Home / Posts Tagged "cambiamenti climatici"

Presente all’evento anche il climatologo premio Nobel Filippo Giorgi

 

Malattie tropicali e ondate di calore; eventi acuti e catastrofici, malattie croniche non trasmissibili, come patologie cardiovascolari e respiratorie, con conseguente riduzione della speranza di vita e mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica ma anche perdita di biodiversità, carestie e migrazioni.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati domani, venerdì 25 ottobre 2019, da medici e scienziati ambientali che tornano a confrontarsi sulle conseguenze sanitarie della febbre planetaria nel corso del convegno “Pianeta Terra e Salute”.

 

Promosso dal Centro Studi Psicosociali Antonio Calvani con il patrocinio dell’Università di Padova, il convegno vedrà gli interventi di climatologi, epidemiologi, economisti, infettivologi, veterinari e psicologi.

L’evento avrà luogo presso il “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier (Tv), sito in via Giovanni XXIII, 1, e vedrà la partecipazione anche di 6 istituti Superiori del Veneto che da un anno stanno lavorando sull’argomento.

 

Cosa ci attende nei prossimi decenni?

Filippo Giorgi ha fatto parte dell’IPCC, Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, è stato vincitore del Premio Nobel nel 2007. Nel suo intervento ripercorrà le varie linee di evidenza che oggi portano a concludere che il riscaldamento globale in corso è un fatto scientifico inequivocabile. I vari scenari del clima che ci aspetta nel XXI secolo vengono prefigurati, dallo scenario di applicazione rigorosa degli accordi di Parigi a quello di non fare nulla per affrontare i cambiamenti, insieme con alcune delle loro conseguenze più importanti.

 

Molteplici gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento

Sono molti e diversi gli effetti dovuti al riscaldamento global e all’inquinamento. Nel corso della giornata saranno pertanto trattati i seguenti argomenti:
• Eventi acuti e catastrofici, come le inondazioni e le tempeste. Portano anche la testimonianza i sindaci Danilo De Toni di Alleghe (tempesta Vaia dell’ottobre 2018) e Alberto Polo di Dolo (tromba d’aria sulla Riviera del Brenta del luglio 2015)
• Eventi sub-acuti, come le ondate di calore, la siccità e l’erosione delle coste, e infine cambiamenti di più lungo termine, come la modificazione e l’impoverimento dell’ambiente fisico, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

 

Malattie croniche non trasmissibili

Di questo ne parlerà l’epidemiologo Stefano Vella. È stato stimato che milioni di nuovi casi di malattie croniche ogni anno siano legati all’inquinamento atmosferico. Tra queste, patologie cardiovascolari e respiratorie, asma grave, riduzione della funzionalità polmonare. Nel lungo termine, questi effetti porteranno inevitabilmente a una riduzione della speranza di vita, e a mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica, cancro ai polmoni, bronchite cronica e bronco-pneumopatie croniche ostruttive.

 

Inquinamento atmosferico sulla salute umana

Gli effetti verranno approfonditi nella sessione pomeridiana da Vitaliana Murgia I principali responsabili della contaminazione dell’aria sono il particolato atmosferico (i cosiddetti PM10 e PM2,5) e numerose sostanze chimiche tra cui il monossido di carbonio, l’ozono, gli ossidi di zolfo e di azoto, gli idrocarburi Policiclici Aromatici, il benzene e il piombo. La pianura padana è una delle regioni più inquinate d’Europa perché la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti.

 

Insorgenza nuove malattie causa vettori dovuti alle variazioni di temperatura, umidità come zanzare, zecche e flebotomi

Ne parla Gioia Capelli. Le variazioni di temperatura, umidità… influenzano in vario modo la dinamica di popolazione dei vettori e di conseguenza anche la loro presenza, densità e pericolosità come vettori di malattie.

 

Migrazioni delle popolazioni più vulnerabili (soprattutto dell’Africa sub-sahariana)

Ne parla il sociologo Vittorio Filippi: una importante ricaduta della crisi ambientale è data dall’aumento delle a causa del loro accesso decrescente a risorse come acqua e terra o a causa dei disastri naturali. Con conseguente aumento di possibilità di conflitti.

