Home / Posts Tagged "covid"

Il Presidente del Veneto Luca Zaia è apparso oggi in conferenza stampa molto critico nei confronti del Governo e dell’ultimo DPCM emanato da Conte, stanco delle lunghissime ore trascorse in conferenze che non hanno portato nessun risultato.

 

“Mi auguro che vengano fatti dei correttivi”, ha detto riferendosi anche alla chiusura  alle 18 di bar, ristoranti, pasticceria, gelaterie: “In effetti il problema è chi si mangia un cono dopo le 18…”.

 

“Inutile che vi dica la mia posizione e quella delle Regioni – ha esordito. – Abbiamo discusso per 4-5 ore in videoconferenza. Io ho portato subito le ragioni di una comunità che sta cercando di gestire al meglio la pandemia da Covid, ho posto la questione che avevamo preparato: insistere di più sul contrasto agli assembramenti nelle aree pubbliche, piazze e zone di passeggio, e poi insistere ancora sull’obbligo di mascherine e dispositivi di protezione. Per le scuole avevo proposto 50% a scuola e 50% a casa. Avevo posto la questione dei tamponi dai medici di base, e quest’ultima, almeno, è andata avanti”. A quanto pare la proposta di far fare i tamponi direttamente ai medici di base per non intasare gli ospedali, è andata a buon fine.

 

L’avvocato Franco Botteon ha inoltre spiegato che alle regioni è stata tolta la possibilità di fare ordinanze ampliative, ma solamente restrittive.

 

“Ho firmato l’ordinanza per la chiusura delle scuole al 75%, un atto dovuto e già scritto – ha fatto capire il presidente Luca Zaia di non aver avuto altra scelta. – Dal 28 ottobre, un giorno in più per dare il tempo ai dirigenti scolastici di organizzarsi, fino al 24 novembre le scuole superiori statali e paritarie dovranno adottare la didattica a distanza con criteri di rotazione fra le classi. La Dad deve essere utilizzata per non meno del 75%. Vale questa norma per circa 200mila ragazzi veneti. Le matricole, quelli dei primi anni delle superiori, potrebbero essere tenuti a scuola ma saranno i dirigenti scolastici a decidere; ho fiducia in loro. Sarà sempre garantita la didattica in presenza agli alunni con disabilità certificata.”

 

Posti alternati anche per i giornalisti, sempre con la mascherina ben indossata anche quando pongono le domande e naturalmente si entra, come sempre, solo dopo esser passati davanti il termoscanner.

Ieri sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato agli italiani per dare loro dei chiarimenti in merito all’introduzione di ulteriori restrizioni al DPCM firmato lo scorso 13 ottobre 2020.

 

Di seguito le novità e i principali punti emersi:

 

Istruzione

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00.

Le Università predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative.

 

Attività sportive

STOP a gare e competizioni sportive dilettantistiche.

Restano consentite le attività professionali e agonistiche.

Palestre e piscine al banco di prova per una settimana per adeguarsi a protocolli di sicurezza: se la situazione non migliorerà, sarà disposta la chiusura.

 

Ristorazione

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle 5 alle 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle 18 in assenza di consumo al tavolo.

Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle 24.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

È fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.

 

Eventi

STOP sagre e fiere locali, consentite solo manifestazioni fieristiche a carattere nazionale e internazionale.

STOP anche a convegni e congressi in presenza.

Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

Dalle ore 21, i Sindaci potranno chiudere vie e piazze cittadine dove possano crearsi assembramenti, consentendo l’accesso soltanto per raggiungere esercizi commerciali legittimamente aperti o le abitazioni private.

 

Attività ludiche

Per le sale gioco consentita apertura fino alle ore 21.

Restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto.

Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone, fermo il rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di evitare feste, nonché di evitare di ricevere persone non conviventi di numero superiore a sei.

