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Domenica 06 ottobre, dalle ore 08.00 alle 10.30, presso il distretto sanitario di Casale sul Sile, si svolgeranno le consuete donazioni di sangue intero, a cura dell’AVIS comunale.

 

Si invita la cittadinanza a prenotarsi via SMS al numero 334.3693047 o via e-mail: [email protected].

 

C’è bisogno di sangue, Avis ti aspetta!

“È stata veramente una grande festa con le squadre, il pubblico e tutti i partecipanti, uniti per un obiettivo importante: il dono del sangue e la messa in sicurezza del Tempio internazionale del Donatore a Pianezze di Valdobbiadene, il nostro simbolo” spiega Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso che sabato scorso ha organizzato il quadrangolare di calcio allo stadio comunale di Silea. All’evento sportivo hanno partecipato Avis Provinciale di Treviso, Ulss 2 Marca Trevigiana, Tv Pressing-Giornalisti del Veneto e XI di Marca.

 

Ospite il campione Dino Baggio, che ha premiato le squadre al termine del torneo, ribadendo l’importanza dell’iniziativa e lo spirito di solidarietà che ne è stato il motore. Tra i presenti il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana Francesco Benazzi, il maestro del cristallo Marco Varisco, il pilota Alessandro Fassina, l’allenatore Ezio Glerean che guidava la squadra dell’Ulss 2 e illustri ex del calcio trevigiano quali Ivanoe Lanzara e Fabiano Ballarin. Ad allietare l’evento le allieve di Danzainsieme-Treviso.

 

Il ricavato del quadrangolare verrà devoluto al finanziamento dei lavori di rifacimento del tetto del Tempio Internazionale del Donatore. “L’Avis – ha ricordato nei giorni scorsi la presidente Pradal – fa il tifo per arrivare al più presto alla riapertura del Tempio, simbolo universale della donazione. Il quadrangolare è stato l’occasione per apprezzare tanto sport, per conoscere più da vicino l’attività avisina e per sostenere concretamente una buona causa. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e reso speciale l’iniziativa”.

 

L’estate 2019, complice l’inizio delle ferie e l’ondata di calore che sta colpendo la Marca Trevigiana, impone di tenere alta l’attenzione sulla donazione di sangue ed emocomponenti.

 

L’Avis provinciale di Treviso rinnova l’appello alle 89 Avis comunali e a tutti i 31.720 donatori chiedendo loro di mettersi a disposizione delle unità di raccolta per garantire l’approvvigionamento di sangue indispensabile al buon funzionamento degli ospedali.

 

L’appello di Avis: “Continuate a donare”

«Anche in questo periodo estivo c’è molto bisogno di sangue per consentire l’operatività delle sale operatorie e le trasfusioni. Dobbiamo fare, tutti insieme, uno sforzo di più, continuano a donare nonostante le ferie» sottolinea Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

In particolare i gruppi sanguigni di cui c’è maggiore richiesta in questo momento sono: 0 positivo, 0 negativo, A negativo e a seguire tutti gli altri.

 

“A tutti i nostri avisini desidero rinnovare l’appello alla donazione e allo stesso tempo stesso ringraziarli per il contributo che potranno dare – conclude la Pradal – Inoltre, invito tutti coloro che per la prima volta stanno pensando di compiere un gesto di solidarietà così importante a favore di tantissimi malati, a farsi avanti, saranno i benvenuti in Avis”.

Sabato 8 giugno, l’Avis Provinciale di Treviso ha presentato in anteprima nazionale lo spot “Insieme è più bello”, interpretato da un gruppo di giovani avisini (dai 18 ai 35 anni), chiamati a veicolare la bellezza del dono con un video rivolto ai coetanei.

 

Il cortometraggio condensa in 1′ e 20” la storia di Federico e Federica, i due protagonisti. Entrambi donatori nella vita reale, fedeli alla loro amicizia nel film. Davanti alle telecamere lui vuole farle una misteriosa sorpresa. Per Federica si tratta della sua prima volta. Subentrano gli amici nei panni dei testimoni, pronti a spiegare lo stato d’animo della coppia in attesa di capire cosa accadrà. C’è grande suspense fino all’ultima scena quando Federico propone a Federica di entrare a fare parte dell’Avis. È questo il regalo che Federico aveva in serbo per la sua amica, per lei è la prima volta come donatrice Avis, accolta tra sorrisi e applausi.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è nato con la volontà di parlare ai giovani spiegando loro qual è la forza dell’Avis e la bellezza di entrare a far parte della nostra grande famiglia condividendo un impegno solidale che aiuta a fare e a farsi del bene. Lo spot è frizzante, usa parole capaci di raggiungere le nuove generazioni, cercando di trovare un linguaggio comune per toccare le corde del loro cuore» spiega entusiasta Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso. “Insieme è più bello” lancia quindi un invito collettivo alla donazione attraverso i media tradizionali, senza tralasciare le nuove piattaforme frequentate dai giovani, Facebook, Instagram e Twitter.

 

 

Il cortometraggio, interamente girato nella Marca Trevigiana, è stato messo a punto dopo un casting promosso all’interno dell’associazione avisina individuando i potenziali attori tra coloro che hanno partecipato al concorso “I volti del dono”. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 35 anni che hanno aderito all’iniziativa pubblicando sui social avisini la propria foto per fare un carico di “mi piace” e diventare testimonial della donazione. Ecco che sono diventati protagonisti dello sketch: Erika Bonotto, Francesco Cadamuro, Giovanna Gaborean, Roberto Paladin, Simone Tommasini, Federica Bottega e Federico Gerhardinger affiancati da Paola Panontin e Riccardo Acciai.

 

 

 

«Abbiamo voluto fare una selezione coerente e credibile con la parte da interpretare. Trovare solo degli attori professionisti per fare promozione senza mai aver allungato il braccio non sarebbe stato lo stesso. Per questo abbiamo voluto coinvolgere i partecipanti del concorso “I volti del dono” che sono a tutti gli effetti donatori – prosegue la presidente Pradal – La linfa vitale dell’Avis è il ricambio generazionale, abbiamo sempre bisogno di nuove leve e dobbiamo “ringiovanirci” di continuo. Per farlo occorre saper parlare ai ragazzi e alle ragazze in modo semplice, diretto, convincente e coinvolgente».

 

 

Un impegno che l’Avis Provinciale di Treviso sta portando avanti da tempo.

 

Durante l’anno scolastico 2017/2018 l’invito avisino alla donazione è entrato in 38 scuole della provincia di Treviso coinvolgendo ben 3.513 studenti dai 6 ai 18 anni.

 

Un’attenzione che dà buoni frutti: la fascia di età più attiva nella donazione di sangue va infatti dai 25 ai 40 anni e tra le 4.000 nuove idoneità annuali c’è una buona rappresentanza di under 25.

 

 

 

«Il video “Insieme è più bello” è a tutti gli effetti uno strumento didattico che può essere proposto all’interno delle scuole ma è anche formulato come un concept di comunicazione emozionale accessibile ai giovani attraverso gli altri canali digitali presenti in Rete» sottolinea Manuel Gualandi, co-direttore creativo di CGA Art Agency che ha elaborato e realizzato lo spot.

 

 

La storia di “Insieme è più bello” sembra destinata a non finire qui. «Il progetto potrebbe avere un seguito – conclude Pradal – la sfida della solidarietà è sempre aperta e noi dobbiamo essere sul pezzo, e veicolare l’importanza della donazione di sangue restando al passo con i tempi».

 

 

Continua il calendario di raccolta del sangue presso la sede locale dell’AVIS (Distretto Sanitario in via Giovanni Falcone, 5) a Casale sul Sile. Il prossimo appuntamento è per la mattinata di domani, domenica 26 maggio.

 

Ricordiamo che le donazioni sono aperte a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni, previa valutazione medica).

Le nuove rotte del volontariato del dono del sangue hanno avuto il battesimo nella cornice di Villa Fiorita a Monastier. Il futuro dell’Avis è nei giovani, perché rappresentano innovazione, risorse, competenze e qualità: questa la nuova rotta nelle reti solidali.

 

«La nostra realtà giovanile è un dono prezioso. L’associazione deve continuare a mantenere le porte spalancate, essere inclusiva. Dobbiamo attribuire ai giovani ruoli di responsabilità. Dobbiamo avere più coraggio, questa è la nostra sfida». Così Vanda Pradal, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso, si è rivolta alle centinaia di donatori di sangue che sabato 30 marzo hanno presenziato ai lavori dell’assemblea ordinaria (62esima) dell’associazione di volontariato, oltre 34.300 soci, nella Marca Trevigiana.

 

Presenti nella sala congressi di Villa Fiorita a Monastier oltre 400 donatori di sangue, in rappresentanza delle 89 Comunali Avis del Trevigiano. A seguire i lavori nella splendida cornice del ‘700 che conserva ancora oggi tutto il suo fascino originario anche un centinaio tra dirigenti, medici, autorità e ospiti. Tanti i messaggi giunti in sala, a iniziare dal presidente della giunta regionale Luca Zaia: «Siete una risorsa importante e indispensabile per la nostra sanità». Monastier, Roncade, San Biagio di Callalta e Zenson di Piave le Comunali che hanno sostenuto l’organizzazione dell’assemblea ordinaria.

 

 

Il grande sogno di donare senza confini in Italia

È statisticamente ormai consolidata, inoltre, la preferenza dei donatori per i giorni festivi e gli orari extra-lavorativi. «La nostra associazione deve fare un’autocritica e deve interrogarsi per offrire nuovi stimoli alla generosità del dono del sangue. Il ruolo e il sostegno operativo dell’Azienda sanitaria – continua Vanda Pradal – rimane pertanto primario». La presidente non ha nascosto un suo sogno, che ha esortato nel continuarlo a coltivare: «Quello che ciascun donatore possa effettuare la donazione in qualsiasi CT (Centro Trasfusionale, ndr) del nostro territorio nazionale e in prima istanza anche su quello regionale».

 

 

Un antidoto rispetto a politiche di proselitismo e competizioni non coerenti con la mission dell’Avis: «Nel bene non può esserci competizione». L’accoglienza dei donatori è stato un altro tema affrontato dall’esecutivo dell’Avis Provinciale di Treviso. «Dedicare tempo, competenza, cura all’accoglienza dei donatori nuovi e vecchi ha un valore immenso – è stato sottolineato -. Quest’anno abbiamo una risorsa in più rappresentata da una volontaria del servizio civile impiegata proprio nell’accoglienza del CT di Treviso».

 

 

Educare con video testimonianze le nuove generazioni

Ottimi i risultati conseguiti dalla “Scuola strategica” finalizzata a garantire le attività educative negli istituti scolastici delle primarie, secondarie di primo e secondo grado di tutto il territorio per lo scambio di buone prassi. Le scuole trevigiane coinvolte sono state 38, le classi 174 e gli studenti oltre 3.500.
Sostegno anche per la ricerca. È stato ricordato che la Regionale, con le collaborazioni delle Provinciali e Comunali del Veneto, ha organizzato il 14 aprile la giornata “Avis per la ricerca”.

 

Dunque il messaggio è chiaro: spazio ai giovani, affinché possano esprimere la loro capacità di progettare e «attuare processi di trasformazione e cambiamento anche con modelli diversi e nuovi». Presto entrerà nelle scuole trevigiane la clip di un video rivolto alle nuove generazioni, che racconta la storia di due ragazzi a cuore aperto e un casting di 9 donatori.

 

Tante le testimonianze, contributi e interventi nel corso dei lavori. Come quello di Gino Foffano, consigliere nazionale dell’Avis: «Come sarà l’Avis tra 5 anni nel rapporto con la società civile, la politica e con i donatori? Abbiamo bisogno di una associazione snella, elastica che sappia conferire con l’attimo. Agiamo subito e apriamo tavoli di lavoro sul futuro dell’Avis Nazionale. La strada è quella della condivisione».

 

Tra le testimonianze quella del medico Bernardino Spaliviero che, a 66 anni compiuti, per la normativa regionale del Veneto non può più donare. Così non è in altre regioni d’Italia, come in Emilia Romagna. E nei giorni scorsi con tanto di carte e fotografie che tutti hanno visto in sala ha potuto continuare a donare il sangue. Così l’appello alla sua Regione: «La normativa del Veneto deve cambiare, un italiano di 75 anni – ha detto – oggi dimostra biologicamente non più di 65 anni». Una “frecciatina” alla giunta regionale, che ha raccolto il pieno plauso della platea di donatori di sangue. Via libera dall’assemblea anche al Codice etico e protocollo d’intesa tra le Avis della provincia di Treviso.

 

Infine sono stati eletti i delegati all’Assemblea regionale del prossimo 13 aprile a Bassano del Grappa e a quella Nazionale di maggio a Riccione.

 

 

“I volti del Dono”

Ioana Madalina Gaborean: «Ho deciso di donare dopo un incidente stradale, il sangue donato mi ha salvato», Umberto Bresolin: «Dopo la donazione di sangue a mia moglie durante il parto, sono diventato avisino anch’io», e Alberto Scapinello sono i nuovi vincitori del concorso “I Volti del Dono” promosso dall’Avis Provinciale di Treviso. I tre donatori di sangue sono tutti dell’Avis Comunale di Vedelago e iscritti dal 2019. Un anno in carica, quali testimonial, fino alla conclusione del prossimo concorso che terminerà con l’assemblea del 2020.

 

 

 

Dati a confronto

Il 2018 ha registrato una raccolta complessiva di 48.078 sacche, con un decremento del 2.62% rispetto all’anno precedente. Mai si è verificata una emergenza. Ecco la tipologia raccolta per punto di prelievo con incidenza sul totale: Castelfranco 6.234; Montebelluna 4.761; Conegliano 6.478; Vittorio Veneto 3.228; Treviso 12.319; Oderzo 1.473; fuori prov. 253; U.D.R. 13.332. La raccolta associativa è stata di 13.332 unità, con un incremento dell’1.08%. Le sacche di sangue intero sono state 39.585, quelle della plasmaferesi 7.508 e delle piastrine 985.

Tra i dati nuovi dei nuovi donatori di sangue da segnalare quella delle fasce d’età: 39.16% tra i 18 e 25 anni; il 22.89% tra i 26 e i 35.

 

Ogni 100 residenti ci sono 6 avisini nella Marca. I soci donatori nel 2018 risultano 34.300, di cui attivi 31.495.

Tra i soci attivi si registrano 11.024 femmine e 20.471 maschi.

Le donazioni, invece, registrano 13.606 femmine e 34.472 maschi.

Ecco il quadro sulla nazionalità dei 34.300 soci. Italiana: 11.216 femmine e 20.611 maschi; europea: 766 femmine e 1.007 maschi; extra europea: 286 femmine e 414 maschi.

I nuovi iscritti sono 2.551, esattamente 230 unità in più rispetto al 2017.

L’indice di raccolta per 1.000 abitanti della provincia di Treviso si attesta al 45.93% (2017 il 47.28%) a fronte di una media regionale di 52.31%. Il trasfuso (numero emazie) a livello dipartimentale si è attestato su un +4.2% (+1.377 sacche rispetto al 2017). Il trasfuso (unità di plasma Tot) a livello dipartimentale si è invece attestato su un +10.8% (+351 unità rispetto al 2017).

Continuano gli eventi delle “Città in Festa”, il ricco programma che coinvolge, con svariate iniziative, Venezia, le isole e la terraferma.

 

 

Questi gli eventi di oggi, domenica 31 marzo:

 

VENEZIA MURANO BURANO
– Festa del donatore a cura di AVIS da campo San Bartolomeo a Piazza San Marco + altri
– Rassegna Teatrale-Teatro del Go Teatro ai Frari
– Concerto di Musica Barocca – Furia in Paradiso – Vivaldi e il Mottetto Sacro Chiesa Anglicana di San Giorgio, campo San Vio

 

MESTRE CARPENEDO
– Essere cani e persone di città. Passeggiata sociale al parco San Giuliano
– Marzo Donna Parco Piraghetto
– X X X V I VIVICITTÀ – manifestazione podistica il percorso si snoderà tra Forte Marghera (partenza e arrivo), Parco di San Giuliano e Piazza Ferretto
– Via Verdi – Via delle arti: animazione a cura dell’Associazione via Verdi Viva
– Vivicittà. Corsa podistica Forte Marghera il percorso si snoderà tra Forte Marghera (partenza e arrivo), Parco di San Giuliano e Piazza Ferretto.

In Veneto, mentre aumentano donazioni e trapianti di organi e tessuti, registra una flessione il settore della donazione di sangue, fenomeno peraltro generalizzato in tutta Italia.
Nella Giornata Mondiale del Donatore, che si festeggia oggi, 14 giugno, l’Avis regionale e l’assessore alla Sanità della Regione lanciano un appello ai tanti cittadini che, con la donazione, possono dare nuova vita a tanti malati.

 

“Donatori e donazioni non bastano – dice il Presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello – e non crescono abbastanza le donazioni di sangue, i nuovi iscritti e i soci totali. Mi auguro – dice Brunello – che questa giornata non sia troppo amara per la nostra realtà veneta, specie con l’arrivo dell’estate, da sempre il periodo più critico per il settore trasfusionale”.

 

Avis, nell’occasione, rende noti alcuni dati in suo possesso: in Veneto, lo scorso anno, sono calate le donazioni di sangue Avis anche nelle province dove, di solito, si avevano i migliori risultati (come Treviso, Venezia, Rovigo e Verona). In totale, le donazioni di sangue intero da donatori avisini sono state 185.280, con un calo dello 0,96% rispetto all’anno precedente. Non è andata affatto meglio per le donazioni di plasma, passate da 30.823 del 2016 a 27.920 del 2017, con un -9.42%.

 

“Siamo di fronte a una tendenza nazionale – dice l’assessore alla Sanità della Regione – che va invertita con nuove azioni di sensibilizzazione. Pur in un momento di difficoltà i veneti spiccano comunque per la loro generosità, tanto che l’autosufficienza regionale in sangue ed emocomponenti è stata confermata sia nel 2017 che nei primi mesi del 2018, rispondendo quindi alla domanda per le numerose e complesse attività sanitarie svolte in Veneto. Anche se va sottolineato che, seppur di poco, calano le trasfusioni di emazie grazie a una più puntuale verifica dell’appropriatezza terapeutica e all’implementazione del Programma Patient Blood Management, attraverso il quale viene adottata una strategia a livello di Azienda sanitaria per ridurre i fattori di rischio trasfusionale ancor prima dell’eventuale trasfusione a seguito per esempio di un intervento chirurgico programmato”.

 

Secondo le rilevazioni Avis, quest’anno, al 30 aprile 2018, si è assistito a una leggera ripresa: 58.250 donazioni di sangue intero rispetto alle 57.848 dei primi quattro mesi del 2017, con un più 0.69%.
La situazione è però diversa nelle varie province: Vicenza è in lieve calo, mentre Venezia è in ripresa, come Padova e Verona. Per Rovigo e Treviso la situazione non è cambiata e si conferma il decremento.

 

Questo mentre si assiste all’aumento delle donazioni di organi (anche grazie alla possibilità di esprimere la propria volontà a donare dopo la morte al rinnovo della carta d’identità) e di trapianti, che stanno facendo balzare il Veneto in cima alla classifica nazionale.

 

“Una situazione preoccupante – fa notare Brunello – perché senza sangue entra in crisi l’intera sanità veneta, e con essa il delicato settore dei trapianti stessi. “Una preoccupazione che diventa ancora più alta, perché stanno calando i donatori – spiega Brunello – dal momento che i nostri soci invecchiano e i giovani donano poco. I nuovi iscritti, nel 2017, erano già un migliaio in meno rispetto all’anno precedente: 9.737 contro i 10.927.”.

 

Una tendenza che deve essere invertita. Le Avis, dalla regionale alle comunali, passando per le provinciali, ce la stanno mettendo tutta, anche con una presenza sempre più forte nelle scuole oltre con una miriade di iniziative diverse. Rinnovato anche il sito www.avisveneto.it e i social, per fornire più informazioni possibili su come diventare donatori. Ad oggi, in Veneto, sono iscritti all’Avis regionale oltre 136mila soci-donatori. “Non bastano –ribatte Brunello – donare il sangue è un gesto semplice, ma fondamentale. Un gesto generosa salva vita, che non ha alcun paragone. Nella giornata dedicata al donatore, Avis rivolge un grazie immenso a chi già lo compie e un invito forte a pensarci per chi non lo ha ancora fatto”.

L’Avis svolge numerose iniziative durante tutto l’anno al fine di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della donazione di sangue. L’associazione punta soprattutto a coinvolgere le nuove generazioni, ma i numeri raggiunti non sono sufficienti. Come riporta La Nuova Venezia, il numero delle donazioni al 30 aprile aveva dato dei buoni segnali, con un trend positivo di 62 donazioni in più rispetto allo stesso mese del 2017. Al contrario, con la fine del mese di maggio, la tendenza si è pericolosamente invertita, segnando un meno 23 donatori rispetto allo stesso periodo del 2017. I numeri parlano chiaro: secondo quanto riportato dall’Avis nei primi cinque mesi del 2018 ci sono state 85 donazioni in meno rispetto al 2017.

 

“L’attuale trend negativo ci preoccupa” spiegano Sandro Cicogna, presidente di Avis Venezia, e Roberto Belli, consigliere ed ex presidente. Secondo i due, “occorrerebbe sensibilizzare anche i datori di lavoro, perché spesso non viene concesso il permesso di andare a donare il sangue”.

 

Per il presidente dell’Avis di Venezia, “chi dona fornisce un contributo triplo: si migliorano le condizioni degli ammalati, si ridà serenità alle famiglie e si garantisce una vita sana all’intera collettività”.

L’AVIS, Associazione Volontari Italiani Sangue, sezione di Casale sul Sile, ha indetto una nuova data per le donazioni del sangue domenica 15 aprile, a cui sono invitati tutti i cittadini e anche chi non è già socio.

 

I volontari dell’associazione saranno operativi dalle 08.00 alle 10.30 del mattino, presso la sede di via Giovanni Falcone 5.

 

Un successivo appuntamento primaverile è previsto per domenica 27 maggio.

 

Per ulteriori informazioni: [email protected] oppure 331 5726045.

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