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Cambiamenti climatici: medici, scienziati, economisti e 600 studenti a confronto nel convegno “Pianeta Terra e Salute”

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Presente all’evento anche il climatologo premio Nobel Filippo Giorgi

 

Malattie tropicali e ondate di calore; eventi acuti e catastrofici, malattie croniche non trasmissibili, come patologie cardiovascolari e respiratorie, con conseguente riduzione della speranza di vita e mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica ma anche perdita di biodiversità, carestie e migrazioni.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati domani, venerdì 25 ottobre 2019, da medici e scienziati ambientali che tornano a confrontarsi sulle conseguenze sanitarie della febbre planetaria nel corso del convegno “Pianeta Terra e Salute”.

 

Promosso dal Centro Studi Psicosociali Antonio Calvani con il patrocinio dell’Università di Padova, il convegno vedrà gli interventi di climatologi, epidemiologi, economisti, infettivologi, veterinari e psicologi.

L’evento avrà luogo presso il “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier (Tv), sito in via Giovanni XXIII, 1, e vedrà la partecipazione anche di 6 istituti Superiori del Veneto che da un anno stanno lavorando sull’argomento.

 

Cosa ci attende nei prossimi decenni?

Filippo Giorgi ha fatto parte dell’IPCC, Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, è stato vincitore del Premio Nobel nel 2007. Nel suo intervento ripercorrà le varie linee di evidenza che oggi portano a concludere che il riscaldamento globale in corso è un fatto scientifico inequivocabile. I vari scenari del clima che ci aspetta nel XXI secolo vengono prefigurati, dallo scenario di applicazione rigorosa degli accordi di Parigi a quello di non fare nulla per affrontare i cambiamenti, insieme con alcune delle loro conseguenze più importanti.

 

Molteplici gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento

Sono molti e diversi gli effetti dovuti al riscaldamento global e all’inquinamento. Nel corso della giornata saranno pertanto trattati i seguenti argomenti:
• Eventi acuti e catastrofici, come le inondazioni e le tempeste. Portano anche la testimonianza i sindaci Danilo De Toni di Alleghe (tempesta Vaia dell’ottobre 2018) e Alberto Polo di Dolo (tromba d’aria sulla Riviera del Brenta del luglio 2015)
• Eventi sub-acuti, come le ondate di calore, la siccità e l’erosione delle coste, e infine cambiamenti di più lungo termine, come la modificazione e l’impoverimento dell’ambiente fisico, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

 

Malattie croniche non trasmissibili

Di questo ne parlerà l’epidemiologo Stefano Vella. È stato stimato che milioni di nuovi casi di malattie croniche ogni anno siano legati all’inquinamento atmosferico. Tra queste, patologie cardiovascolari e respiratorie, asma grave, riduzione della funzionalità polmonare. Nel lungo termine, questi effetti porteranno inevitabilmente a una riduzione della speranza di vita, e a mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica, cancro ai polmoni, bronchite cronica e bronco-pneumopatie croniche ostruttive.

 

Inquinamento atmosferico sulla salute umana

Gli effetti verranno approfonditi nella sessione pomeridiana da Vitaliana Murgia I principali responsabili della contaminazione dell’aria sono il particolato atmosferico (i cosiddetti PM10 e PM2,5) e numerose sostanze chimiche tra cui il monossido di carbonio, l’ozono, gli ossidi di zolfo e di azoto, gli idrocarburi Policiclici Aromatici, il benzene e il piombo. La pianura padana è una delle regioni più inquinate d’Europa perché la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti.

 

Insorgenza nuove malattie causa vettori dovuti alle variazioni di temperatura, umidità come zanzare, zecche e flebotomi

Ne parla Gioia Capelli. Le variazioni di temperatura, umidità… influenzano in vario modo la dinamica di popolazione dei vettori e di conseguenza anche la loro presenza, densità e pericolosità come vettori di malattie.

 

Migrazioni delle popolazioni più vulnerabili (soprattutto dell’Africa sub-sahariana)

Ne parla il sociologo Vittorio Filippi: una importante ricaduta della crisi ambientale è data dall’aumento delle a causa del loro accesso decrescente a risorse come acqua e terra o a causa dei disastri naturali. Con conseguente aumento di possibilità di conflitti.

 

Disuguaglianze tra paesi

Ne parlerà Roberto Vogli Non tutti i paesi del mondo sono ugualmente esposti ai cambiamenti climatici, con il paradosso che quelli più vulnerabili (ad es. il Niger e la Somalia) sono quelli che meno contribuiscono a determinarlo, mentre i paesi con maggiori emissioni di gas serra (in primis i paesi europei e gli USA) sono tra i meno vulnerabili. Molti studi concludono che l’equità nei paesi e tra i paesi è associata al benessere e a comportamenti ecologici più responsabili.

 

Politiche per i cambiamenti climatici

Ne parlerà l’economista Enrica De Cian Offre una breve sintesi degli obiettivi di mitigazione e adattamento che i paesi si sono dati nell’ultimo Accordo di Parigi.
Molti studi mostrano l’impatto della crisi ambientale sulla salute fisica delle popolazioni, e in particolare dei gruppi più vulnerabili, al punto che l’autorevole rivista Lancet definisce quella ambientale “la maggior emergenza sanitaria del 21° secolo”.

 

Riconoscimento del diritto del cittadino ad un ambiente sano.

Ne parlerà Gianni Tamino. Il Trattato dell’Unione Europea precisa che la politica dell’Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”. L’UE fornisce anche finanziamenti per progetti in materia di salute in tutto il territorio. Vi è poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale l’ambiente è un diritto quando siamo in presenza di un chiaro nesso con il diritto alla vita e all’integrità personale.

Tuttavia il lungo percorso verso la garanzia che l’ambiente sano sia un diritto è ancora lunga e spesso non bastano le leggi, se poi non vengono applicate.

 

Percezione dei cambiamenti ambientali e motivazione a intraprendere azioni positive per ridurli e mitigarli

Questo tema sarà trattato da Paolo Michielin ed Enrico Di Giorgi. A livello individuale, una motivazione forte può derivare dal fatto che la maggior parte dei comportamenti ecosostenibili sono gli stessi che favoriscono la salute, dall’alimentazione con meno carne rossa all’attività fisica. L’altra motivazione è di carattere morale e si basa su un’idea dell’ambiente, anzi della natura, come di cosa viva, che ha i suoi diritti e va rispettata, non solo sfruttata.

 

AZIONI POSITIVE: l’alimentazione sana e sostenibile

Ne parlerà Gianni Gallo. Mentre la mortalità prematura colloca l’Italia tra i 6 Paesi a minor rischio, la situazione si capovolge per i bambini: al 4° posto per maggiore obesità al Mondo. Le attività agricole se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare globale, si stima siano del 21-37% delle emissioni nette totali di gas a effetto serra. La causa principale è legata alla produzione di carne, in particolare carne rossa, che determina oltre ad una alta produzione di gas serra elevati consumi di territorio e di acqua.

 

Creazione luoghi dove rigenerare la mente e il corpo

Ne parlerà Ilaria Doimo afferma che alberi e foreste stanno prendendo un ruolo di rilievo come soluzione ad una crescente domanda di contatto con la natura ma anche di servizi socio-sanitari. Non più solamente bacini di estrazione di legname o strumenti per la prevenzione e mitigazione del cambiamento climatico, ma luoghi dove rigenerare la mente e il corpo.

 

Mobilità individuale e collettiva

Tema che verrà approfondito da Pirous Fateh-Moghadam concorde a livello scientifico che alimentazione e la mobilità siano i due aspetti con maggiori sinergie positive tra promozione della salute e sostenibilità ambientale e quindi a favore dell’Agenda 2030. Partendo da alcune esperienze italiane, illustra il contrasto della sedentarietà attraverso la promozione del trasporto attivo.

 

Gestione responsabile dei rifiuti

Ne parlerà Franco Zanata. Spiegherà come la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente possono trovare in una gestione corretta del settore dei rifiuti un contributo fondamentale e decisivo.

 

Presente all’evento anche l’attivista Aran Cosentino e moltissimi studenti

Aran Cosentino parla delle sue attività in favore dell’ambiente e del mondo di oggi visto da un giovane ragazzo ormai diciassettenne, diventato un attivista già all’età di dodici anni.

 

Parteciperanno inoltre gli studenti dei 6 istituti superiori di Tv e Pd (Besta e Canova di Treviso, Astori e Berto di Mogliano, Parini di Mestre e Dante Alighieri di Padova). I ragazzi esporranno i poster che sintetizzano il loro lavoro di approfondimento e di discussione su specifici temi ambientali.
Nel pomeriggio cercheranno, con la metodica del World Cafè (discussione libera attorno ad un tavolo, in gruppi di 5-6 e con una tovaglia di carta per annotare idee e proposte), di dare risposta alle domande:
1. Cosa può fare, da subito, la singola persona per riportare indietro il clima. Come farlo diventare di moda: motivazioni, barriere, opportunità.
2. Pensare globalmente ed agire localmente: cosa chiedere alle istituzioni locali (Comune, Regione) e come sostenere queste azioni.

 

Enrico Di Giorgi illustrerà i risultati del questionario, che è stato compilato da oltre 600 studenti degli stessi istituti. Verranno esposti poi i suggerimenti dei giovani per salvare il loro futuro.

 

 

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