Il nuovo – massiccio – caso di contagio tra operatori dell’industria zootecnica, il grande focolaio di Covid-19 (182 casi di positività su 700 addetti, con 560 test effettuati) scoppiato fra dipendenti e addetti dello stabilimento agroalimentare Aia di Vazzola (TV) non può mancare di farci di nuovo riflettere, come già lo scorso giugno sul rischio enorme rappresentato dagli allevamenti.

 

In questo caso si tratta di polli, tantissimi – l’impianto trevigiano ha al suo interno un macello e, come comunicato dalla prefettura di Treviso, non può essere chiuso perché ciò comporterebbe l’abbattimento – senza passare dalla catena di ‘smontaggio’ degli animali che li rende ‘adatti’ alla tavola dei consumatori – di circa 1,5 milioni polli.

 

Le misure adottate non sono adeguate a prevenire la diffusione del virus e rappresentano ancora una volta una tutela a una filiera produttiva ad alto impatto ambientale e ad alto rischio sanitario per la diffusione di malattie animali. – dichiara LAV Treviso – Facciamo appello alle autorità affinché la struttura venga chiusa e si adottino misure di prevenzione lungo tutta la filiera come misura straordinaria di sanità pubblica con una situazione di contagio che ha pochi  precedenti per luogo e numeri.”

 

Sono questi i numeri su cui dobbiamo soffermarci e rilevare, ancora una volta, – continua LAV – come il sistema di produzione alimentare attuale presenti delle vere e proprie ‘bombe a orologeria’, che possono scoppiare non solo nel propagarsi dei contagi tra dipendenti, ma anche fare il pericolosissimo salto tra animali e uomo.”

 

I macelli durante questa emergenza si stanno dimostrando delle vere e proprie bombe ad orologeria per la diffusione di malattie come gli allevamenti intensivi. Lo denuncia da anni LAV, che lo scorso giugno ha illustrato le proprie ragioni con questi contributi: https://www.lav.it/news/covid-19-e-mattatoi
#NONCOMEPRIMA bit.ly/ManifestoLAV.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta di un gruppo di insegnanti delle scuole primarie di Treviso sull’avvio dell’anno scolastico

 

Ormai manca poco all’inizio della scuola, ma già da settimane, nelle scuole, dirigenti e addetti alla sicurezza girano con il metro in mano ragionando sui centimetri avendo dovuto recepire le attuali disposizioni; la questione infatti è stata impostata meramente come una questione di spazio, in modo da rasentare il grottesco e l’assurdo soprattutto per la Scuola dell’Infanzia e la Primaria. Premesso che lo spazio è esso stesso un educatore, dobbiamo riflettere sul fatto che fare scuola, soprattutto coi più piccoli, in spazi decontestualizzati, non pensati, non personalizzati, non funziona. Infatti leggere gli spazi solo come questione di distanza, sposta l’attenzione da quello che dovrebbe essere il focus: il Bambino, la sua educazione, la sua crescita, il suo apprendimento in situazione di benessere.

 

Lo spazio

Non si può pensare che di fronte all’emergenza che viviamo, la dimensione relazionale che implica lo spazio, venga completamente messa in secondo piano. Perché per aumentare lo spazio disponibile a contenere quanti più bambini possibili “in sicurezza”, succederà che le aule attuali saranno svuotate dei necessari arredi per i materiali di lavoro.
Sarebbe lecito chiedere al chirurgo di operare in sala operatoria e obbligarlo ad andare a prendere gli strumenti necessari nell’atrio o nel sottoscala o in un’altra sala operatoria?

 

La soluzione all’emergenza delle classi pollaio non è aumentare lo spazio del pollaio insomma, ma pensare a delle misure alternative, come lo sdoppiamento delle classi. Sappiamo infatti che solo i gruppi di misura possono interagire mantenendo le distanze di sicurezza e garantire al contempo una certa serenità e sappiamo anche che nelle scuole
dell’Infanzia e Primaria, a causa del calo demografico di questi anni, le aule ci sono. Perciò sdoppiamo le classi con decisione, come prima misura.

 

Lo scopo per cui i nostri bambini e ragazzi torneranno a scuola è proprio l’apprendimento e la ragione per cui devono tornare a scuola in presenza, è che solo lì l’insegnamento può essere realmente democratico, grazie al lavoro di docenti che possono concretamente mettere in atto tutte le scelte didattiche volte a garantire il “superamento degli ostacoli” che la nostra Costituzione richiede. La DAD è stata un’esperienza importante e costruttiva, ma ha inesorabilmente dimostrato che esistono ostacoli strutturali che hanno ulteriormente accentuato le diversità nella nostra società, facendola gravare sulle spalle dei più piccoli e indifesi.

 

Il tempo e l’età

Sì, perché è anche una questione di età: la scuola italiana accoglie bambini e ragazzi e quello che può essere possibile per i più grandi: la lezione dalla cattedra, i ragazzi in ascolto e capaci eventualmente in autonomia di seguire una lezione a distanza, sono cose abbastanza improponibili ai bambini della Scuola primaria che necessitano dell’aiuto, anche fisico, del supporto, del confronto e dell’amicizia, poiché l’apprendimento è, e resta, un percorso sociale fortemente sostenuto dalla relazione e dalla motivazione.
Inoltre le strategie di collaborazione, di riflessione e di ricerca sono e restano necessarie per affrontare e superare i problemi a livelli differenziati.

 

 

Sanità e scuola

Sicurezza e apprendimento che potrebbero sembrare in antagonismo, andrebbero invece in sintonia con la suddivisione delle classi che garantirebbe entrambi, perché consentirebbe sia la sorveglianza della situazione e la circoscrizione di un eventuale contagio, sia l’efficacia dell’insegnamento – apprendimento.
E allora chiediamo a gran voce “insegnanti e presìdi sanitari” tutti quelli necessari a garantire la divisione delle classi troppo numerose; non dimentichiamo mai che la scuola italiana è inclusiva, e vuole continuare ad esserlo per un dettato costituzionale che ha sempre guardato oltre e lontano, ma che richiede in questo frangente l’intervento illuminato della Politica che si pone al servizio della Comunità e dei più fragili.

 

Quindi la politica prenda il coraggio necessario a consentire di realizzare scelte che vadano in questa ottica civica e umana. Sarà necessario:

1. Ottenere un organico straordinario di docenti “emergenza Covid 19” che permetta di sdoppiare le classi – sopra i 18/20 alunni – dando ai Presidi anche la possibilità di nominare i supplenti per garantire la suddivisione delle classi dove se ne veda l’assoluta necessità.

2. Garantire un numero di docenti sufficiente e necessario:
– per attivare durante tutto l’anno i recuperi;
– per dare supporto agli alunni in difficoltà;
– per assicurare fin dal primo giorno, la copertura degli insegnanti assenti onde evitare per questo l’utilizzo del potenziamento, che resta invece particolarmente importante in questo momento.

3. Finanziare i corsi di recupero anche dal primo ciclo e protrarli per il tempo utile, dato che i quattro mesi di DAD hanno creato delle evidenti disparità fra gli alunni, andando a colpire le fasce più deboli e creando delle spaccature nette che non possono essere saldate con poche ore a settembre.

4. Assicurare la copertura per la totalità delle ore degli alunni disabili con gravità certificata così da garantire a tutti una reale fruizione del servizio scolastico in sicurezza e non gravare ancora sulle famiglie.

5. Prospettare soluzioni al problema dei lavoratori fragili, sia docenti che ATA, per far sapere come andranno gestite le loro situazioni, se con esonero e/o con sostituzione.

 

Settembre è alle porte e come insegnanti, cittadini, uomini e donne chiediamo impegno immediato e coraggioso sulla Scuola da parte della società civile nella Politica.

