Home / Posts Tagged "carcere"

A seguito di un controllo sono scattate le manette per la croata H.S. di 23 anni, domiciliata a Milano.

 

La donna, in visita a Venezia, è stata arrestata perché a suo carico pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura milanese per una condanna ad 1 anno, 11 mesi e 23 giorni di reclusione per il reato di furto.

 

La donna è stata quindi condotta presso la Casa Circondariale Femminile della Giudecca.

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato di Marghera ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di A.I., un cittadino iraniano di trentatré anni con precedenti per rapina tentata e consumata, perché indiziato del reato di rapina aggravata in concorso.

 

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della competente Procura della Repubblica.

 

Il cittadino iraniano è gravemente indiziato del reato di rapina aggravata poiché – in concorso con una donna non ancora identificata, spacciandosi per appartenente alle forze dell’ordine ed esibendo un falso distintivo e una pistola – ha sottoposto a perquisizione un turista straniero impossessandosi della somma di € 600,00, di un paio di cuffie marca BOSE e di un cellulare iPhone SX.

 

Decisivi nella scelta della misura cautelare più afflittiva sono stati la gravità del reato nonché le allarmanti modalità di commissione dello stesso, tali da dimostrare una spiccata capacità a delinquere in capo al cittadino iraniano.

 

Esperite le formalità di legge, l’uomo è stato condotto presso la locale Casa circondariale e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Ieri sera gli uomini del Commissariato San Marco e del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” di Padova, con l’ausilio di un’unità cinofila antidroga della Questura di Padova, hanno effettuato un servizio di controllo straordinario del territorio alla Giudecca e a Castello. 

 

Nel corso dell’operazione sono stati effettuati controlli amministrativi presso gli esercizi pubblici, durante i quali sono state identificate 53 persone, di cui 26 pregiudicati, e arrestato un cittadino marocchino di trent’anni.

 

A carico dell’uomo, rintracciato presso un bar a Castello, pendeva un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito di una condanna di danneggiamento aggravato, per la quale l’uomo deve scontare 9 mesi di reclusione. I poliziotti hanno pertanto proceduto all’arresto e hanno condotto l’uomo presso il carcere di Santa Maria Maggiore.

Dopo la denuncia di violenza sessuale sporta da una giovane lo scorso 19 maggio ed avvenuta in una nota discoteca di Marghera, sono iniziate le indagini della Squadra Mobile coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

 

Non è stato difficile per gli investigatori identificare il presunto colpevole della violenza, un quindicenne del posto che annovera ulteriori precedenti di polizia commessi in concorso con coetanei. Questa notte il giovane è stato arrestato dalla Polizia, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere, ed associato presso l’istituto penitenziario di Treviso.

 

Nei giorni scorsi sono state inoltre aggravate dal GIP presso il Tribunale per i Minorenni le misure cautelari di due dei minori coinvolti nell’operazione della Squadra Mobile per il contrasto alle baby gang. 

 

È stato infatti collocato in comunità il giovane arrestato in flagranza per detenzione di 200gr. di marijuana e materiale utile al confezionamento che inizialmente aveva avuto gli arresti domiciliari; è passato invece dalla comunità alla custodia cautelare in carcere il minore ritenuto responsabile della tentata rapina ai danni del cittadino del Bangladesh, a causa della condotta tenuta nella struttura d’accoglienza.

Nella mattinata di ieri, mercoledì 29 maggio, la squadra mobile della Polizia di Stato ha dato seguito a sette provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti giovani che negli ultimi mesi, con pestaggi e furti, hanno creato il panico tra i residenti del Centro Storico e della Terraferma. Dei sette ragazzi, tutti maschi, tre sono maggiorenni e quatto non hanno ancora compiuto i diciotto anni. Le squadre della questura hanno effettuato dodici perquisizioni domiciliari, trovando nell’abitazione di un minore (ora ai domiciliari) un paio di etti di marijuana, bustine per il confezionamento delle dosi, bilancino di precisione, un coltello a farfalla e un passamontagna.

 

I componenti della prima delle tre bande di delinquenti individuate, tra giugno e agosto dello scorso anno, si sono resi responsabili di diversi reati a Mestre, tra piazzale Cialdini, Madonna Pellegrina e Piazza Barche. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il gruppetto agiva quasi ogni sera, con furti e danneggiamenti nei garage di abitazioni private. Si sono introdotti nel liceo artistico Guggenheim rubando computer, proiettori e devastando alcune aule. Hanno colpito la sede di Veritas e quella di Anas, dove hanno sottratto tre veicoli. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire una quindicina di episodi. Della banda è stato arrestato il “capo carismatico”, un maggiorenne portato in carcere.

 

I componenti della seconda banda, si sono resi responsabili di almeno due aggressioni per strada in centro storico a Venezia. I due episodi risalgono al 13 gennaio a Sant’Aponal e il 19 gennaio a San Basilio. In entrambe le occasioni i giovani avevano aggredito dei gruppetti di ragazzini utilizzando anche un tirapugni. Nell’episodio di San Basilio uno dei ragazzi aggrediti, cadendo, è stato picchiato a terra. Una volta portato al pronto soccorso è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni. Un maggiorenne e un minorenne, individuati come i responsabili, sono stati portati in carcere. Il maggiorenne è ritenuto colpevole di una terza rapina avvenuta al Lido. Avrebbe minacciato una persona sottraendole venti euro.

 

Una terza banda infine, composta da un maggiorenne veneziano e da tre minorenni, si è resa responsabile di una tentata rapina ai danni di un uomo di origine bengalese. L’aggressione è avvenuta a febbraio in centro a Mestre, la vittima è stata pesantemente pestata utilizzando anche un ombrello. L’uomo ha riportato un taglio alla testa e la disossazione della mandibola. Il maggiorenne del gruppo è stato posto agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre minorenni sono stati condotti in una comunità.

 

Fonte: Venezia Today

Nel pomeriggio di ieri, al parco Albanese di Mestre, una pattuglia della Polizia locale con unità cinofila a seguito, ha colto in flagranza di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio uno spacciatore di nazionalità gambiana di 27 anni, già noto agli agenti.

 

L’azione è iniziata verso le ore 16, quando la squadra ha iniziato a ispezionare la zona retrostante allo stabile occupato dall’Associazione Arcobaleno e ha trovato, vicino a una siepe, in un luogo nascosto alla vista dei passanti, diverse dosi di marijuana già confezionate “pronto spaccio” per i giovanissimi clienti che provengono solitamente dalle scuole vicine.

 

Due uomini del Nucleo operativo si sono allora appostati nei pressi della siepe e, dopo solo qualche minuto, hanno potuto cogliere in flagranza lo spacciatore, proveniente dalla zona del centro civico. Il “pusher”, già fermato in precedenza altre sette volte per il medesimo reato, era in possesso di oltre mezzo etto di marijuana, suddivisa in diciassette dosi del peso di tre grammi ciascuna.

 

Per i precedenti a carico, l’uomo è stato arrestato e trasferito per la notte nella cella di sicurezza della Polizia locale a Piazzale Roma. Questa mattina è stato condotto davanti al giudice monocratico per la convalida dell’arresto; il processo per direttissima si terrà il prossimo 21 giugno. Fino ad allora sarà trasferito al carcere di Santa Maria Maggiore in stato di custodia cautelare.

 

Il Nucleo operativo della Polizia locale ha inoltre inviato al giudice una richiesta di aggravio della misura cautelare del divieto di dimora nella regione Veneto, finora completamente disattesa e valida fino al dicembre 2020.

Il Nucleo Operativo del Corpo di Polizia Locale, attivo sul fronte del contrasto alla criminalità di strada, ha oggi messo a segno quattro arresti in flagranza di borseggio nei confronti di altrettanti cittadini romeni: B.E.E. di 46 anni; M.M. di 33 anni; B.R.C. di 47 anni; M.G. di 28 anni.