 

Disuguaglianze tra paesi

Ne parlerà Roberto Vogli Non tutti i paesi del mondo sono ugualmente esposti ai cambiamenti climatici, con il paradosso che quelli più vulnerabili (ad es. il Niger e la Somalia) sono quelli che meno contribuiscono a determinarlo, mentre i paesi con maggiori emissioni di gas serra (in primis i paesi europei e gli USA) sono tra i meno vulnerabili. Molti studi concludono che l’equità nei paesi e tra i paesi è associata al benessere e a comportamenti ecologici più responsabili.

 

Politiche per i cambiamenti climatici

Ne parlerà l’economista Enrica De Cian Offre una breve sintesi degli obiettivi di mitigazione e adattamento che i paesi si sono dati nell’ultimo Accordo di Parigi.
Molti studi mostrano l’impatto della crisi ambientale sulla salute fisica delle popolazioni, e in particolare dei gruppi più vulnerabili, al punto che l’autorevole rivista Lancet definisce quella ambientale “la maggior emergenza sanitaria del 21° secolo”.

 

Riconoscimento del diritto del cittadino ad un ambiente sano.

Ne parlerà Gianni Tamino. Il Trattato dell’Unione Europea precisa che la politica dell’Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”. L’UE fornisce anche finanziamenti per progetti in materia di salute in tutto il territorio. Vi è poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale l’ambiente è un diritto quando siamo in presenza di un chiaro nesso con il diritto alla vita e all’integrità personale.

Tuttavia il lungo percorso verso la garanzia che l’ambiente sano sia un diritto è ancora lunga e spesso non bastano le leggi, se poi non vengono applicate.

 

Percezione dei cambiamenti ambientali e motivazione a intraprendere azioni positive per ridurli e mitigarli

Questo tema sarà trattato da Paolo Michielin ed Enrico Di Giorgi. A livello individuale, una motivazione forte può derivare dal fatto che la maggior parte dei comportamenti ecosostenibili sono gli stessi che favoriscono la salute, dall’alimentazione con meno carne rossa all’attività fisica. L’altra motivazione è di carattere morale e si basa su un’idea dell’ambiente, anzi della natura, come di cosa viva, che ha i suoi diritti e va rispettata, non solo sfruttata.

 

AZIONI POSITIVE: l’alimentazione sana e sostenibile

Ne parlerà Gianni Gallo. Mentre la mortalità prematura colloca l’Italia tra i 6 Paesi a minor rischio, la situazione si capovolge per i bambini: al 4° posto per maggiore obesità al Mondo. Le attività agricole se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare globale, si stima siano del 21-37% delle emissioni nette totali di gas a effetto serra. La causa principale è legata alla produzione di carne, in particolare carne rossa, che determina oltre ad una alta produzione di gas serra elevati consumi di territorio e di acqua.

 

Creazione luoghi dove rigenerare la mente e il corpo

Ne parlerà Ilaria Doimo afferma che alberi e foreste stanno prendendo un ruolo di rilievo come soluzione ad una crescente domanda di contatto con la natura ma anche di servizi socio-sanitari. Non più solamente bacini di estrazione di legname o strumenti per la prevenzione e mitigazione del cambiamento climatico, ma luoghi dove rigenerare la mente e il corpo.

 

Mobilità individuale e collettiva

Tema che verrà approfondito da Pirous Fateh-Moghadam concorde a livello scientifico che alimentazione e la mobilità siano i due aspetti con maggiori sinergie positive tra promozione della salute e sostenibilità ambientale e quindi a favore dell’Agenda 2030. Partendo da alcune esperienze italiane, illustra il contrasto della sedentarietà attraverso la promozione del trasporto attivo.

 

Gestione responsabile dei rifiuti

Ne parlerà Franco Zanata. Spiegherà come la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente possono trovare in una gestione corretta del settore dei rifiuti un contributo fondamentale e decisivo.

 

Presente all’evento anche l’attivista Aran Cosentino e moltissimi studenti

Aran Cosentino parla delle sue attività in favore dell’ambiente e del mondo di oggi visto da un giovane ragazzo ormai diciassettenne, diventato un attivista già all’età di dodici anni.