“Una svolta che costituisce un importante aiuto sul fronte dello screening. Era infatti impensabile fare solo i tamponi molecolari classici, perché hanno tempi di processazione impegnativi. Lo diciamo dall’alto dell’esperienza accumulata di 1,4 milioni di tamponi effettuati in Veneto”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta con soddisfazione la validazione, da parte del laboratorio di virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma, su richiesta del Ministero della Salute e della stessa Regione Veneto, dei test rapidi antigenici per il Covid-19, che si stanno effettuando negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e negli ospedali pubblici e drive in del Veneto.

 

La notizia è stata confermata in una nota congiunta a firma dei responsabili dei laboratori dello Spallanzani, Maria Rosaria Capobianchi, e dell’Ospedale di Treviso, Roberto Rigoli.

 

“Con queste modalità – aggiunge il Governatore del Veneto – possiamo muoverci come una falange macedone, procedendo con i testi rapidi per fare lo screening e poi con il metodo del tampone classico per la validazione dei positivi, e comunque mixando anche le due modalità”.

 

“Questa opportunità – ricorda il Presidente del Veneto – era stata posta all’attenzione nazionale proprio da noi. Ringrazio la dottoressa Capobianchi e il dottor Rigoli per il lavoro portato avanti. Non dimentichiamo che, quando siamo partiti, c’era a disposizione solo il test coreano, e oggi si trovano sul mercato una decina di aziende, alcune molto importanti, che ci permettono di avere certezza che, sul fronte degli investimenti, si sta muovendo il mondo intero”.

Ieri il Presidente Luca Zaia ha aggiornato il numero dei tamponi effettuati finora nel Veneto, che è di 1.416.000, al quale vanno aggiunti i test sierologici. “Il numero dei positivi è aumentato perché noi li cerchiamo” ha voluto precisare il Governatore durante la conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera.

 

Attualmente sono in isolamento 6.565 persone; i sintomatici sono 135, il 2,6% delle persone in quarantena. Il 7,5% dei positivi ha sintomi ma dei ricoverati, 118, solo 35 sono positivi. Oggi le persone in terapia intensiva sono 8, tra questi la bambina di 5 anni ricoverata a Padova in terapie intensiva non è affetta da Coronavirus, ma da altre patologie.

 

“La partita delle vacanze sta pesando – ammette Zaia. – In una giornata 35 turisti provenienti dalla Croazia a Treviso sono risultati positivi. Stiamo testando anche lavoratori in un macello, finora ce ne sono 5 positivi. Ci sono punti di accesso rapido nelle Ulss, dove dalle 7 alle 13 tutti i vacanzieri possono andare, ma stiamo tentando di aggiornare il piano su questo fronte perché possano andare anche gli altri cittadini, per esempio chi ha dei sintomi. Farò un’ordinanza o una circolare per fare test a chi proviene da Adge, in Francia meridionale, Occitania, dove c’è un grande focolaio e molti turisti si sono trovati infettati. Facciamo un appello a rendersi disponibili ai medici di base, con i quali il governo ha fatto un accordo per i controlli del personale scolastico in Veneto, 95mila in tutto. Il piano è frutto dell’accordo tra governo e medici di base, ognuno dei quali dovrebbe testare in ambulatorio tutti i suoi pazienti che lavorano nella scuola. Noi siamo a disposizione: a Verona e Belluno si sono già accordati”.

 

E a chi domanda se l’avvio del nuovo anno scolastico ed elezioni siano a rischio, risponde: “Dov’erano tutti gli scienziati quando sostenevamo che il periodo più sicuro era luglio? Ma pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare alla formazione. Come facciamo a non garantire la formazione ai ragazzi?

I bimbi dovrebbero portare la mascherina 6-8 ore? Io sono contrario. Bisognerà trovare delle alternative: distanze, mascherine agli operatori, test: se positivo, si testeranno tutti i contatti stretti e il bambino positivo dovrà farsi la quarantena”.

