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Riportare l’attenzione sul tumore al seno, il cancro che colpisce con più frequenza le donne, in un momento storico in cui la sanità è concentrata nella lotta alla pandemia da Covid-19. Questo uno degli obiettivi dell’iniziativa “Coltiva il tempo della prevenzione”, nell’ambito della campagna Nastro Rosa.

 

Per promuovere questo messaggio stamattina, davanti al Municipio di Mestre, gli organizzatori hanno consegnato alle donne che fanno parte dell’Amministrazione comunale un cofanetto con il melograno, simbolo della lotta al tumore al seno.

 

“Abbiamo avviato questa collaborazione con realtà come la Lilt e il Centro di Medicina Mestre già nel 2015, sposando una causa importante come quella della comunicazione della prevenzione al tumore al seno”, ha detto la presidente Damiano. “Purtroppo quest’anno non abbiamo avuto la possibilità di operare come in passato, a causa della pandemia che ha bloccato lo sviluppo di alcune iniziative, ma a maggior ragione siamo chiamati, ognuno di noi nel proprio piccolo, a fare il massimo per diffondere questo messaggio di prevenzione e cura”.

 

Obiettivo rimane quello di sottolineare che, come sostenuto da Lilt, la prevenzione non deve essere messa da parte. Lo scorso anno, secondo dati di Airtum, sono stati diagnosticati 53.500 nuovi casi di tumore al seno a livello nazionale, di cui 5mila in Veneto. Grazie alla diagnosi precoce, viene sottolineato, sono aumentate anche le probabilità di guarigione e sopravvivenza, con percentuali superiori all’80%. La campagna, organizzata a livello nazionale, punta a diventare virale grazie all’hashtag #ioprevengo, collegato al cortometraggio “Coltiva il tempo della prevenzione”, realizzato dal Gruppo Centro di medicina e Casa di cura Villa Maria. Il video nel giro di poche settimane ha già superato le oltre 25mila visualizzazioni su YouTube.

 

 

Palazzi illuminati di rosa e screening senologici

Nell’ambito delle iniziative locali legate al mese rosa della prevenzione, il Centro di Medicina Mestre ha illuminato di rosa la sede di viale Ancona durante tutto ottobre, per allinearsi alla Lilt con la campagna “Nastro Rosa 2020”. Inoltre, il Centro devolverà alla Lilt di Venezia parte del ricavato degli screening senologici del mese di ottobre, effettuati dalla equipe di Senologia Diagnostica che può usufruire del Mammografo 3D con Tomosintesi.

 

“Tra gli effetti collaterali negativi della diffusione del Covid – ha aggiunto Damiano – c’è anche la diminuzione di terapie, di cure  e di attività di prevenzione adeguate tra le donne per poter combattere il cancro al seno. E questa è una tendenza che va assolutamente invertita, anche perchè sono sempre più le donne sotto i 50 anni che si ammalano. La diagnosi e la prevenzione fin da giovani sono essenziali, sono vita e non bisogna abbassare la guardia, perchè il cancro al seno esiste, è presente e se non preso in tempo non lascia scampo. Ma per fortuna gli strumenti ci sono, così come sono presenti realtà importanti come la Lilt e il Centro di Medicina che svolgono un compito essenziale per il territorio. Per questo – ha concluso – mertitate tutta la gratitudine della comunità”.

Siamo all’assurdo: mentre ieri è stato diramato un nuovo DPCM con il quale vengono anticipatamente chiuse attività di ogni genere a causa di una grave situazione dei contagi, attività commerciali vitali
gente ridotta quasi alla fame. Sconsigliato vivamente trasferirsi da un comune all’altro se non per lavoro, studio o urgenza, chiuse palestre e piscine, fermi i locali pubblici alle 18, ed ora… durante un’intervista fatta al primario dello Spallanzani di Roma ci sentiamo dire che il vaccino anti Covid prodotto in Italia verrà probabilmente testato in Sudamerica perché la situazione contagi qui da noi non è così grave come dicono.
E allora, a che gioco stiamo giocando? Dobbiamo credere ai politici che ci rinchiudono e ci impauriscono o al medico delle Spallanzani, che ci rassicura?