 

Parteciperanno inoltre gli studenti dei 6 istituti superiori di Tv e Pd (Besta e Canova di Treviso, Astori e Berto di Mogliano, Parini di Mestre e Dante Alighieri di Padova). I ragazzi esporranno i poster che sintetizzano il loro lavoro di approfondimento e di discussione su specifici temi ambientali.
Nel pomeriggio cercheranno, con la metodica del World Cafè (discussione libera attorno ad un tavolo, in gruppi di 5-6 e con una tovaglia di carta per annotare idee e proposte), di dare risposta alle domande:
1. Cosa può fare, da subito, la singola persona per riportare indietro il clima. Come farlo diventare di moda: motivazioni, barriere, opportunità.
2. Pensare globalmente ed agire localmente: cosa chiedere alle istituzioni locali (Comune, Regione) e come sostenere queste azioni.

 

Enrico Di Giorgi illustrerà i risultati del questionario, che è stato compilato da oltre 600 studenti degli stessi istituti. Verranno esposti poi i suggerimenti dei giovani per salvare il loro futuro.

 

 

Gravi saranno le conseguenze dell’inquinamento dell’atmosfera che sta causando l’innalzamento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci.

 

Secondo uno studio dell’ENEA, nel 2100 il mare sarà più alto di 1,035 metri o, peggio di 1,45 metri, mettendo a rischio inondazione 40 zone italiane per complessivi 5.684,4 chilometri quadrati.

 

In particolare la zona da Trieste a Ravenna, la foce del Pescara, del Sangro, le zone del Tronto, di Lesina e Taranto, La Spezia, Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, una zona dell’isola d’Elba, Grosseto, la pianura Pontina, la foce del Tevere e del Sele, Cagliari, Oristano, Fertilia e altre zone della Sardegna. Metaponto, Gioia Tauro.

 

La parte però più colpita sarà la pianura Padana con 264 chilometri di coste sommerse dal mare. In particolare a Venezia, per effetto anche dell’abbassamento del suolo, il livello del mare si alzerà di circa 1,64 metri e il MOSE dovrà operare per un gran numero di giorni con conseguente chiusura del porto.

 

Sarà un disastro per l’economia della città e del turismo per tutte le spiagge del veneziano.

 

La città di Mestre, almeno la sua parte centrale, sarà salva, visto che si trova a una altezza di 3 metri sul livello del mare.

La Cisl Belluno Treviso sostiene lo sciopero globale per il clima e venerdì 27 settembre parteciperà alle manifestazioni studentesche di Treviso e Belluno

 

In occasione del terzo Global Climate Strike proclamato dal movimento Fridays For Future per rivendicare una svolta decisa di lotta ai cambiamenti climatici, la Cisl territoriale sarà in piazza – senza bandiere – con i giovani e la società civile per rivendicare il diritto di vivere in un mondo sostenibile.

 

La Cisl, a livello nazionale, ha sottoscritto la Dichiarazione di Emergenza Climatica promossa dal movimento di Greta Thunberg e si è impegnata a realizzare il monitoraggio dei consumi energetici di tutte le proprie sedi di lavoro e a verificare nel corso del tempo l’efficacia della programmazione di interventi per la riduzione dell’impatto delle attività sull’ambiente. Ha inoltre l’obiettivo di definire nell’ambito del Patto per la Fabbrica un capitolo specifico per una Fabbrica più Verde e più Solidale.

 

 

“Sosteniamo il movimento globale per il clima – spiega il Segretario generale Cinzia Bonan – consapevoli che per una crescita ecosostenibile bisogna porre fine alla povertà con strategie che riducano le disuguaglianze sociali ed economiche, affrontando i cambiamenti climatici e lavorando per preservare i mari e le foreste. Per questo sosteniamo le nuove politiche dell’economia circolare e riteniamo fondamentale cogliere l’opportunità suggerita dalle trasformazioni indicate nell’Agenda 2030, con l’avvio di processi innovativi per ridurre il consumo del suolo e delle materie prime, per contrastare l’inquinamento e agire nella rigenerazione delle aree dismesse e/o inquinate. Per la Cisl è una questione cruciale: siamo convinti che rimodulare in senso circolare il nostro assetto produttivo abbia un impatto positivo sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Stiamo affrontando e continueremo ad affrontare questi temi con determinazione ai vari livelli della nostra organizzazione, per spingere il governo, locale e nazionale, ad attivarsi urgentemente e agire in questa direzione, non più differibile ad un futuro remoto, visto che gli eventi del presente ci obbligano già a fare i conti con la gravità di danni tangibili determinati dal surriscaldamento del clima”.

A lanciare l’allarme è anche Peter Wadhams, uno dei massimi esperti dei ghiacci artici. Intervistato da un giornalista di Repubblica, ha così raccontato: “Sono tornato l’altro ieri dalla Groenlandia: è impressionante. Il ghiaccio si scioglie così velocemente da generare fiumi che scavano canyon e danno vita a cascate come quelle del Niagara”.

 

Le misurazioni effettuate da satellite hanno rilevato che lo scioglimento della calotta di ghiaccio ha raggiunto quota 57%.

 

“Sono stato sulla calotta di ghiaccio e ho potuto constatare che le condizioni sono davvero molto diverse rispetto a quelle che avevo osservato l’ultima volta che vi avevo fatto visita, nel 2014”, ha spiegato Wadhams.

L’esperto ricorda di essere stato sei volte in Groenlandia e di aver visto ogni volta gli effetti del riscaldamento globale. “Quello a cui ho assistito pochi giorni fa è senza precedenti. Ormai è un continuo susseguirsi di record: nei giorni in cui ero lì ci sono state temperature di 21 gradi, una cosa incredibile. Solo nel mese di luglio si sono sciolti 200 miliardi di tonnellate di ghiaccio.”

 

Secondo il professore, dallo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia “dipenderà l’innalzamento dei mari di tutto il Pianeta. La Groenlandia, infatti, è un grande serbatoio di ghiaccio e sarà la principale causa di innalzamento dei mari, con gravi problemi per le città costiere, a cominciare da Venezia.”

 

Per Wadhams il processo non è ancora irreversibile. Secondo l’esperto, è necessario focalizzare l’attenzione sullo studio e sullo sviluppo delle tecniche per eliminare la CO2 dall’atmosfera. “Credo” – continua Wadhams – “che sia un grande errore concentrare tutti gli sforzi nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Certo, aiuterà a rallentare il riscaldamento globale, ma non lo fermerà. Perché la CO2 che abbiamo emesso negli ultimi 200 anni resta lì e continuerà a produrre l’aumento delle temperature. Dunque continuerà lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari, l’alterazione delle correnti oceaniche. L’unico modo che abbiamo per fermare tutto questo è catturare l’anidride carbonica e toglierla dall’atmosfera: le basi scientifiche ci sono, ora occorre sviluppare la tecnologia in modo che sia conveniente dal punto di vista economico. Questa è la vera sfida di oggi: se la vinciamo possiamo risolvere il problema del riscaldamento globale”.

 

Fonte: Rai News

 

 

 

Photo Credits: www.insideinferno.com

“L’impegno a stanziare risorse c’è, adesso aspettiamo la Giunta al varco. La lotta ai cambiamenti climatici va presa sul serio: ne va del futuro delle giovani generazioni, costrette a fare i conti con disastri ambientali, dovuti alle emissioni di gas serra di cui non sono minimamente responsabili. Siamo vicini al punto di non ritorno”. È soddisfatto ma aspetta fatti concreti il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale dell’ordine del giorno, di cui era primo firmatario e sottoscritto dall’intero gruppo, sui finanziamenti per gli interventi di lotta ai cambiamenti climatici e per lo sviluppo della Green economy, all’interno dell’assestamento di bilancio.

 

 

“Dobbiamo puntare sull’innovazione ecologica in tutti i settori: industria, servizi, agricoltura, energia, trasporti, turismo, infrastrutture. Servono misure a ogni livello dall’Unione Europea ai singoli Stati passando per Regioni e Comuni. Il Veneto – prosegue Zanoni – nell’ambito delle proprie competenze, può assumere un ruolo di stimolo e guida su scala locale, con politiche concrete per la riqualificazione edilizia, la riduzione del consumo di suolo, la crescita della produzione di energie rinnovabili, la piantumazioni di alberi e la tutela delle foreste, la diminuzione drastica dell’uso dei combustibili fossili e il rafforzamento dei trasporti sui mezzi pubblici, decongestionando il traffico nelle città”.