 

“Dal punto di vista sanitario non siamo in emergenza, conclude, stiamo gestendo la situazione. Ci sono altre patologie che preoccupano, come quella West Nile trasmessa da alcune zanzare”.

 

 

Silvia Moscati

Su indicazione del Ministero della Pubblica Istruzione nell’ambito delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, prima dell’avvio dell’anno scolastico le Regioni sono chiamate ad effettuare uno screening tra il personale docente e non docente di tutti gli istituti di istruzione, dalle scuole d’infanzia a tutto il ciclo di scuola superiore, compresi gli istituti professionali.

 

“Gli screening saranno eseguiti tramite test sierologico ‘pungi dito’, chiamato comunemente saponetta – spiega l’assessore regionale veneto alla Sanità -. La gara per l’acquisto dei test è stata fatta a livello nazionale dal commissario Arcuri. Dei 2 milioni di test acquistati per tutta l’Italia, 96.000 sono arrivati nel Veneto sulla base del fabbisogno individuato dal Miur nel numero di insegnanti e non docenti interessati”.

 

“I 96.000 test – prosegue l’Assessore – sono già stati distribuiti a tutte le aziende sanitarie della Regione e queste stanno predisponendo la distribuzione ai Medici di medicina generale. Tra il Ministero e le organizzazioni di rappresentanza degli MMG, infatti, è stato fatto un accordo affinché siano i medici di famiglia ad eseguire i test ai rispettivi assistiti. Siamo certi che non mancherà la preziosa collaborazione di questi professionisti che, più che mai in questa emergenza, non è mai venuta meno, dimostrando un attaccamento professionale e uno spirito di umanità encomiabili.
Nell’eventualità che alcuni professionisti non aderiscano all’invito di eseguire la prestazione, le singole Ulss predisporranno servizi alternativi con orari specifici”.

 

 

“Le Ulss stanno perfezionando insieme ai Medici di medicina generale i dettagli per dare tutti i riferimenti necessari per ogni singola azienda agli interessati. Il test è su base volontaria – aggiunge l’assessore alla Sanità – ma è chiaro che è un bene per tutta la società che tutto il personale compreso nell’invito si sottoponga. In caso di positività sarà necessaria la conferma con il tampone molecolare che sarà carico dell’Ulss di riferimento”.

 

“Le operazioni di screening inizieranno lunedì 24 prossimo perché il test deve essere eseguito prima dell’inizio dell’anno scolastico – conclude l’Assessore -. Nella settimana che precede il 1 settembre verranno eseguite interessando il personale di quegli istituti che avvieranno le lezioni in quella data (rientri delle superiori e scuole d’infanzia). Nei giorni successivi potrà continuare per il personale delle scuole che iniziano il 14 settembre”.

 

Ognuna delle Aziende sanitarie darà informazione con un proprio comunicato sui luoghi, le modalità e gli orari dei test.

“In autunno avremo quantomeno un’emergenza dettata dalla psicosi, per cui in ogni caso noi saremo in emergenza perché se uno avrà l’influenza penserà di avere il Coronavirus e noi dovremo essere comunque pronti anche alla peggiore delle ipotesi” – ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia oggi nel corso della conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile di Marghera (Venezia), per fare il punto della situazione dove, ha ribadito, “non tratto di argomenti politici, pertanto non fatemi domande in tal senso”.

 

“Avremo certamente una fase di convivenza con il virus o quantomeno della paura di questo. Io sono più positivo – ha dichiarato il governatore – noi al lockdown non ci vogliamo tornare, questo è poco ma sicuro. Oggi presentiamo il piano di Sanità Pubblica per rispondere ad una eventuale situazione critica”.

 

Prevenzione, capacità diagnostica (rete dei laboratori), assistenza territoriale, 118 e pronto soccorso, assistenza ospedaliera, i servizi informativi regionali: questi sono i pilastri del nuovo piano.