 

Ascoltate voi stessi il video girato da Matteo Gracis, giornalista e libero pensatore, che ringraziamo.

 

 

Il materiale raccolto conta complessivamente oltre 800 disegni, 54 disegni-scultura, 13 sculture, 76 pensieri-messaggi

 

Speravano di allestirla questo autunno, ma le misure anti Covid degli ultimi DPCM hanno in qualche modo costretto gli organizzatori a rimandarla alla prossima primavera.

 

“È un impegno preso con tutti i giovani e giovanissimi che durante il lockdown hanno mandato i loro disegni o altri elaborati alla Regione. Da essi viene una testimonianza viva, un invito a condividere e rielaborare attraverso gli occhi dei bambini le emozioni vissute da tutti. La mostra, che coinvolgerà ogni provincia, la faremo a primavera. Ma quest’attesa renderà ancora più significativa la riflessione su quanto è accaduto alla luce delle esperienze di bambini e ragazzi”.

Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha annunciato che uno dei primi appuntamenti culturali nella nostra Regione del nuovo anno sarà l’esposizione delle opere realizzate dai giovanissimi durante la chiusura delle scuole a causa della pandemia.

 

Il materiale raccolto conta complessivamente oltre 800 disegni, 54 disegni-scultura, 13 sculture, 76 pensieri-messaggi: tutte opere cui il Presidente ha già dato in parte risalto durante il punto stampa quotidiano che ha tenuto regolarmente durante il lockdown.

Fu proprio in una di quelle circostanze che un creativo lanciò al Governatore l’idea di un’esposizione riassuntiva e ragionata. L’idea fu subito accolta dalla Regione, ed ora – insieme al Teatro Stabile del Veneto – messa in pratica.

 

 

Una mostra in tour

La mostra è stata pensata per fare sosta in ogni capoluogo di provincia della regione, ospitato in un edificio altamente rappresentativo del territorio (più una significativa permanenza a Vo’ Euganeo, comune divenuto simbolo dell’impegno dei cittadini in questo momento storico).

 

Queste le tappe individuate per il percorso espositivo:

  • Vicenza, Basilica Palladiana, dal 16 novembre al 4 dicembre;
  • Venezia, M9 (Mestre), dall’11 dicembre al 1° gennaio;
  • Treviso, Palazzo dei Trecento, dall’8 al 29 gennaio;
  • Rovigo, Pescheria e Gran Guardia, dal 5 al 26 febbraio;
  • Verona, Castelvecchio, dal 5 al 26 marzo;
  • Belluno, Palazzo Bembo dal 2 al 23 aprile;
  • Padova, Palazzo della Ragione, dal 30 aprile al 21 maggio;
  • Vo’, Villa Contarini, dal 29 maggio al 18 giugno.

 

 

“I giovani e i giovanissimi – ha commentato il Governatore – hanno dimostrato grande serietà di fronte alla pandemia. Responsabilmente hanno subìto la mancanza di quella vita relazionale che è fondamentale alla spensieratezza della loro età. Il dialogo empatico che si è instaurato tramite i loro messaggi e disegni con chi era impegnato a livello istituzionale sono la conferma che non sono stati degli spettatori inerti e insensibili ma, a modo loro, hanno preso a cuore la vita collettiva con grande partecipazione”.

Il candidato consigliere alle elezioni regionali Cristian Rossetto di Fratelli d’Italia ha indotto ieri 16 settembre una conferenza presso Signore & Signori a Treviso dal tema “Il mondo degli eventi e dello spettacolo: prospettive e soluzioni” a cui hanno partecipato diversi esponenti di questo mondo tra cui il Dj internazionale, speacker radiofonico Mistericky e il tenore del Teatro La Fenice di Venezia Domenico Altobelli.

Alla conferenza presente anche Giuseppe Montuori, Coordinatore Provinciale per Fratelli d’Italia Treviso.

 

“Ho deciso di indire questa conferenza dopo una polemica scatenata sui social in merito a un post dove esprimevo la mia solidarietà e supporto per tutti i lavoratori e professionisti del settore. Questo mondo è troppo spesso tenuto in scarsa considerazione. Dimenticato dalle voci degli aiuti pubblici e adesso messo in ginocchio: il mondo dello spettacolo visto come forma di divertimento e quindi giudicato non essenziale.” Queste le parole di Rossetto che ha continuato: “Non  solo il danno economico dei gestori, anche quello dell’indotto: camerieri, p.r., baristi, Dj, vocalist, musicisti, molti dei quali a partita Iva che si trovano a cercare lavoro in un settore bloccato da restrizioni e obblighi.

6000 attività chiuse in tutta Italia, il cui giro d’affari in gioco a causa della chiusura è di 4 miliardi. 25.000 famiglie di persone che lavorano nel settore il cui futuro ora è incerto.”

 

La riunione ha voluto operare un confronto costruttivo al fine portare all’attenzione questo tema sia al Governo ma anche al pubblico per far capire che è un mondo dove operano persone serie che si trovano in difficoltà come in altre attività imprenditoriali colpite dall’attuale situazione socio-sanitaria dovuta al Covid.

 

Le parole di Mistericky: “La gestione e l’applicazione delle misure limitative, le regole imposte non erano facili da rispettare e probabilmente c’è stata un po’ di negligenza da parte della clientela. C’è stato anche un mancato controllo delle forze dell’ordine che è stato più un multare i gestori che il cercare di far rispettare le regole in modo collaborativo. Probabilmente nella testa di molte persone significava che tutto era concesso. L’unico sostentamento sono stati i 600 euro per chi era iscritto alla cassa previdenziale, per quei pochi a cui sono arrivati”.

 

 

Il tenore del Teatro La Fenice di Venezia Domenico Altobelli: “Anche per noi non è stato facile ma abbiamo cercato di riorganizzarci. Abbiamo disposto l’orchestra dove normalmente era disposta la platea portando la capienza da 1200 a 350 persone. Sono state prese ora diverse misure di sicurezza che permettono di tenere aperto con un pubblico più ristretto.”

 

 

 

Il coordinatore Montuori: “Noi avevamo segnalato che il mondo dello spettacolo avrebbe avuto problemi per la chiusura, la cosa odiosa è stato dire che era un settore non essenziale. Tutti i settori che portano indotto o dove vivono famiglie sono essenziali.”

 

La riunione è continuata con diversi esponenti del settore che hanno espresso il loro parere in merito alla situazione tra cui vogliamo ricordare Barbara Abiti – cantante, Samuel Valeri – Dj Produttore e speacker radiofonico, Antonio Giglio – Organizzatore di eventi, Roby Canzian – Dj.

Si è conclusa oggi, alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico 2020/2021, la distribuzione porta a porta, ad opera della Protezione Civile comunale, delle mascherine a tutti gli alunni iscritti all’istituto “L. Luzzatti” di Cimadolmo.

 

Durante l’estate, infatti, l’Amministrazione Comunale – in collaborazione con alcune Aziende del territorio – si è impegnata nella promozione di una bellissima iniziativa, quale segno di ripartenza scolastica in sicurezza.

 

Grazie al generoso contributo di CDM, La Tiesse, Acqua Design, Europiave e Lavanderia Piave, ogni alunno di età compresa fra i 6 e i 14 anni iscritto all’istituto ha così ricevuto in dono n. 3 mascherine protettive in tessuto colorato, lavabili e riutilizzabili, a tutela della propria (e altrui) salute, realizzate dalla Jetros di Maserada sul Piave.

 

La consegna porta a porta delle mascherine è stata accompagnata dalla lettera a firma del sindaco, Giovanni Ministeri, che ha concluso il suo messaggio rivolgendo a studenti, docenti, dirigente e personale scolastico i suoi più sinceri auguri di buon lavoro.

 

La musica ringrazia la sanità in prima linea e omaggia gli anziani davanti alla casa di riposo

 

La musica rende onore agli eroi in camice bianco traendo, proprio da loro, la forza per ripartire.

Oltre 400 persone, rigorosamente distanziate e con mascherina, hanno assistito ieri sera (giovedì 3 settembre 2020) davanti al Centro Servizi per gli anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) al concerto/testimonianza in onore della sanità in prima linea durante l’emergenza Covid-19. A seguire l’evento, attraverso una telecamera collocata nelle loro camere, anche i 180 ospiti del Centro Servizi in rappresentanza di tutti i nonni d’Italia, la categoria più fragile e più colpita dal Covid-19. A Villa delle Magnolie fortunatamente il virus non è entrato ma le norme rigide alle quali sono ancora sottoposti tutti gli anziani delle case di riposo sta loro precludendo una vita sociale fatta di amici e parenti che sono ancora costretti ad incontrare attraverso un divisorio di plexiglass.

 

Un evento organizzato da Sogedin di Monastier e fortemente voluto da Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier e dalle altre realtà del gruppo del Presidente Massimo Calvani: il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il micronido “la Casa sull’Albero” e il park Hotel “Villa Fiorita” di Sogedin Hotel di Monastier.

 

 

Sul palco, insieme, si sono esibiti Roby Facchinetti che a conclusione dell’evento ha cantato il brano simbolo dell’emergenza di Bergamo “Rinascerò Rinascerai”, il maestro Vittorio Matteucci e l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso ed il tenore Luca Minelli. E poi le commoventi testimonianze, tra un brano e l’altro, degli operatori sanitari in prima linea dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dell’Ospedale Covid di Jesolo con i colleghi del “Giovanni XXIII” di Bergamo, struttura duramente colpita dal coronavirus e del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier.

 

Due complessi ospedalieri, quelli di Monastier e Bergamo, contraddistinti da destini diversi. Nella cittadina lombarda il Covid-19 ha lasciato un segno indelebile su un’intera popolazione; a Monastier il virus è stato arginato garantendo al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di essere considerato Covid free hospital.

 

Un “gemellaggio in musica” tra le due strutture che portano lo stesso nome e che, con gli altri ospedali operano ogni giorno con gli stessi principi: quelli della salvaguardia e della tutela dell’essere umano.

 

Sul palco la musica come segno di rinascita ma anche come segno di rispetto nei confronti delle tante vite spezzate nei giorni bui dell’emergenza. Sono stati suonati brani come Poeta, Domani, Pierre, Uomini Soli interpretate da Roby Facchinetti, o Le Cattedrali, Mi Mancherai, Caruso cantate da Vittorio Matteucci, ma anche il Nessun dorma interpretato dal tenore Luca Minelli. Commovente il momento iniziale, quando, subito dopo i saluti del sindaco di Monastier Paola Moro, è stato suonato l’Inno di Mameli. Sullo sfondo prima le immagini drammatiche delle terapie intensive e dei camion militari che a Bergamo trasportavano le vittime fuori dagli ospedali e poi le immagini di gioia, gli applausi che hanno caratterizzato i momenti della fine dell’emergenza.

 

 