 

 

“Entro fine anno sarà approvato in via definitiva il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pnec) che introduce, entro il 2030, nuovi obiettivi vincolanti a livello europeo, tra cui il miglioramento almeno al 32,5% dell’efficienza energetica, una quota minima del 32% da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia e una quota del 12% di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Senza una svolta radicale nelle nostre politiche regionali, questi traguardi rischiano di restare delle chimere. E purtroppo avere un vice primo ministro e leader del principale partito di governo, che nega i cambiamenti climatici, non induce certo all’ottimismo”.

Senza azioni immediate e concrete, si stima che tra 80 anni l’aumento previsto delle acque modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con profonde ripercussioni sul litorale costiero e sulle città che vi si affacciano. Uno dei casi più preoccupanti sarà Venezia, con un + 1,064 m.

 

Paola Zuliani, della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, ha consegnato al Santo Padre un video sui rischi dei cambiamenti climatici, in particolare per Venezia

 

A Roma, in Città del Vaticano, si è da poco concluso il Convegno Internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice (www.centesimusannus.org) dal titolo La Dottrina Sociale della Chiesa dalle radici all’era digitale: come vivere la Laudato Sì. Un invito alla riflessione sull’Enciclica di Papa Francesco e allo sviluppo di un’ecologia integrale, che diventi sempre più una priorità per le persone, le aziende, le istituzioni e il mondo politico.

 

 

Insieme a numerosi relatori giunti nella capitale da tutto il mondo, l’incontro ha ospitato i gruppi italiani locali composti da imprenditori e professionisti, che hanno portato alla luce alcune tematiche vicine al proprio territorio geografico. Tra questi, il lavoro del Gruppo di Treviso – di cui Paola Zuliani (fondatrice dell’agenzia digitale WTN) ne è referente – ha portato all’attenzione del Convegno uno studio sui rischi per Venezia e sulle aree urbane che insistono sul mare.

 

Nell’udienza privata post Convegno con il Santo Padre, la referente del Gruppo locale di Treviso ha potuto parlargli e consegnarli direttamente il video del lavoro svolto, cogliendo una gioia sincera negli occhi del Pontefice.

 

Sono stati portati all’attenzione del Santo Padre i rischi per la città di Venezia dovuti all’aumento delle temperature che comporterebbero un innalzamento del livello del mare.

 

“Se non ci saranno azioni immediate e concrete – sottolinea Paola Zuliani – fra 80 anni si stima un innalzamento delle acque a Venezia di + 1,064 m”. Paola Zuliani ha messo in evidenza come uno dei casi più preoccupanti sarà Venezia, la città d’arte più minacciata dall’innalzamento del livello del mare e per la quale si rendono necessari interventi mirati.

 

 

L’appello di Papa Francesco

Se da una parte è vero che iniziano a manifestarsi diversi segnali incoraggianti – come un crescente investimento sulle risorse di energia rinnovabile e una maggiore sensibilità ai temi ecologici –, dall’altra tante restano ancora le sfide da affrontare.

 

In chiusura del Convegno, il Pontefice ha invitato tutti i partecipanti a impegnarsi nel portare avanti una testimonianza concreta dei valori e dei principi ispiratori della Enciclica Laudato Sì, e di sensibilizzare le persone sul tema dei cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze.

 

A tal proposito, Papa Francesco ha ribadito che “il bene comune viene spesso messo a rischio da atteggiamenti di eccessivo individualismo, consumismo e spreco”. Per questo motivo, si rende difficile “promuovere la solidarietà economica, ambientale e sociale e la sostenibilità all’interno di un’economia più umana, che consideri non solo la soddisfazione dei desideri immediati, ma anche il benessere delle future generazioni”.

Importante è anche sottolineare come, nel suo intervento, Papa Francesco abbia ricordato che la Lettera Enciclica su cui si è incentrata la conferenza della Fondazione non sia una Enciclica verde, ma Sociale.

 

A supporto del messaggio del Pontefice, la presidente del Convegno Anna Maria Tarantola (già dirigente Banca d’Italia ed ex presidente Rai) ha evidenziato come tutti noi “dobbiamo agire subito e bene, per ritornare sul corretto sentiero di una crescita equa, solidale e sostenibile”.

Le azioni da intraprendere saranno efficaci solo se portate avanti da tutti gli attori coinvolti, quali la società, le imprese, le banche, i mercati, le istituzioni e i politici.

 

Altri interventi di spicco sono stati quelli proferiti dal Cardinale Pietro Parolin, dal Prof. Enrico Giovannini, dall’editore Ferruccio De Bortoli e da Mons. Nunzio Galantino, che hanno offerto numerose occasioni di confronto sulla Laudato Sì, a quattro anni dalla sua pubblicazione.

 

 

Photo Credits: © Servizio Fotografico – Vatican Media

A Roma, in Città del Vaticano, si è da poco concluso il Convegno internazionale promosso dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, dal titolo La Dottrina Sociale della Chiesa dalle radici all’era digitale: come vivere la Laudato Sì.

 

Insieme a un nutrito panel di relatori giunti nella capitale da tutto il mondo per l’evento, l’incontro ha ospitato anche numerosi gruppi italiani locali, che hanno portato alla luce alcune tematiche vicine al proprio territorio geografico.

 

Anche il gruppo locale di Treviso, con la referente Paola Zuliani, ha raggiunto Roma insieme all’assistente ecclesiastico Gianni Donadi e ad alcuni simpatizzanti della Fondazione, per parlare del futuro delle città costiere per effetto del cambiamento climatico. In particolare il caso Venezia.

Come si legge nella frase di chiusura del video realizzato dal gruppo, tutti gli uomini di buona volontà hanno il compito di coltivare e custodire il Giardino del mondo.

 

Consapevoli di questa fondamentale responsabilità, l’invito è quello di impegnarci tutti a portare avanti una testimonianza concreta dei valori e dei principi ispiratori della enciclica Laudato Sì, e di sensibilizzare allo stesso tempo le persone sul tema dei cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze.

 

Se da una parte cominciano a manifestarsi diversi segnali incoraggianti – come un crescente investimento sulle risorse di energia rinnovabile e una maggiore sensibilità ai temi ecologici –, dall’altra tante restano ancora le sfide da affrontare.

 

A tal proposito, Papa Francesco ha ribadito che “il bene comune viene spesso messo a rischio da atteggiamenti di eccessivo individualismo, consumismo e spreco”. Per questo motivo, si rende difficile “promuovere la solidarietà economica, ambientale e sociale e la sostenibilità all’interno di un’economia più umana, che consideri non solo la soddisfazione dei desideri immediati, ma anche il benessere delle future generazioni”.

Importante è anche sottolineare come, nel suo intervento, Papa Francesco abbia ricordato che la lettera enciclica su cui si è incentrata la conferenza della Fondazione non sia una enciclica verde, ma sociale.

 

La presidente del Convegno Anna Maria Tarantola (già dirigente Banca d’Italia ed ex presidente Rai) ha evidenziato come tutti noi “dobbiamo agire subito e bene, per ritornare sul corretto sentiero di una crescita equa, solidale e sostenibile”.

Le azioni da intraprendere saranno efficaci solo se portate avanti da tutti gli attori coinvolti, quali la società, le imprese, le banche, i mercati, le istituzioni e i politici.

 

Altri interventi di spicco sono stati quelli proferiti dal Cardinale Pietro Parolin, dal Prof. Enrico Giovannini, dall’editore Ferruccio De Bortoli e da Mons. Nunzio Galantino, che hanno offerto numerose occasioni di confronto sulla Laudato Sì, a quattro anni dalla sua pubblicazione e da un mutato contesto economico e sociale.

 

A chiusura di un Convegno così intenso di dibattiti e testimonianze, il Papa ha ricevuto in udienza privata i partecipanti e il gruppo locale di Treviso ha potuto parlargli e consegnarli personalmente il lavoro svolto.

 

 

Photo Credits: © Servizio Fotografico – Vatican Media

“Per l’Ispra va tutto bene, lo sforamento dei voli del Canova non ha avuto alcun impatto dal punto di vista dell’inquinamento acustico. La sostanziale assoluzione di Save che non ha rispettato i limiti dal 2011 a oggi, è imbarazzante, come se il rumore rappresentasse l’unico problema e il trasporto aereo non fosse tra i principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica. A parole tutti a fianco di Greta e della sua battaglia contro i cambiamenti climatici, nei fatti il via libera all’aumento dei decolli dallo scalo trevigiano è l’ennesimo tradimento”.

 

È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni, commentando il ‘verdetto’ dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, inserito nel preambolo del parere finale della commissione Via nazionale del 29 marzo scorso che ha dato l’ok alle richieste di Save, con un incremento di voli da 16.300 a 22.500.

 

 

“Dovremmo incoraggiare il trasporto su ferro – insiste il consigliere trevigiano – Con il treno le emissioni inquinanti sono 44 grammi per chilometro contro le 118 dell’auto e le 140 degli aerei, addirittura il 91% in meno per quanto riguarda soltanto l’anidride carbonica. È un alleato formidabile per combattere i cambiamenti climatici. Andando invece avanti su questa strada, senza intervenire sugli scali aeroportuali, come può pensare l’Italia di rispettare gli obiettivi fissati dall’Unione Europea con riduzione delle emissioni del 20% entro il prossimo anno, 30% nel 2030 fino ad arrivare al traguardo delle emissioni zero nel 2050? Stiamo voltando le spalle a milioni di ragazzi che da mesi si stanno mobilitando per salvare il pianeta. Inutile applaudirli sui social e sui media quando poi nelle stanze dei bottoni si agisce in maniera del tutto opposta – sottolinea in chiusura Zanoni – proprio come accaduto per l’aeroporto Canova”.

Treccine, zaino sulle spalle e l’iconico cartello in mano: Greta Thunberg è l’icona ambientalista della lotta ai cambiamenti climatici. E proprio così si è presentata ieri, nella stazione di Roma Termini, dove è arrivata in compagnia dei genitori, per trascorrervi il weekend pasquale. Una meta che ha scelto di raggiungere via treno, per una minore emissione dei gas serra.

 

Nella giornata di ieri, al termine di una udienza generale in Vaticano, Greta ha incontrato Papa Francesco, il Pontefice dell’enciclica verde Laudato Sì, che l’ha incoraggiata a proseguire nella sua battaglia contro i cambiamenti climatici.

 

Come si legge nel suo profilo Facebook, “Today I met with Pope Francis. I thanked him for speaking so clearly about the climate crisis. He told me to carry on” (Oggi ho incontrato Papa Francesco. L’ho ringraziato per aver parlato così chiaramente della crisi climatica. Mi ha detto di continuare per questa strada).

 

Greta Thunberg al Senato italiano con la presidente Casellati

Nella giornata odierna, Greta è stata accolta anche a Palazzo Madama dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, con cui ha partecipato alla tavola rotonda “Il tempo cambia. È tempo di cambiare”, perché diversamente le giovani generazioni non potrebbero avere un futuro.

 

 

Domani in piazza del Popolo per il #FridayForFotureRoma

L’ultimo appuntamento italiano di Greta sarà domani, venerdì, un giorno simbolico per la sua lotta contro i cambiamenti climatici. Domattina la 16enne scenderà in piazza del Popolo a Roma, a fianco degli studenti, per partecipare al #FridayForFotureRoma e chiedere ai Governi di adottare misure concrete a sostegno del nostro Pianeta.

 

Come riportato nel suo profilo Instagram, “On Friday I will participate in the school strike in Rome. I know it’s a holiday but since the climate crisis doesn’t go on vacation nor will we” (Venerdì parteciperò allo sciopero per il clima a Roma. So che è vacanza, ma dal momento che le crisi climatiche non vanno in vacanza, non lo faremo nemmeno noi).

 

 

A differenza del titolone offensivo apparso oggi nella prima pagina di Libero (Bergoglio in Vaticano: “Vieni avanti Gretina”. La rompiballe va dal Papa), quotidiano spesso provocatorio, noi sosteniamo la giovane rompiballe Greta nella sua battaglia, che è anche la nostra, come testimoniato dal nostro appuntamento settimanale del venerdì con un articolo in difesa dell’ambiente e contro ogni genere di inquinamento.

 

 

Foto credit: Reuters

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni