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Domani sera, alle 20.30, presso l’aula magna del Liceo Berto è stata convocata un’assemblea per i genitori 

 

In data 22 febbraio 2019 si è tenuto un incontro fra l’amministrazione comunale di Mogliano Veneto, nelle persone del sindaco Carola Arena e del vicesindaco Daniele Ceschin, oltre al personale dell’Ufficio Pubblica Istruzione, e le istituzioni scolastiche nella persona della dirigente Susanna Picchi e del presidente del Consiglio di Istituto “Marta Minerbi” Gabriele Degrassi, per fare una valutazione in merito alle iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie.

 

Il decremento demografico in atto da tempo e che si prevede, stante le proiezioni, perduri nei prossimi anni, richiede infatti un’attenta riflessione sul futuro delle scuole primarie in generale e, in particolare, già per l’anno scolastico prossimo, su quelle dell’Istituto comprensivo Minerbi.

 

L’analisi condivisa ha riguardato ciascun plesso sia da un punto di vista strutturale che della popolazione scolastica: sono emersi elementi di criticità in entrambi i fronti che hanno portato a individuare un percorso di soluzione in un’ottica di medio e lungo periodo, tenendo anche conto degli importanti investimenti attuati di recente e in fase di conclusione all’interno del plesso della scuola primaria Verdi.

 

Vista l’importanza della tematica, si ritiene opportuno condividere con le famiglie e i docenti coinvolti l’ipotesi individuata in un’assemblea convocata per mercoledì 27 febbraio alle ore 20.30 presso l’aula magna del Liceo Berto, di cui è stata data comunicazione diretta alle famiglie interessate nella mattinata di lunedì 25 febbraio mediante la consegna dell’avviso agli alunni. Nella stessa giornata la dirigente scolastica ha previsto di incontrare il corpo docente.

 

“Amministrare in maniera seria e responsabile significa considerare il tema della razionalizzazione dei plessi scolastici come una priorità non procrastinabile, anche alla luce dei dati demografici attuali e prospettici e dei tempi scuola annualmente richiesti dalle famiglie.

La razionalizzazione deve considerare inoltre centrale la continuità didattica e il benessere ambientale degli spazi dove i nostri bambini trascorrono molte ore ogni giorno.

È stato motivo di grande soddisfazione riscontrare una visione comune con le istituzioni scolastiche, nelle persone della dirigente e del presidente del Consiglio di Istituto, proprio in merito a tematiche così importanti per le famiglie moglianesi”, sostengono il sindaco Carola Arena e il vicesindaco Daniele Ceschin.

Venerdì 18 maggio ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro La culla vuota della civiltà (Gondolin edizioni), scritto dall’on. Lorenzo Fontana e dall’economista Ettore Gotti Tedeschi, tenutasi all’Hotel Ca’ del Galletto di Treviso e a cui ho assistito con molto interesse.

 

Il loro saggio è una sincera, seppur amara, riflessione sulle vere ragioni della denatalità del nostro Paese e sul perché il destino degli italiani rischi di portare all’estinzione, complici le politiche molto poco family-friendly degli ultimi anni e la scelta di colmare il gap demografico con i flussi migratori.

 

Particolarmente ispiratrici sono state le parole del senatore Massimo Candura, che ha aperto la serata e salutato le autorità altamente qualificate che hanno presenziato all’evento. Un Paese che non fa figli non ha futuro, questa è la verità.

 

Altrettanto interessanti sono state le idee condivise da entrambi gli autori per invertire la rotta, che spaziano dagli asili nidi gratuiti, alla tutela dei tempi di vita, fino a una flat tax che aiuti le famiglie numerose. Idee che hanno introdotto il successivo intervento, davvero illuminante, del prof. Gotti Tedeschi, secondo cui il primo e più importante pilastro alla base del libro è che della natalità non bisogna arginare le conseguenze, ma comprenderne le cause prima di compiere qualsivoglia azione.

 

Poiché è solo partendo dall’analisi delle cause che hanno portato allo scenario odierno che si riesce a capire quali siano i giusti interventi da fare.

 

 

Ma cosa si intende per risalire alle cause?

 

Risalire alle cause significa identificare quali sono le correnti di pensiero e le persone che hanno influenzato il mondo contemporaneo con la convinzione psicologica – molte volte anche inconscia – che ci ha portato a fare sempre meno figli. In primis, la convinzione che fare figli ci renda più poveri e che sia giusto dare alla luce un bambino solo nel momento della più totale tranquillità economica.

 

Questa concezione filosofica deriva dall’economista Thomas Robert Malthus, portatore della teoria malthusiana, che si fa assertrice di un energico controllo delle nascite e auspica il ricorso a strumenti tali a disincentivare la natalità.

 

Con il termine malthusianesimo o neo-malthusianesimo (termine associato a un risveglio della teoria malthusiana, in coincidenza con il dibattito portato dalla convocazione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo tenutasi a Bucarest nel 1974) vengono oggi indicate quelle teorie che attribuiscono la povertà allo squilibrio tra la crescita della popolazione e lo sviluppo delle risorse.

 

Il prof. Gotti Tedeschi ha auspicato però a un ripensamento del valore della famiglia come patrimonio dell’umanità: questo il punto di partenza per la ripresa dell’Italia.

 

Inoltre, il crollo delle nascite dà come conseguenza i tre grandi problemi che affliggono l’Italia: la povertà, l’immigrazione e l’ambiente. Non si può tuttavia risolvere la prognosi se la diagnosi è sbagliata.

 

In questa direzione ha speso una riflessione anche il candidato sindaco per la città di Treviso Mario Conte, che ha affermato di riconoscersi moltissimo all’interno del tema famiglia e che ha annunciato tutto quello che farà per aiutare le famiglie in questo senso, se sarà eletto. In primis, il suo impegno si concretizzerà nell’incontrare tutti i cittadini, stabilendo i bisogni primari, in modo da venire in aiuto di più bisognosi.

 

Il prof. Gotti Tedeschi ha concluso il proprio intervento auspicando a un ripensamento filosofico e a un cambio di rotta causato da chi ci ha influenzato in passato – partendo da Malthus, al rapporto Kissinger e al Club di Roma –, perché è non facendo figli che si arriva al ciclo perverso del crollo del PIL.

 

Un tempo si diceva che il Mediterraneo fosse la culla della civiltà. Oggi dobbiamo ritornare in quella direzione, perché – se ancora non fosse chiaro – i figli sono l’investimento del futuro.

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