Tra un brano e l’altro le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’angoscia, la paura di quei tristi momenti, di chi ha messo a repentaglio anche la propria vita per salvare quella del prossimo, i sanitari dell’ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo: il Dottor Stefano Fagiuoli Direttore del Dipartimento di Medicina e la dott.ssa Lauretta Rota Responsabile del Dipartimento Emergenza Urgenza e Area Critica.  Sul palco il Prof. Carlo Agostini Direttore Dipartimento di Medicina Interna Ospedale Ca’Foncello e la dott.ssa Lorena Zanin Coordinatrice Medicina Interna 1 e Dipartimento di Medicina Interna sempre dell’Ospedale trevigiano; in rappresentanza dell’Ospedale Covid di Jesolo (Ve) il Dottor. Fabio Toffoletto Direttore Dipartimento di Area Critica, Pediatrica ed adulta e Don Eros Pellizzari sacerdote dell’Ospedale di San Donà che durante il Covid si è trasferito a quello di Jesolo per assistere gli ammalati. E poi, a fare gli onori di casa, il dottor Maurizio D’Aquino Primario di Medicina del Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier con il dottor Flavio Ogniben Direttore del Centro Servizi per gli Anziani “Villa delle Magnolie”. A portare la sua testimonianza anche Bruno Crosato in rappresentanza della Protezione Civile Ana che di recente è stato insignito dal presidente Sergio Mattarella del titolo di cavaliere proprio per il lavoro svolto durante l’emergenza.

 

Tutti hanno ricordato ad una società, ancora purtroppo distratta, che il Covid è ancora presente e solo attraverso un comportamento rispettoso delle regole da parte di tutti, potremmo stanarlo e definitivamente sconfiggerlo.

 

“Fin dai primi giorni dell’emergenza-  fa sapere Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier che attraverso Sogedin ha organizzato l’evento – era nel nostro cuore dare una giusta dimostrazione di gratitudine a questi eroi che stavano combattendo contro il virus. L’abbiamo concretizzata oggi attraverso la musica che va al di là di qualsiasi parola.  Un evento che non è stato solo un concerto, ma la dimostrazione che l’umanità, la partecipazione e la condivisione possono sovrastare qualsiasi cosa, anche il Covid, che ci ha piegato ma non ci ha abbattuto” conclude l’amministratore delegato Gabriele Geretto.

 

 

Presenti anche il direttore Generale dell’Aulss 2 Francesco Benazzi, il direttore generale dell’Aulss 4 Carlo Bramezza e il prefetto di Vicenza Pietro Signoriello. Con loro anche numerose rappresentanze dei comuni trevigiani, di Jesolo ma anche autorità militari, religiose e i rappresentanti del mondo economico e bancario e del mondo dell’associazionismo, dello sport e del volontariato con gli Amici del Trodetto, le donne del Trifoglio Rosa di Mestre, di Cafè Coraggio e il presidente del comitato Melograno Daniele Furlan.

 

Partner sensibili dell’iniziativa: Elettro Automazioni di Meolo, Operamed di Limena, Termoidraulica Voltarel di Candelù, Lima Corporate di Udine e l’impresa Edile Tecno Costruzioni di Meolo.

“Abbiamo validato una terapia che ha dato risultati eccezionali nella lotta contro il Coronavirus”, ha detto oggi il Rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, nel corso dell’incontro svoltosi questa mattina, presso l’ateneo scaligero, con il Presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

 

“Questa ricerca – ha dichiarato Nocini – viene pubblicata proprio oggi a New York. Si tratta di un cocktail con un farmaco impiegato per la cura dell’artrite reumatoide utilizzato assieme ad altri farmaci. In via sperimentale, questo farmaco ha già curato 80 pazienti e si è registrato un solo decesso. Invece, su 50 malati non trattati con questo cocktail ci sono stati 26 decessi”, ha spiegato il Rettore Nocini. “Nella sperimentazione – ha concluso – sono stati coinvolti l’Immunologia e la Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona con la Casa di Cura Pederzoli di Peschiera del Garda”.

 

Il prof. Nocini ha anche annunciato che partirà il 7 settembre la prima somministrazione del vaccino del Veneto a tre volontari. Si tratta del vaccino su cui ha lavorato in questi mesi l’Università di Verona.

 

Dal canto suo il Presidente Zaia è tornato a ribadire il concetto, già espresso sin dallo scorso febbraio, che le linee guida del Governo hanno sempre conteggiato i decessi di pazienti Covid basandosi sulla positività, anche se poi negativizzata. “Il protocollo prevede di trattare il paziente che diventa positivo, anche se è in ospedale come leucemico o malato terminale, come paziente Covid – ha spiegato anche oggi Zaia – abbiamo avuto un paziente la scorsa settimana colpito da infarto ma positivo, conteggiato quindi poi come decesso Covid. È una scelta imposta da linee guida, discutibili, contestate da me da febbraio” – ha concluso Zaia.

 

Silvia Moscati

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime seria preoccupazione in relazione all’allarmante incremento giornaliero dei contagi Covid-19 nell’ultima settimana.

 

I dati e il comportamento assunto da giovani e meno giovani non lasciano molto margine di dubbio rispetto a quanto si verificherà in futuro: una curva di crescita difficilmente controllabile.

 

Circa tali rischi avevamo espresso la nostra posizione più volte, rilevando quanto fossero inadeguate le misure adottate: un metro di distanza tra gli studenti nelle aule non solo è difficilmente praticabile, anche a causa delle diverse problematiche in cui versano molti fatiscenti istituti scolastici, ma, secondo alcuni virologi, risulta inefficace in spazi chiusi. In merito alla mascherina da consigliare (imporre? Ancora non è ben chiaro) alla popolazione scolastica viene da sorridere, se la questione non fosse drammaticamente preoccupante, constatando quanto i giovani nelle nostre belle strade e piazze italiane siano ligi all’obbligo di indossarla dalle 18 pomeriggio alle 06 del mattino.

 

La misurazione della febbre che in tutti gli uffici pubblici dove esista la possibilità di creare assembramento viene rilevata del personale di riferimento, a scuola sarebbe affidata alle famiglie, incorrendo nel rischio di discriminazione tra personale pubblico. Per non parlare degli istituti a rischio, dove è veramente complicato mantenere un barlume di regolarità nelle attività quotidiane; è difficilmente ipotizzabile che ragazzi con propensione alla trasgressione delle norme possano essere gestiti tranquillamente.

 

La scuola è un grande mosaico con tasselli variopinti e diversificati; non si può generalizzare, pensando di poter applicare agevolmente le stesse soluzioni a tutte le particolarità. Proprio per questo già in passato avevamo avanzato delle riflessioni e dei suggerimenti. In un anno così “imperscrutabile” sarebbe stato una prova di buon senso consentire agli “esodati” dalla legge 107/2015 di riavvicinarsi a casa o rimanere nelle proprie sedi di residenza, in considerazione che la mobilità diventa veicolo di trasmissione virale, addirittura qualche Governatore sta ventilando l’ipotesi di “chiudere” la propria regione di pertinenza.

 

Diventa altamente umiliante e frustrante constatare la sproporzione tra il costo della vita e la retribuzione di un docente, soprattutto quando è costretto fuori sede con le condizioni attuali che il Covid-19 comporta (biglietti dei trasporti introvabili e costosissimi; aumenti spese di permanenza; spese di fitto; spese di consumo).

 

Sarebbe auspicabile, soprattutto in considerazione dei nuovi rischi acquisiti per gli educatori (isolamento; malattia; sicurezza sul luogo di lavoro) concedere un bonus decoroso tale da poter coprire le considerevoli spese assunte oppure emanare un provvedimento legislativo atto a consentire il ritorno presso la propria sede di residenza o eventualmente rivalutare la possibilità di far svolgere le attività didattiche in modalità DaD per il personale in questione.

 

Ricordiamo che gli insegnanti fuori sede nel raggiungere le sedi di lavoro sono maggiormente a rischio salute e pertanto nel caso in cui si ammalassero potrebbero ipoteticamente istruire una causa di servizio nei confronti del proprio datore di lavoro.

 

Ci auguriamo che vengano finalmente presi in considerazione i disagi e le difficoltà di una categoria che più volte è stata elogiata dal Ministero per la dedizione e i sacrifici profusi al di là dei propri obblighi, aspetto che non costituisce un dettaglio, ma “sostanza”, nel momento più cruciale per il nostro Paese dal secondo Dopoguerra.

Durante i mesi di lockdown dovuti al diffondersi del Coronavirus, il popolo veneto si è dimostrato un grande esercito solidale a favore della comunità: tanti infatti sono stati i cittadini che hanno deciso di donare quello che potevano agli uomini in giallo della Protezione Civile, per l’acquisto di macchinari e attrezzature utili per contrastare l’emergenza.

 

Negli ultimi mesi i volontari della Protezione Civile del Veneto si sono resi protagonisti instancabili di numerose operazioni, dalla consegna dei dispositivi di protezione ai Comuni del Trevigiano, alla distribuzione casa per casa dei cittadini delle mascherine, fino alla consegna di pasti e farmaci agli anziani soli, e anche della spesa per le categorie maggiormente in difficoltà.

 

In un momento di profonda emergenza sanitaria e sociale come quella che (ancora) stiamo vivendo, c’è anche chi ha sentito la necessità di fare qualcosa di più, qualcosa che andasse al di là delle donazioni pecuniarie, per quanto generose e preziose esse si siano rivelate. È il caso della Oxygenio srl, un’azienda italiana con quartier generale a Treviso che, in piena emergenza sanitaria, ha voluto donare alla Protezione Civile di Treviso un dispositivo altamente tecnologico da impiegare nella disinfezione profonda degli automezzi. Il tutto senza l’aggiunta di additivi chimici, detersivi o altri prodotti artificiali inquinanti.

 

La tecnologia promossa da Oxygenio, per quanto già nota in alcuni Paesi del mondo tra cui gli Stati Uniti, è impiegata finora esclusivamente nel campo industriale e sanitario, in particolare per il lavaggio della biancheria di ospedali, cliniche e hotel.

 

Oxygenio è l’azienda che per prima, in Italia, ha creato e reso disponibile il suo omonimo prodotto per uso domestico alle famiglie.

Appurato infatti che il Coronavirus può sopravvivere per ore su diverse superfici, il dispositivo Oxygenio si pone come soluzione per igienizzare accuratamente gli ambienti (e gli strumenti!) di lavoro.

 

In un momento come questo, in cui non possiamo dichiararci ancora fuori dall’emergenza, aver donato un aiuto concreto a coloro che si sacrificano in prima linea per contrastare il diffondersi dell’epidemia, è sicuramente un motivo di onore per l’azienda trevigiana.

 

 

Come funziona la tecnologia Oxygenio

Il processo su cui si basa Oxygenio è del tutto naturale e funziona in acqua fredda: il dispositivo del marchio trevigiano produce ossigeno attivo e lo mischia all’acqua, ottenendo una miscela cui vengono aggiunte delle microparticelle di argento, dette ioni argento. Inoltre, tramite una sonda a raggi UV, rafforza e sterilizza il processo ossidante.

 

Se collegato per esempio al tubo di carico d’acqua della lavatrice, permette di lavare e disinfettare il bucato, eliminando il 99% di detersivi e prodotti chimici normalmente utilizzati, e che la nostra pelle assorbe dagli indumenti che indossiamo, dalle lenzuola su cui dormiamo e dagli asciugamani che adoperiamo.

 

L’ossigeno attivo garantisce l’eliminazione della maggior parte degli agenti che inquinano l’aria (quali virus, batteri, muffe, polvere e spore), i quali si sviluppano nei canali di condizionamento o di ventilazione, diffondendosi poi facilmente nelle case e negli uffici. La sanificazione con ossigeno attivo riesce invece in poco tempo a riconvertire l’ossigeno, disinfettando in modo completo gli ambienti in cui viene rilasciato.

 

La sanificazione degli ambienti lavorativi e domestici con l’ozono

Spesso pulire e sanificare sono considerati sinonimi, in verità esprimono due concetti ben distinti. Se il primo indica un’attività ordinaria per curare gli ambienti togliendo in modo accurato polvere e sporco, il secondo precisa un’attività più specifica, che aiuta a rendere sano e salubre un determinato ambiente. Ciò significa eliminare dall’aria organismi e micro-organismi potenzialmente nocivi per la salute umana. In altre parole, un corretto processo di sanificazione migliora la condizione dell’aria che respiriamo.

 

Ogni ambiente quindi, sia esso di lavoro o di abitazione domestica, va ovviamente pulito e sanificato. Tanto più che, nel primo caso, a seguito della diffusione del Covid-19 il DPCM del 26 aprile scorso ha reso ancora più stringenti alle aziende gli obblighi di sanificazione dei locali e degli strumenti di lavoro.

Venerdì 21 agosto il Lungomare delle Stelle 2020 dedicato a tutti gli uomini e le donne che lavorano nella sanità e che ogni giorno sono in prima linea per tutelare la salute del prossimo. L’intitolazione alla “Sanità d’Italia” diventa il modo per riconoscere l’impegno contro COVID-19

 

 

È arrivato il giorno del “grazie”. È quello che tutta Italia, attraverso Jesolo, rivolgerà a tutti coloro che operano nel mondo della sanità e che, durante il periodo della drammatica emergenza sanitaria, sono stati in prima linea, senza mai cedere il passo. A tutti loro Jesolo ha deciso di dedicare il Lungomare delle Stelle 2020. La manifestazione si terrà venerdì 21 agosto, alle 17.30, dal piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale di Jesolo. Location scelta anche come simbolo della lotta a COVID-19.

 

“Per l’intera città è una grande emozione poter dedicare agli operatori del mondo della sanità il giusto riconoscimento per lo sforzo profuso in questi mesi di emergenza e, più in generale, nel lavoro quotidiano al servizio degli altri – dichiara il sindaco di Jesolo. – La città è stata direttamente coinvolta nella lotta a COVID-19 con il nostro Ospedale e il suo personale che, ancora una volta, si sono dimostrati un punto di riferimento per il territorio regionale. La dedizione dimostrata da quanti, a vario titolo, sono stati coinvolti nella gestione dell’emergenza trova così il ringraziamento di Jesolo, di tutti i suoi cittadini e degli ospiti con un tratto del lungomare che porterà in eredità il ricordo di quanto fatto a servizio del prossimo”.

 

 

I PRECEDENTI

Il Lungomare delle Stelle è nato nel 2001, grazie ad una felice intuizione dell’allora presidente dell’Azienda di Promozione Turistica, Amorino De Zotti. Da allora ogni anno un grande personaggio viene invitato a Jesolo per l’intitolazione di un tratto di passeggiata a mare, cui segue anche il calco delle mani (tranne Alessandro Del Piero che lasciò le impronte dei Piedi). La prima “stella” fu Alberto Sordi. Gli altri: da Gina Lollobrigida ad Andrea Bocelli, Mike Bongiorno, Carla Fracci, Katia Ricciarelli, Sophia Loren, i Pooh, Federica Pellegrini e Bebe Vio. I calchi delle mani si trovano esposti al Kursaal di piazza Brescia. Per la prima volta sarà assegnato ad una intera categoria.

 

 

IL PROGRAMMA

Inizio alle 17.30 con l’esibizione, dalla terrazzina dell’ospedale della giovanissima violinista Eleonora Briasco. Alle 18 cerimonia formale di intitolazione del tratto che è stato individuato nella zona nelle vicinanze dell’ospedale. Brevi interventi delle autorità, quindi ricordi di quello che è stato fatto, anche attraverso l’uso di video e immagini. Il tutto intervallato dall’esibizione della nota pianista Gloria Campaner. Presenti, i vari rappresentanti degli ordini professionali e delle Ulss del Veneto. Sarà presente Claudio Chiappucci, uno dei più grandi ciclisti italiani. Quindi Maurizio Scalvini, presidente dell’associazione Nazionale Vip Sport. Ha inviato un suo saluto Katia Ricciarelli, grande soprano e attrice; lei stessa ha un tratto di Lungomare delle Stelle. A scoprire la targa sarà Alberto Battistel, guarito dal COVID-19. Al termine della cerimonia, l’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri.

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