosa Vostra, diretta da giovani laureati e laureandi che collaborano con Repubblica.it (Blog Mafie) e pubblicato dalla casa editrice Linea Edizioni. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Franco La Torre, figlio dell’Onorevole Pio La Torre, primo firmatario della proposta di legge che introdusse il reato di associazione di stampo mafioso nel codice penale; inoltre vede la postfazione di Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica e scrittore che da oltre trent’anni segue le vicende di mafia. Con i contributi di giornalisti e le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia; Mafia come M si rivolge a tutti coloro interessati a saperne di più sul fenomeno della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

Com’è affrontato il tema

Mafia come M affronta un argomento che si è rivelato di forte attualità nel Nordest: la presenza delle mafie. E lo fa rivolgendosi agli studenti del Triveneto, dove per lo più opera Cosa Vostra, arrivata ormai al quarto anno della sua attività. Fin dalla sua fondazione, l’associazione si è posta l’obiettivo di parlare ai giovani e di sensibilizzarli riguardo ai temi come la mafia e la legalità. Così nasce il progetto di Mafia come M, redatto per conoscere il mondo della criminalità organizzata, dando un mezzo per comprenderla e, quindi, investigarne le varie forme in cui essa si presenta.

 

 

Il volume si apre con una domanda: “Che cos’è la mafia?” Un quesito, questo, che i componenti di Cosa Vostra pongono all’inizio di tutti gli incontri realizzati con gli studenti. Anche se la domanda può sembrare semplice, le risposte non sono mai scontate. L’interesse evidenziato dai ragazzi di comprendere in maniera più approfondita il sistema e il fenomeno mafiosi sono il motore di questo volume; esso si presenta come un vademecum per l’analisi della criminalità organizzata nel Nordest.

 

 

L’obbiettivo del libro

L’obbiettivo è anche quello di andare oltre la “Mafia del Brenta”, ma senza dimenticarla né stigmatizzarla come un fenomeno meramente criminale. E così, con una profonda ricerca storica, nel libro si legano fatti passati di cronaca giudiziaria, come il caso Verona “Bangkok d’Italia” e l’indagine degli anni Ottanta della Procura di Trento, le operazioni “Luna Park” e “Cadore”, gli interessi economici dei Lo Piccolo di Palermo, i sequestri di persona e i mafiosi mandati al “confino” nel Nordest, alle recenti indagini contro esponenti della Camorra e della ‘Ndrangheta: le inchieste degli ultimi anni come “Aemilia”, “Jonny”, “Gambling”, “Stige”, “Valpolicella”, “Fiore Reciso”, “At Least” hanno coinvolto esponenti della società civile, come avvocati, commercialisti, imprenditori, funzionari pubblici e privati. Ed è questa la mafia che si vuole spiegare ai più giovani. Senza temere di fare nomi: ci sono i vari Donadio, Giglio, Multari, ecc. Ci sono le loro aziende che hanno operato in maniera del tutto normale in un territorio che spesso ha sottovalutato e anzi negato la presenza del crimine organizzato di stampo mafioso, ritenendosi talvolta e con colpa innocente.

 

 

Com’è descritta

Mafia come M traccia in maniera puntuale la genesi delle mafie che si sono stanziate nel Nordest. Mafie che ancora oggi tendono a non essere considerate dalla popolazione come fenomeni reali e pericolosi, nonostante le inchieste e le operazioni della magistratura. Il rischio ancora oggi è quello di pensare che il crimine organizzato esista e agisca soltanto nel Sud Italia o che, comunque, convenga. Ma non solo: il volume tocca argomenti come le mafie straniere, l’ecomafia, il riciclaggio di denaro sporco e le false fatturazioni, i beni confiscati e la corruzione e, tramite il ricordo delle vittime di mafia, con alcune testimonianze dirette dei familiari, vuole incentivare una maggiore consapevolezza nei confronti del fenomeno criminale, così che le future generazioni possano portarne avanti la memoria e mantenere vivo l’interesse per una giustizia nei loro confronti, come ribadito anche dalla frase simbolo scelta dai ragazzi di Cosa Vostra: “È un libro di incontri che vuole dare speranza, laddove è gettato il seme della conoscenza”.

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan ha incontrato ieri i rappresentanti di Fervicredo, l’associazione nata nel 1999 a Venezia a favore dei feriti e delle vittime della criminalità e del dovere.

 

“Ho avuto il piacere – dichiara l’assessore – di incontrare i rappresentanti dell’Onlus, guidata dal presidente Mirko Schio,  impegnata da anni nella solidarietà con le vittime del dovere, ovvero gli appartenenti alle forze dell’ordine ed alle forze armate caduti o che abbiano contratto infermità invalidanti nell’adempimento del loro dovere”.

 

L’incontro, che ha visto la partecipazione del direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone, ha toccato alcuni aspetti critici della normativa sul collocamento mirato in favore delle vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata e dei loro familiari.

 

“La normativa in materia –  ha osservato Donazzan – prevede, giustamente, particolari tutele riservate alle vittime e ai loro familiari: tutele che troppo spesso entrano in contrasto con altre previsioni normative che ne rendono complessa la fruizione. Ho assicurato il massimo impegno, mio personale e della Regione del Veneto, a tutela di questi nostri eroi che non si sono sottratti al proprio dovere sul campo pur di tutelare la nostra incolumità. Presenteremo presto, in collaborazione con l’ente strumentale Veneto Lavoro, la richiesta di un correttivo al governo nazionale”.

 

 

Aumentano i controlli dei Carabinieri nei centri commerciali di Marghera e Marcon. Negli ultimi giorni sono stati arrestati quattro ladruncoli che hanno cercato di vestirsi gratuitamente e preparare il cenone di fine anno a costo zero.

 

Dei quattro tre sono italiani e uno albanese. Hanno fatto razzia di vestiti e vivande presso i centri commerciali Auchan, Panorama, Nave de Vero e Valecenter. La refurtiva sequestrata dai Carabinieri è di 200/300 euro in vestiti e 200 euro in cibi.

 

La refurtiva è stata restituita ai rispettivi punti vendita.

 

Fonte: Il Gazzettino.it

All’origine del gesto forse uno scambio di persona

 

L’aggressione, avvenuta lunedì 26 novembre, subito dopo l’ora di pranzo, ha visto come protagonisti due assalitori, molto probabilmente dell’est Europa, e un uomo straniero.

 

La vittima era appena scesa alla fermata dell’autobus in via Carducci, quando si è ritrovata davanti ai malviventi che gli hanno intimato di consegnare loro “la roba”. Il malcapitato ha provato invano ad allontanarsi. I due l’hanno inseguito e uno di loro gli ha scagliato addosso una bicicletta.

 

Ne è nata una colluttazione finché uno dei due aggressori ha tirato fuori un coltello cercando di ferire l’uomo all’addome. Fortunatamente la vittima è riuscita a difendersi riportando solo alcune lacerazioni alle mani.

I passanti terrorizzati hanno chiamato la polizia che da lì a poco è intervenuta.

 

Le forze dell’ordine hanno inutilmente setacciato le vie limitrofe cercando i due aggressori, mentre la vittima è stata accompagnata all’Ospedale dell’Angelo a causa delle ferite riportate.

Nel frattempo sono stati acquisiti i video delle varie telecamere di sorveglianza della zona per tentare di identificare i malviventi. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche uno scambio di persona.7

 

Fonte: Venezia Today

Sempre costanti le incursioni ladresche negli appartamenti dei moglianesi. L’ultima vittima è stata fatta al Presidente dell’ANPI di Mogliano Maurizio Beggio.

 

I topi d’appartamento approfittando di una breve assenza della famiglia Beggio si sono introdotti nella’appartamento mettendolo sotto sopra ed asportando tutti gli oggetti preziosi.

 

Vengono segnalati furti in appartamento anche nel Quartiere di Marocco ed in quello di Mazzocco. Come più volte segnalato dal nostro giornale le incursioni ladresche sono in costante aumento nel nostro territorio

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