 

I quattro criminali, uno dei quali noto agli operatori del Nucleo fin dall’inizio degli anni 2000, in quanto appartenente a una delle prime bande di borseggiatori romeni giunti a Venezia, sono stati intercettati in località “Tre ponti” nei pressi di Piazzale Roma, verso 10.45 di ieri mattina.

 

I quattro soggetti erano intenti ad accodarsi a una coppia di anziani turisti, un uomo e una donna, che si erano incamminati lungo fondamenta delle Burchielle. La turista era claudicante al punto da doversi aiutare con una stampella e in costante affanno, tanto da dover procedere a velocità ridottissima, alternando continue soste al proprio incedere.

 

Nei minuti immediatamente successivi, i due anziani, sempre tallonati dai quattro ladri, sono entrati nell’albergo Olimpia. Il borseggio è avvenuto proprio all’interno della hall dell’albergo, dove i borseggiatori sono riusciti a sottrarre dalla borsa della donna il portafoglio contenente 300 dollari. Una volta usciti dall’hotel i criminali, sorpresi letteralmente col portafoglio in mano, hanno trovato ad accoglierli la polizia locale.

 

I quattro borseggiatori sono stati dichiarati in arresto per furto pluriaggravato e trasferiti nelle celle di sicurezza della Polizia Locale in attesa del processo.

Tutti i componenti del gruppo sono gravati da precedenti di polizia e giudiziari per reati contro il patrimonio; M.M. è stata scarcerata quattro giorni fa.

 

Dall’inizio dell’anno sono già 31 i borseggiatori colti in flagranza dal Nucleo Operativo della Polizia Locale; uomini e donne provenienti da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Romania, Moldavia, Algeria.

Episodio di grave violenza ai danni degli agenti della polizia penitenziaria, mercoledì 9 maggio nella sala colloqui del carcere trevigiano di Santa Bona. Un detenuto di origini straniere ha dato in escandescenza durante il colloquio con un familiare, aggredendo per futili motivi i poliziotti penitenziari presenti. Solamente la solerzia operativa del personale ha fatto sì che le conseguenze non fossero peggiori. Un agente è stato condotto in ospedale e ha riportato 15 giorni di prognosi per un colpo al naso.
Ne danno notizia Claudio Montella per la Funzione Pubblica CGIL Treviso e Innocenzo Bonelli per la FNS CISL Belluno Treviso.
“Ci ritroviamo oggi a raccontare lo spiacevole epilogo di un disastro annunciato – spiegano i due sindacalisti -: il detenuto più volte aveva dimostrato la sua indole violenta minacciando il personale in diverse occasioni”. Già nei giorni precedenti l’aggressore aveva infatti mostrato di voler intraprendere azioni offensive nei confronti del personale di polizia penitenziaria, riuscendoci ieri nella sala colloqui, incurante delle persone non detenute e dei bambini presenti in visita ai parenti.
“Analizzando la situazione a livello nazionale – spiega Montella della Fp CGIL – sembra di assistere inermi ad un bollettino di guerra con continue aggressioni al personale senza che l’amministrazione metta in campo azioni utili a contrastare il fenomeno; è da tempo che chiedo che siano forniti al personale all’interno degli istituti penitenziari dispositivi anti-aggressione in uso alle altre forze di polizia europee al fine di arginare l’azione violenta ai danni dei lavoratori e lavoratrici della polizia penitenziaria”.
“Da non sottovalutare – aggiunge Bonelli FNS CISL – come il decreto ministeriale del 2 ottobre 2017 in materia di tagli agli organici della polizia penitenziaria abbia ulteriormente compromesso la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari italiani, senza cura alcuna del rischio aggressioni crescente, soprattutto in considerazione del regime aperto applicato anche in istituti strutturalmente inidonei, come quello trevigiano, dove i detenuti sono sorvegliati all’interno del reparto stesso, con una media di 70 reclusi controllati da appena 2 poliziotti penitenziari. Questa situazione è stata rappresentata dalla FNS CISL agli organi superiori già in diverse occasioni. É necessaria una maggior tutela per il personale di polizia penitenziaria: sicuramente un ampliamento dei sistemi di sicurezza ad uso del personale limiterebbe, e non di poco, situazioni di questo genere”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni