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L’Avis Provinciale di Treviso sposa il progetto di raccolta fondi per sostenere le aziende sanitarie del territorio nell’acquisto del materiale sanitario necessario per affrontare al meglio questo delicato periodo di emergenza COVID-19.

 

«Oggi più che mai c’è bisogno dell’aiuto di tutti noi per supportare i nostri ospedali. Abbiamo dato seguito alle istanze di molti donatori e Avis Comunali che hanno manifestato di voler sostenere i bisogni delle strutture sanitarie in prima linea nel contrasto al Coronavirus ma anche fortemente impegnate nel garantire la raccolta di sangue necessaria per curare i pazienti che devono essere trasfusi. Adesso, così come nei prossimi mesi, dovremo garantire sempre, attraverso la prenotazione delle donazioni, una risposta responsabile ai malati» sottolinea Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

L’iniziativa, condivisa da tutte le Avis Provinciali Veneto e ABVS insieme ad Avis Regionale, e promossa sui social con gli hashtag #distintimauniti e #insiemecelafaremo, estesa a tutti i cittadini che vorranno dare il loro prezioso contributo attraverso l’Iban: IT 21 P010 3012 0810 0006 1165 563

Beneficiario: Avis

Causale: Donatori di sangue raccolta fondi emergenza Covid-19 per materiale sanitario

 

 

Quanto raccolto verrà poi dettagliatamente rendicontato e, sentite le esigenze delle strutture sanitarie, si procederà agli acquisti necessari per supportare l’operatività del servizio ma anche per la sicurezza di donatori, pazienti e personale sanitario.

 

«Diamo voce insieme a questa raccolta fondi» conclude Pradal «questo impegnativo momento che ci sta mettendo a dura prova richiede a tutti un responsabile impegno civico per non lasciare solo nessuno».

Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso, rivolge un accorato appello a tutti gli avisini: una chiamata ad essere ancora più uniti e solidali per riuscire a soddisfare la richiesta di sangue che proviene dagli ospedali, chiamati a combattere l’emergenza Coronavirus ma anche a garantire le trasfusioni per tutti i pazienti.

 

Non abbiate paura donatori, siamo forti, siamo una squadra, siate bravi come sempre. Andate a donare

 

«Oggi più che mai dobbiamo andare a donare. Cari donatori e donatrici della provincia di Treviso, ma non solo, di tutto il territorio nazionale, abbiamo bisogno di tutti voi in questo momento critico: l’emergenza Coronavirus non deve frenare le donazioni». Vanda Pradal, presidente dell’Avis provinciale di Treviso, rivolge un accorato appello a tutti gli avisini, una chiamata ad essere ancora più uniti e solidali per riuscire a soddisfare la richiesta di sangue che proviene dagli ospedali, chiamati a combattere l’emergenza Coronavirus ma anche a garantire le trasfusioni per tutti i pazienti.

 

«Dobbiamo essere coesi e consapevoli del fatto che in Italia ci sono 1.800 persone che aspettano il nostro dono e ogni giorno devono essere trasfusi. Penso agli emofilici, a tutti i pazienti che hanno patologie con necessità di sangue, alle persone che vengono sottoposte a interventi chirurgici urgenti e indispensabili per salvare loro la vita. Noi dell’Avis dobbiamo continuare ad essere al loro fianco con il nostro dono» prosegue la presidente Pradal.

 

Attualmente le donazioni in provincia di Treviso hanno subito un calo del 20% circa e stanno continuando a calare, per questo è indispensabile invertire la rotta. Incidono in questa diminuzione la stagione influenzale alla quale si è aggiunta l’epidemia di COVID-19, per questo ora più che mai è fondamentale uno sforzo in più per sostenere la donazione e garantire il fabbisogno di sangue dei nostri ospedali.

 

«Donatori e donatrici, andate con serietà e responsabilità a donare il sangue – prosegue Pradal. – Dobbiamo tenere conto delle normative, rispettare la distanza e andare al centro trasfusionale solo se in ottima salute. La sicurezza viene prima di tutto ed è garantita nei centri trasfusionali così come nelle nostre articolazioni organizzative».

 

La raccolta viene effettuata nei sei centri trasfusionali di Treviso, Oderzo, Conegliano, Vittorio Veneto, Castelfranco e Montebelluna. Per concordare e prenotare la donazione o candidarsi a effettuare l’idoneità alla donazione è sufficiente chiamare il numero 0422.405077. Questo è anche il recapito valido per informarsi sulla raccolta associativa che ogni domenica viene effettuata in sei sedi della nostra provincia.

 

Per altre info:

www.avisprovincialetreviso.it e pagina Facebook Avis Provinciale Treviso.

Avis Veneto e Casa di cura “Giovanni XXIII” per la rinascita di Arquata del Tronto

 

Ad agosto 2016 il terremoto che ha devastato il paese. Ad aprile 2018 la posa della prima pietra. Il 24 gennaio 2020 l’inaugurazione del nuovo poliambulatorio, grazie a una raccolta fondi Avis nazionale, ad alcune realtà associative e a privati.

 

È stato realizzato in meno di due anni, con un grande supporto veneto e trevigiano, il nuovo poliambulatorio di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Una parte della cifra raccolta e impiegata per la nuova costruzione viene, infatti, dalle Avis del Veneto e un altro importante contributo da proventi di mammografie ed esami diagnostici effettuati durante i mesi della prevenzione del tumore al seno alla Casa di cura Giovanni XXIII di Monastier (partner di Avis regionale Veneto nella raccolta fondi anche grazie ad un’idea del periodico avisino “Dono&Vita”). Il nuovo servizio sorge sui resti dell’ex “casa dei dottori” con il nome “Centro socio sanitario Assieme”, a dimostrare la forza della solidarietà laddove non arriva lo Stato.

 

Un servizio essenziale per la popolazione rimasta senza nulla dopo il sisma e per i turisti che, a poco a poco, stanno tornando nei parchi naturali della zona, rimettendo in moto un’economia profondamente ferita. In un paese “fantasma”, dove la popolazione vive ancora nelle casette prefabbricate e le rovine sono ovunque, il poliambulatorio, come il centro ricreativo costruito e donato dagli Alpini nel 2019, sono il simbolo della ripresa.

 

La struttura antisismica è tutta in legno e materiali naturali, progettata dallo studio Archdoc Orsini-Calvelli e composta da quattro ambulatori. Vi saranno eseguiti, in particolare, visite ed esami cardiologici, ginecologici e pediatrici.

 

Al taglio del nastro era presente una delegazione dell’Avis regionale Veneto e della Giovanni XXIII che hanno stretto un forte legame con gli amici di Arquata e con il medico di base del luogo, Italo Paolini. Presenti, tra gli altri l’ex presidente Avis regionale Gino Foffano, la presidente di Avis provinciale Treviso Vanda Pradal, il donatore-ciclista trevigiano che quest’estate ha raggiunto Arquata in bici Marco Toppan e il medico radiologo alla Casa di Cura, nonché consigliere Avis che ha fatto da “collettore” tra le due realtà, Bernardino Spaliviero.

 

“L’emergenza non è mai finita e basta vedere come viviamo per capirlo – spiega il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci. – In quattro anni il nostro territorio ha avuto quattro commissari diversi per la ricostruzione. E siamo ancora così. Il poliambulatorio è uno strumento per rispondere alle necessità dei cittadini comuni e alle esigenze quotidiane che, a livello sanitario, non possono essere ignorate”.

 

Il presidente Avis nazionale, dott. Gianpietro Briola: “Oggi è una giornata di gioia per tutti, per Avis e per i donatori di sangue. Il nostro impegno e il nostro lavoro è sempre rivolto alla salute e ai valori condivisi per la società in cui viviamo. Questo poliambulatorio è il simbolo della speranza per chi vuole continuare a vivere dove ha le proprie radici”.

Settanta uomini e donne in uniforme uniti per la donazione di sangue

 

Ieri, mercoledì 11 dicembre, al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso si è svolta l’edizione 2019 di “Uniformi nel donare”, evento che ha chiamato a raccolta numerosi agenti della Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, insieme a militari, piloti e specialisti dell’Aeronautica Militare.

 

«La Polizia di Stato ma anche tutte le altre Forze dell’Ordine hanno una particolare vocazione, e una inclinazione molto forte verso la solidarietà, per questo all’iniziativa “Uniformi nel Donare” promossa dell’Avis abbiamo risposto: presente. Riteniamo infatti che sia giusto far passare il concetto di sicurezza anche attraverso la solidarietà, la quale può fare da collante per una coesione sociale sempre più forte e contribuire a una migliore sicurezza della società» sottolinea Claudio Di Paola, vicequestore della Polizia di Stato, capo della Squadra Mobile di Treviso.

 

 

I dati

Nel corso del 2019 le 89 Avis Comunali e l’Avis provinciale a copertura dei 94 Comuni della Marca Trevigiana con i loro 34.300 soci hanno garantito il fabbisogno dei 6 ospedali del territorio e non solo, con un incremento delle donazioni superiore all’1.24% e una partecipazione sempre più estesa delle giovani generazioni che vengono coinvolte attraverso campagne di sensibilizzazione e forum dedicati. Nella Marca ogni 100 residenti 6 sono avisini e degno di nota è il dato sulle fasce d’età, che evidenzia una positiva presenza degli under 35: 39.16% degli avisini ha tra i 18 e 25 anni, il 22.89% tra i 26 e i 35 anni.

 

«Siamo soddisfatti delle donazioni in provincia di Treviso e un grazie sincero va a tutte le nostre Avis Comunali e ai cittadini che rispondono in maniera sempre partecipe alle nostre chiamate per garantire il costante bisogno di sacche di sangue che proviene dalle strutture sanitarie. Sono grata a tutti i donatori e li ringrazio di cuore» dice Vanda Prada, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

A commentare con apprezzamento il trend positivo delle donazioni che ha contraddistinto l’anno in corso, è anche il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, presente per un saluto agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che hanno presto parte a “Uniformi nel Donare”.

 

«Questa è una giornata importante perché le istituzioni sono riferimento puntuale e preciso per la sicurezza e il loro operato costituisce un indotto importante per tutta la collettività – commenta il dg Benazzi- Per noi il sangue è importante per garantire l’attività dei 6 ospedali e dello Iov, dove si fa tanta attività chirurgica e quindi il sangue è fondamentale per salvare le persone. Le donazioni sono aumentate grazie all’Avis che è una straordinaria realtà di puntiforme e capillare, capace di arriva in tutti i Comuni della Marca. La provincia di Treviso, anche grazie all’Avis che dona molto, è campionessa del volontariato. Possiamo sempre contare sull’Avis».

Domenica 06 ottobre, dalle ore 08.00 alle 10.30, presso il distretto sanitario di Casale sul Sile, si svolgeranno le consuete donazioni di sangue intero, a cura dell’AVIS comunale.

 

Si invita la cittadinanza a prenotarsi via SMS al numero 334.3693047 o via e-mail: [email protected].

 

C’è bisogno di sangue, Avis ti aspetta!

“È stata veramente una grande festa con le squadre, il pubblico e tutti i partecipanti, uniti per un obiettivo importante: il dono del sangue e la messa in sicurezza del Tempio internazionale del Donatore a Pianezze di Valdobbiadene, il nostro simbolo” spiega Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso che sabato scorso ha organizzato il quadrangolare di calcio allo stadio comunale di Silea. All’evento sportivo hanno partecipato Avis Provinciale di Treviso, Ulss 2 Marca Trevigiana, Tv Pressing-Giornalisti del Veneto e XI di Marca.

 

Ospite il campione Dino Baggio, che ha premiato le squadre al termine del torneo, ribadendo l’importanza dell’iniziativa e lo spirito di solidarietà che ne è stato il motore. Tra i presenti il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi, il maestro del cristallo Marco Varisco, il pilota Alessandro Fassina, l’allenatore Ezio Glerean che guidava la squadra dell’Ulss 2 e illustri ex del calcio trevigiano quali Ivanoe Lanzara e Fabiano Ballarin. Ad allietare l’evento le allieve di Danzainsieme-Treviso.

 

Il ricavato del quadrangolare verrà devoluto al finanziamento dei lavori di rifacimento del tetto del Tempio Internazionale del Donatore. “L’Avis – ha ricordato nei giorni scorsi la presidente Pradal – fa il tifo per arrivare al più presto alla riapertura del Tempio, simbolo universale della donazione. Il quadrangolare è stato l’occasione per apprezzare tanto sport, per conoscere più da vicino l’attività avisina e per sostenere concretamente una buona causa. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso speciale l’iniziativa”.

 

L’estate 2019, complice l’inizio delle ferie e l’ondata di calore che sta colpendo la Marca Trevigiana, impone di tenere alta l’attenzione sulla donazione di sangue ed emocomponenti.

 

L’Avis provinciale di Treviso rinnova l’appello alle 89 Avis comunali e a tutti i 31.720 donatori chiedendo loro di mettersi a disposizione delle unità di raccolta per garantire l’approvvigionamento di sangue indispensabile al buon funzionamento degli ospedali.

 

L’appello di Avis: “Continuate a donare”

«Anche in questo periodo estivo c’è molto bisogno di sangue per consentire l’operatività delle sale operatorie e le trasfusioni. Dobbiamo fare, tutti insieme, uno sforzo di più, continuano a donare nonostante le ferie» sottolinea Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

In particolare i gruppi sanguigni di cui c’è maggiore richiesta in questo momento sono: 0 positivo, 0 negativo, A negativo e a seguire tutti gli altri.

 

“A tutti i nostri avisini desidero rinnovare l’appello alla donazione e allo stesso tempo stesso ringraziarli per il contributo che potranno dare – conclude la Pradal – Inoltre, invito tutti coloro che per la prima volta stanno pensando di compiere un gesto di solidarietà così importante a favore di tantissimi malati, a farsi avanti, saranno i benvenuti in Avis”.

Sabato 8 giugno, l’Avis Provinciale di Treviso ha presentato in anteprima nazionale lo spot “Insieme è più bello”, interpretato da un gruppo di giovani avisini (dai 18 ai 35 anni), chiamati a veicolare la bellezza del dono con un video rivolto ai coetanei.

 

Il cortometraggio condensa in 1′ e 20” la storia di Federico e Federica, i due protagonisti. Entrambi donatori nella vita reale, fedeli alla loro amicizia nel film. Davanti alle telecamere lui vuole farle una misteriosa sorpresa. Per Federica si tratta della sua prima volta. Subentrano gli amici nei panni dei testimoni, pronti a spiegare lo stato d’animo della coppia in attesa di capire cosa accadrà. C’è grande suspense fino all’ultima scena quando Federico propone a Federica di entrare a fare parte dell’Avis. È questo il regalo che Federico aveva in serbo per la sua amica, per lei è la prima volta come donatrice Avis, accolta tra sorrisi e applausi.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è nato con la volontà di parlare ai giovani spiegando loro qual è la forza dell’Avis e la bellezza di entrare a far parte della nostra grande famiglia condividendo un impegno solidale che aiuta a fare e a farsi del bene. Lo spot è frizzante, usa parole capaci di raggiungere le nuove generazioni, cercando di trovare un linguaggio comune per toccare le corde del loro cuore» spiega entusiasta Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso. “Insieme è più bello” lancia quindi un invito collettivo alla donazione attraverso i media tradizionali, senza tralasciare le nuove piattaforme frequentate dai giovani, Facebook, Instagram e Twitter.

 

 

Il cortometraggio, interamente girato nella Marca Trevigiana, è stato messo a punto dopo un casting promosso all’interno dell’associazione avisina individuando i potenziali attori tra coloro che hanno partecipato al concorso “I volti del dono”. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni che hanno aderito all’iniziativa pubblicando sui social avisini la propria foto per fare un carico di “mi piace” e diventare testimonial della donazione. Ecco che sono diventati protagonisti dello sketch: Erika Bonotto, Francesco Cadamuro, Giovanna Gaborean, Roberto Paladin, Simone Tommasini, Federica Bottega e Federico Gerhardinger affiancati da Paola Panontin e Riccardo Acciai.

 

 

 

«Abbiamo voluto fare una selezione coerente e credibile con la parte da interpretare. Trovare solo degli attori professionisti per fare promozione senza mai aver allungato il braccio non sarebbe stato lo stesso. Per questo abbiamo voluto coinvolgere i partecipanti del concorso “I volti del dono” che sono a tutti gli effetti donatori – prosegue la presidente Pradal – La linfa vitale dell’Avis è il ricambio generazionale, abbiamo sempre bisogno di nuove leve e dobbiamo “ringiovanirci” di continuo. Per farlo occorre saper parlare ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice, diretto, convincente e coinvolgente».

 

 

Un impegno che l’Avis Provinciale di Treviso sta portando avanti da tempo.

 

Durante l’anno scolastico 2017/2018 l’invito avisino alla donazione è entrato in 38 scuole della provincia di Treviso coinvolgendo ben 3.513 studenti dai 6 ai 18 anni.

 

Un’attenzione che dà buoni frutti: la fascia di età più attiva nella donazione di sangue va infatti dai 25 ai 40 anni e tra le 4.000 nuove idoneità annuali c’è una buona rappresentanza di under 25.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è a tutti gli effetti uno strumento didattico che può essere proposto all’interno delle scuole ma è anche formulato come un concept di comunicazione emozionale accessibile ai giovani attraverso gli altri canali digitali presenti in Rete» sottolinea Manuel Gualandi, co-direttore creativo di CGA Art Agency che ha elaborato e realizzato lo spot.

 

 

La storia di “Insieme è più bello” sembra destinata a non finire qui. «Il progetto potrebbe avere un seguito – conclude Pradal – la sfida della solidarietà è sempre aperta e noi dobbiamo essere sul pezzo, e veicolare l’importanza della donazione di sangue restando al passo con i tempi».

 

 

Continua il calendario di raccolta del sangue presso la sede locale dell’AVIS (Distretto Sanitario in via Giovanni Falcone, 5) a Casale sul Sile. Il prossimo appuntamento è per la mattinata di domani, domenica 26 maggio.

 

Ricordiamo che le donazioni sono aperte a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, previa valutazione medica).

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