 

 

Ci sarà il rafforzamento dei 13 Covid Hospital, investimenti per 81milioni e 900mila euro, le terapie intensive passeranno da 494 (quelle di base, e 44 sono private convenzionate) a 840. Le semi intensive da 85 a 663, le infettive da 165 a 1085.

 

“Abbiamo acquistato attrezzatura per i laboratori di microbiologia. L’investimento è al fine di poter fare tamponi a regime – ha sottolineato Zaia -. Titolati sono 32mila tamponi al giorno che possiamo fare. Con la tecnica del pooling abbiamo aumentato moltissimo la quantità, perché abbiamo la preoccupazione di trovarci senza reagenti, come è accaduto in piena pandemia. Ci sono ora i test rapidi che funzionano. Nelle campagne di screening il test rapido avrà una forte importanza”, ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

La Polizia locale di Jesolo è intervenuta nella serata di ieri accertando il mancato rispetto, in un locale di piazza Brescia, delle disposizioni per prevenire gli assembramenti. Sanzionato il titolare del locale e disposta la chiusura dell’attività fino alle 8.00 di questa mattina.

 

Violate le norme anti-assembramento previste dalle normative nazionali, scattata la sanzione. L’episodio ha coinvolto un locale di via Bafile, nella zona di piazza Brescia nei confronti del quale, su segnalazione, è scattato un controllo da parte della Polizia locale. Il personale inviato sul posto ha accertato il mancato rispetto delle misure per prevenire gli assembramenti, con la presenza di circa un centinaio di persone.

 

A fronte di questo riscontro il personale di Polizia locale ha proceduto ad allontanare il pubblico presente di fronte al locale ed ha emesso una sanzione amministrativa di 400 euro al titolare dell’attività come previsto dalle disposizioni dei DPCM in vigore e dal D.l. 19/2020, provvedendo inoltre alla chiusura temporanea del locale fino alle ore 8.00 di oggi, venerdì 24 luglio.

 

“Riscontriamo ancora alcune situazione di mancato rispetto delle norme per il contenimento del COVID-19 che, per quanto ridimensionato, non è scomparso – commenta il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia -. Auspico davvero che ci sia una maggiore presa di coscienza e di responsabilità, tenendo sempre bene a mente cosa ha significato, anche per la nostra città dover restare ferma per mesi. Non dobbiamo abbassare la guardia e fare in modo che il resto della stagione possa svolgersi nel miglior modo possibile e in sicurezza per cittadini e ospiti”.

Da WhatsApp alle prenotazioni con smartphone per scegliere lo specialista e data e ora della visita o dell’esame diagnostico. Un nuovo sistema che piace anche agli over 65

 

Prenotazioni di esami e visite, trasmissione documenti e ritiro referti in pochi click in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora della giornata. In più, contatti via Whatsapp e scelta dello specialista con giorno e ora di appuntamento via smartphone. Con DA CASA È + SEMPLICE c’è stato un boom di prenotazioni, soprattutto nel week end e nelle ore serali, momenti in cui evidentemente lo stress del lavoro viene meno e si pensa un po’ di più a se stessi e alla propria salute.

 

Un insieme di opportunità tecnologiche, evidentemente apprezzate dagli utenti, per continuare ad usufruire dei servizi alla salute in assoluta sicurezza e grazie al quale, il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, rendendone più agibile la fruizione, intende affrontare l’era della post pandemia pur continuando ad assicurare le risposte a tutte le istanze finora soddisfatte in modo tradizionale.
DA CASA È + SEMPLICE è un progetto che è stato predisposto prevedendo l’aumento del flusso di richieste di servizi post lockdown quantificato in circa il 30% superiore a quello ordinario.
Dopo il 4 maggio, data in cui è terminato il lockdown, il Presidio Ospedaliero di Monastier le richieste telefoniche sono passate dai 1800 contatti medi giornalieri del giugno 2019 ai 2400 del giugno 2020.

 

 

Ma l’addensamento di richieste di prenotazioni deve conciliarsi con le sempre fondamentali esigenze di distanziamento sociale ed è per questo che il “Giovanni XXIII”, struttura da sempre Covid-free, attraverso il comitato tecnico-scientifico diretto da un Covid-manager, ha potenziato e semplificato tutti gli strumenti che rendano possibile ed esauriente da remoto il dialogo con l’utenza, comprese le prenotazioni di una visita o di un esame diagnostico che si possono effettuare anche nei giorni di festa o durante le ore notturne. Si possono scaricare gli esami e con la collaborazione del proprio medico di base anche i referti diagnostici; possibilità, questa, mai avuta prima.
Tutti strumenti nuovi ai quali non eravamo abituati che però sono stati molto apprezzati e non solo dai giovanissimi. La fascia di età che ha maggiormente usufruito delle prenotazioni on line (pc e smartphone) è quella dai 41 ai 65 anni con una percentuale del 66%. Si sono adattati alla nuova formula di prenotazione tecnologica anche gli over 65 (6%) mentre solo il 2% è al di sotto dei 20 anni.
Tra i mezzi preferiti, o forse più comodi, il computer (75%) mentre il 25% delle prenotazioni sono arrivate attraverso telefonino a dimostrazione di quanto il sistema sia fruibile in qualsiasi posto una persona si possa trovare.

 

Accedere alle prenotazioni on line è semplice: dalla pagina d’ingresso del sito, il canale prioritario, più completo e rapido nella interlocuzione fra struttura e fruitori dei servizi – è stata conferita un’impostazione di massima chiarezza sia da PC che da telefonino. La Home page appare quindi subito rivolta in modo diretto a chi abbia necessità di prenotare un esame, ritirare un referto oppure eseguire un test sierologico, una verifica, quest’ultima, diventata spesso indispensabile per ragioni professionali.
Il cruscotto delle funzioni consente poi di selezionare in prima battuta il tipo di prestazione ricercata, di inviare l’impegnativa o altri documenti in formato file e di lasciare tutti i recapiti per la risposta e successive chiamate. Tra le opzioni del progetto DA CASA È + SEMPLICE non manca infine quella di utilizzare applicazioni di messaggistica istantanea via smartphone, quali l’ormai popolarissima Whatsapp, immediatamente accessibile qualora la consultazione del portale avvenga dallo stesso dispositivo mobile.

 

Una opzione di particolare valore aggiunto è infine la scelta, via smartphone o PC dello specialista con il quale effettuare la visita privata, o l’esame diagnostico, in base al giorno e all’orario più consono al paziente.
“Si tratta di migliorie che abbiamo voluto adottare senza perdere di vita il contatto umano soprattutto nei casi in cui l’utente non abbia sufficiente familiarità verso gli strumenti telematici e si senta più rassicurato da un contatto telefonico. Anche l’operatività del centralino tradizionale è stata infatti potenziata e fluidificata, assicurando tempi d’attesa in linea davvero minimi”- fa sapere Matteo Geretto (in foto) membro del Comitato Tecnico Scientifico Covid Free Hospital e ideatore di DA CASA È + SEMPLICE – L’iniziativa mira anche ad un efficientamento del servizio e ad un risparmio economico dei costi di viaggio per l’utente. Senza tralasciare un altro aspetto importante: quello legato all’inquinamento dovuto all’utilizzo dei veicoli per spostarsi da casa”.

 

“Le prenotazioni per servizi sanitari ed amministrativi da remoto – ricorda il dottor Marco Bassanello Covid Manager del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”- sono scelte raccomandate dalle linee guida diffuse dalla Regione Veneto all’inizio della “Fase 2”, nei primi giorni di maggio che noi abbiamo predisposto assieme a tutta una serie di linee guida di accesso alla struttura attraverso dei thermo scanner, 5 varchi di ingresso differenziati, distanziamenti e controlli con test sierologico e tampone per i pazienti che devono essere ricoverati”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni