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In occasione della Giornata della memoria, istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione 60/7, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani propone la creazione da parte di ogni scuola di un manifesto antirazzista da realizzare durante l’ultima settimana gennaio, allo scopo di mettere in risalto proprio la storica data del 27 gennaio.

 

L’iniziativa intitolata “IO SONO…” ha lo scopo di dedicare all’interno delle varie comunità educative un pannello o parete su cui riportare, a cura degli studenti, frasi e pensieri tratte da diari, poesie, racconti dei personaggi (specialmente giovani) che hanno vissuto la tragica esperienza della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

L’attuazione di tale iniziativa serve a far maturare nei discenti empatia, consapevolezza civica, compressione dei fatti storici: attraverso una sorta di role playing, “l’immedesimazione” nel personaggio assegnato o scelto permetterà di scoprire anche figure meno conosciute ma non meno importanti per la loro storia. 

 

Il Coordinamento invita tutte le scuole di ogni ordine e grado a segnalare, qualora si decidesse di aderire, fotografando, quanto prodotto per condividere le esperienze e programmare un flash mob digitale contro il razzismo e ogni forma di segregazione. L’hashtag della giornata della memoria è #iosono…

 

“Ricorda questo giorno; ricordalo bene, un giorno racconterai alle generazioni che verranno. Oggi alle 8 siamo stati chiusi nel ghetto. Vivo qui adesso; il mondo è separato da me e io sono separata dal mondo”.

(Renia Spiegel)

In occasione del Giorno della Memoria, domenica 27 gennaio alle ore 15.30, nell’atrio del Museo M9 si svolgerà un reading teatrale ispirato dalla names reading ceremony organizzata annualmente dallo United States Holocaust Memorial Museum di Washington.

 

Nel corso dell’evento vengono letti alcuni degli oltre 8.000 nomi di ebrei vittime della Shoah in Italia. All’interno della tradizione ebraica i nomi ricoprono un ruolo fondamentale: attribuire un nome, infatti, non vuol dire solo identificare qualcosa o qualcuno, ma rappresentarne l’essenza stessa. Chiamare per nome le vittime dello sterminio nazifascista significa quindi ricordare, ma anche restituire l’identità a coloro i quali era stata tolta, a coloro che, privati del nome, erano diventati numero.

 

La selezione proposta, interpretata dall’attore Nicolò Sordo, si basa sulla lista del progetto di ricerca diretto dal 1979 da Liliana Picciotto con il supporto dalla Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea). Pubblicata per la prima volta nel 1991 con il titolo “Il Libro della Memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945)”, è arrivata oggi alla quarta edizione ed è in continuo aggiornamento.

 

Nel corso del reading teatrale gli studenti del Liceo Scientifico Statale “Ugo Morin” leggono alcune pagine delle memoriedelle lettere e dei diari dei fratelli Inge, Hans e Sophie Scholl, gli ultimi due giustiziati, poco più che ventenni, appartenenti al gruppo della “Weisse Rose” (la “Rosa Bianca”) il 22 febbraio 1943. A fare parte della “Rosa Bianca” sono giovani studenti cristiani che, tra il 1942 e il 1943, oppongono una forte resistenza non violenta al nazismo. Il gruppo pubblica e diffonde nei luoghi pubblici sei volantini in nome della libertà denunciando le violenze perpetrate dal regime nazista.

Il programma, in calendario fino al 2 febbraio, è realizzato in collaborazione con l’ANPI Mogliano-Preganziol, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, il Gruppo Musicale Città di Mogliano, le Associazioni Oltre Lo Sguardo, Pausa in Sol Maggiore, Attori per Caso, il Gruppo Quante Storie! e Fuoriclasse, la Soms e le scuole del territorio.

 

 

“Le iniziative che promuoviamo per la commemorazione del Giorno della Memoria mirano alla conoscenza e alla riflessione sui temi della memoria, ma desideriamo rivolgerle con particolare attenzione ai giovani, convinti dell’importanza di sostenere e alimentare il ricordo storico dei fatti accaduti. I giovani sono i naturali destinatari di questo attuale messaggio di pace, tolleranza e libertà. Per questo abbiamo previsto un intenso lavoro con le scuole, con  l’obiettivo di avviare processi di consapevolezza critica e favorire l’assunzione di atteggiamenti responsabili nei confronti dei grandi temi etico-sociali del presente. Per essere più incisivi, abbiamo inoltre scelto di allargare ulteriormente il periodo in cui si svolgeranno le iniziative – anche diverse tra loro, per poter rispondere alle diverse fasce di interesse – e lavorare coinvolgendo la rete del mondo sociale, dell’associazionismo e delle scuole del nostro territorio”, hanno evidenziato il sindaco, Carola Arena, gli assessori alle Politiche educative e alla Promozione dei diritti umani, Daniele Ceschin, e alla Cultura, Ferdinando Minello.

 

 

Domenica 27 gennaio, il Giorno della Memoria sarà commemorato ufficialmente in Piazza Caduti a partire dalle ore 10.30, con la deposizione di una composizione floreale e di un intervento del Sindaco, Carola Arena. Seguirà alle 10.50, nell’atrio del Municipio, un intervento di Ester Jacchia Frezza dal titolo “Memoria di bimba”, accompagnato poi dall’interludio musicale a cura di Ensemble Pausa in Sol Maggiore. Contemporaneamente, Piazza Caduti ospiterà l’installazione “Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz”, opera di Angelo Zennaro e le esposizioni “Menzogna della razza” e “Le donne nei lager nazisti”. La Giornata si concluderà con la 40ma “Fiaccolata dei 5 Panaini”, promossa dalla SOMS e legata ai temi della Memoria.

 

 

Il calendario di questa edizione 2019 del Giorno della Memoria inizia lunedì 21 gennaio con le letture presso le scuole primarie a cura del Gruppo Quante Storie! e dei testi dei Bambini di Terezín, rivolte alle classi 4^ e 5^ delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado, a opera dell’Associazione Culturale Attori per Caso, seguono mercoledì 23 laboratori tematici, anche con la collaborazione del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e di Arci Trentino.

 

 

Venerdì 25 alla Scuola Piranesi si apre la mostra “La storia di Marta Minerbi Ottolenghi”, illustrata dagli alunni classe 5^ con la guida del corpo docente. Alla Scuola Vespucci alle ore 14.00 seguirà un momento musicale con “Viaggio del coro Vespuccincanto attraverso le canzoni di protesta contro ogni forma di guerra”.

 

 

La rappresentazione dal titolo “La notte senza fine”, a cura dell’Associazione Culturale Attori per Caso con musica dal vivo e coreografie di Patrizia Spadon del Corpo di Ballo “Fuori Quota”, è in programma sabato 26 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Astori. La stessa rappresentazione sarà replicata per gli studenti del Liceo Statale “G. Berto” sabato 2 febbraio.

 

 

Un appuntamento fitto di iniziative quello di martedì 29 gennaio, che inizierà alle ore 21.00 al Teatro Busan con “Memoria e futuro”, un incontro con Riccardo Calimani – scrittore e storico italiano, conosciuto soprattutto come storico dell’ebraismo italiano ed europeo – al quale interverranno il sindaco, Carola Arena, e Angelo Zennaro, pittore. La serata proseguirà con “Il canto dell’arrivo ad Auschwitz”–“Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz”, opera di Luigi Nono per nastro magnetico (1965), per concludersi con la performance musicale “Il Cielo e la cenere”, in collaborazione con l’Associazione Oltre lo Sguardo.

 

 

Verterà sulle testimonianze di Loris Levak dell’Associazione Rom Kalderash di Venezia, con letture e immagini, l’incontro “Porrajmos. La shoah dimenticata di Rom e Sinti” di giovedì 31 gennaio alle ore 18.00, che si terrà all’Auditorium Scala della Scuola M. Hack, a cura del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, insieme a Gruppo Fuoriclasse.

 

 

Le iniziative sono tutte a ingresso libero.

 

 

 

GIORNATA DELLA MEMORIA – PROGRAMMA DEL 27 GENNAIO 2019

ore 10.30 Piazza Caduti

COMMEMORAZIONE

“GIORNO DELLA MEMORIA”

Deposizione composizione floreale

Riflessioni delegazione Consiglio Comunale dei Ragazzi

Intervento del Sindaco Carola Arena

 

ore 10.50 Atrio Municipio

TESTIMONIANZA DI BIMBA

Ester Jacchia Frezza

 

INTERLUDIO

Ensemble Pausa in Sol Maggiore

Luciana Simonetti, soprano – Bruno Barbon, fisarmonica

Alberto Casarin e Federico Tommasi, viola da gamba

 

LA PIAZZA DI MOGLIANO IN MEMORIA DELLE VITTIME DELLA SHOAH

Esposizione:

Menzogna della razza

Le donne nei lager nazisti

 

RICORDA COSA TI HANNO FATTO IN AUSCHWITZ

Installazione opera di Angelo Zennaro

 

ore 17.30 – Partenza da Piazza Caduti

40° FIACCOLATA DEI 5 PANAINI

MEDITANDO SUL GIORNO DELLA MEMORIA

“Voi che vivete sicuri nelle vostre case, voi che trovate tornando a sera, il cibo caldo e visi amici: considerate se questo è un uomo…” Primo Levi

 

 

CALENDARIO INIZIATIVE

 

Da lunedì 21 a venerdì 25 gennaio

Scuole primarie del territorio

Letture da:

“I ragazzi di villa Emma” di G. Pederiali

“Il diario di Dawid Rubinowicz”, dai quaderni scritti da Dawid Rubinowicz

“Il bambino di Noè” di  E. Schmitt

“Un sacchetto di biglie” di J. Joffo

Gruppo Quante Storie!

Info e prenotazioni Ufficio Scolastico

Tel 041 5930810 fax 041 5930896 e-mail: [email protected]

 

Classi 4^ e 5^ Scuole Primarie del territorio e Scuole Secondarie di Primo Grado

Letture dai testi dei Bambini di Terezín

Associazione Culturale Attori per Caso

Info e prenotazioni Ufficio Scolastico

Tel 041 5930810 fax 041 5930896 e-mail: [email protected]

 

Scuole del territorio

I giovani incontrano la Shoah

Proiezione degli elaborati realizzati dagli studenti Liceo G. Berto

 

 

Mercoledì 23 gennaio

Classi 4^ e 5^ Scuole Primarie del territorio e Scuole Secondarie di Primo Grado

Terezín disegni e parole dei bambini  

Laboratori tematici

Arci Trentino

 

ore 17.00 – Auditorium Scala – Scuola M. Hack

Terezín disegni e parole dei bambini

Laboratorio sui Diritti dei Bambini

Consiglio Comunale dei Ragazzi

Arci Trentino

 

 

Venerdì 25 gennaio

ore  8.45 – Scuola Piranesi

La storia di Marta Minerbi Ottolenghi illustrata dagli alunni classe 5^

Mostra con gli scritti dei ragazzi insieme a insegnanti e tirocinanti

Alunni e insegnanti scuola Piranesi

 

ore  14.00 – Scuola Vespucci

Viaggio del coro Vespuccincanto attraverso le canzoni di protesta contro ogni forma di guerra

La musica come forma di sopravvivenza e di conservazione della dignità nell’orrore dei campi di concentramento

Alunni e insegnanti scuola Vespucci

 

 

Sabato 26  gennaio

ore  20.45 – Teatro Astori

La notte senza fine

Musica dal vivo con Alessandra Scatola al violino e

Davide Furlanetto alla fisarmonica

Coreografie di Patrizia Spadon del Corpo di Ballo “Fuori Quota”

Regia di Patrizia Marcato

Associazione Culturale Attori per Caso

Ingresso libero

 

 

Martedì 29  gennaio

ore  21.00 – Teatro Busan

Memoria e futuro

Incontro con Riccardo Calimani

Intervengono:

Carola Arena, Sindaco

Angelo Zennaro, pittore

 

 

Il canto dell’arrivo ad Auschwitz

Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz

Opera di Luigi Nono per nastro magnetico, 1965

 

 

Il Cielo e la cenere

Performance musicale di:

Giacomo Zennaro, Stefano Cattani, Nicolò de Giosa,

Leonardo Nasuelli, Francesco Barbato

Amministrazione Comunale

Oltre lo Sguardo

Ingresso libero

 

 

Giovedì 31  gennaio

ore  18.00 –  Auditorium Scala – Scuola M. Hack

Porrajmos. La shoah dimenticata di Rom e Sinti

Testimonianze di Loris Levak dell’Associazione Rom Kalderash di Venezia, letture, immagini

Consiglio Comunale dei Ragazzi

Gruppo Fuoriclasse

Ingresso libero

 

 

Sabato 2 febbraio

ore 10.30 – Teatro Busan

La notte senza fine

Musica dal vivo con Alessandra Scatola al violino e Davide Furlanetto alla fisarmonica

Coreografie di Patrizia Spadon del Corpo di Ballo “Fuori Quota”

Regia di Patrizia Marcato

Associazione Culturale Attori per Caso

Per gli studenti del Liceo Statale G. Berto

“Una pietra d’inciampo” fuori da ogni classe o all’ingresso della scuola o in un qualsiasi posto dell’edificio scolastico per commemorare gli ebrei nel Giorno della Memoria

 

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina Diritti Umani in occasione della Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno, intende fare una profonda riflessione storica per dare il giusto valore e il giusto significato alla giornata commemorativa per le vittime dell’Olocausto.

 

Il 1° novembre del 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì la Giornata della Memoria per ricordare tutte le vittime della Shoah. Fu scelto il 27 gennaio perché in questa data ricorre la liberazione degli ebrei prigionieri del campo di sterminio di Auschwitz. L’Italia, con gli art. 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio del 2000, già qualche anno prima delle Nazioni Unite aveva istituito, nello stesso giorno, la giornata commemorativa. Da allora, ogni anno nel Nostro Paese, in occasione di tale giornata vengono organizzate cerimonie, iniziative e momenti di riflessione per raccontare lo sterminio del popolo ebraico, che coinvolgono in modo particolare la scuola. Quest’ultima, soprattutto, è sempre fortemente impegnata, attraverso progetti culturali, seminari e incontri, nella tutela della memoria storica. Perché senza passato non c’è futuro. Perché la memoria storica è un prezioso diario che racconta le vicende umane, anche quelle di cui non andiamo fieri. E allora dobbiamo farci carico anche dei più efferati crimini che non abbiamo saputo e voluto evitare.

 

Tra le pagine più cupe della nostra memoria storica ce n’è una che non vorremmo mai ricordare, perché ogni volta che lo facciamo sprofondiamo in un baratro di orrore senza fine. Quell’orrore ha un nome, si chiama Shoah. E ci riporta con il pensiero a uno sterminio sistematico che avvenne nel cuore dell’Europa e che trascinò alla morte 6 milioni di ebrei.

 

Negli anni più bui del secolo scorso, infatti, il regime nazista ideò, pianificò e condusse tra il 1938 e il 1945 il brutale e incomprensibile genocidio degli ebrei. Ovviamente l’Olocausto non sarebbe stato possibile senza i sentimenti razzisti e antisemiti che si diffusero in Europa, anche nei paesi ostili al regime nazista. E così tra l’indifferenza e, purtroppo in molti casi, la partecipazione attiva dell’opinione pubblica, si consumò il più grande crimine dell’umanità. La politica dell’odio si trasformò nel giro di pochi anni nella politica dello sterminio. Troppe colpe, secondo i gerarchi nazisti, avevano gli ebrei. Colpe passate, colpe recenti. In una Germania affamata e immiserita dalle riparazioni di guerra, era inaccettabile, per i nazisti, l’inspiegabile benessere degli ebrei. Ad aggravare il clima già rabbioso e antisemita fu poi il razzismo scientifico che malefico e inarrestabile costruiva le sue tesi anti-ebreo e anti-uomo e divulgava teorie senza fondamento sull’inferiorità di un popolo, il quale veniva ucciso dalla scienza e dalla legge ancor prima che nei lager. E allora i ghetti, in cui si cristallizzò la discriminazione di cui fu vittima l’innocente popolo ebraico, non bastarono più. Il male doveva essere tangibile e arrivare a penetrare ogni tessuto della vita civile. Quindi l’orrore diventò legge: nel 1935 le leggi di Norimberga decisero il destino di un popolo. Fu nella notte dei cristalli, che insieme alle vetrine spaccate, alle botteghe distrutte e alle sinagoghe incendiate, si frantumò l’ultima speranza di umana pietà che ogni ebreo ancora serbava nel cuore. Da questo momento l’ingiustificata e incomprensibile discriminazione civile si trasformò in persecuzione di massa. Ma a Hitler e ai gerarchi nazisti tutto questo ancora non bastava. Occorreva una soluzione definitiva, radicale, una epurazione totale: la soluzione finale della questione ebraica.

 

Il nostro Paese, negli stessi anni, non fu immune dal male. Una delle pagine più tristi e infamanti della storia del diritto italiano contemporaneo è rappresentata dalla legislazione antisemita del periodo fascista. I provvedimenti legislativi (leggi, regi decreti, decreti ministeriali, decreti legislativi del duce) e amministrativi (circolari e ordini di polizia) emanati tra il 1938 e il 1945 dal regime fascista di Mussolini, resero la vita degli ebrei impossibile. Tanti treni partirono dall’Italia per deportare gli ebrei nei lager europei. Dalla stazione centrale di Milano, come ha tante volte ricordato la senatrice a vita Liliana Segre, partiva dal binario 21 un treno diretto ad Auschwitz. Anche la signora Segre, allora tredicenne e “colpevole di essere ebrea”, fu ammassata nel convoglio RSHA insieme a tanti altri ebrei, per raggiungere il lager in Polonia. Dei 10.000 ebrei presenti in Italia, 6.480 furono costretti a lasciare il Paese. Molti passavano per Trieste, alla Risiera di San Saba, l’unico lager italiano che smistava i beni razziati, deteneva ed eliminava partigiani, detenuti politici ed ebrei e smistava i deportati in Germania, ma soprattutto in Polonia, ad Auchwitz.

 

Ma cosa fu realmente Auschwitz per i deportati? Auschwitz fu certamente la morte che poco a poco divorava la carne e l’anima dei prigionieri ormai senza nome, prigionieri ai quali si lasciava qualche goccia d’inchiostro sulla pelle in cambio di un’identità cancellata per sempre. Auschwitz fu il freddo nelle ossa, le gambe rinsecchite, il pianto dei bambini rimasti per sempre bambini. Fu file, fuoco, fumo, punizioni, gas, freddo, solitudine, paura. Fu un maledettissimo magnete in cui l’uomo seppe catalizzare tutta la sua malvagità. Auschwitz fu le mille facce del male, quel male che guardavano negli occhi fino all’ultimo respiro di vita, i condannati a morte. Auschwitz fu quell’“atomo opaco di male” che trasformava gli uomini in animali selvaggi, affamati, denutriti. Auschwitz fu la più grande negazione dei Diritti umani.

 

Il CNDDU, per tali ragioni, in occasione della Giornata della Memoria, vuole ribadire a gran voce che non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi  ha patito l’oltraggio e la vergogna delle Leggi razziali che anche in Italia hanno prodotto odio, violenze e morte. “Questa – ha amaramente scritto Calamandrei, il più grande dei padri costituenti – è stata la pena più torturante: pensare che le nazioni civili di tutto il mondo, tra le quali la nazione italiana sa di avere il suo posto, abbiano potuto credere davvero che l’Italia, l’Italia di San Francesco e di Dante, l’Italia del Rinascimento, l’Italia del Vico, dell’Alfieri, del Foscolo e del Carducci avesse potuto rinnegare all’improvviso, per decreto di un dittatore, queste grandi idee di giustizia e di libertà civile, questa tradizione di umanità e di pietà che è la nota più costante e più profonda del nostro carattere; che l’Italia del Beccaria fosse potuta diventare un paese di carnefici e di torturatori, l’Italia del Mazzini un paese di nazionalisti oppressori dell’altrui libertà, l’Italia del Manzoni un paese di sconci razzisti.”

 

Il CNDDU come sempre, soprattutto durante le giornate commemorative che spingono a una riflessione sui Diritti umani, rivolge un appello ai docenti della scuola italiana di I e II grado, affinché coinvolgano gli studenti in progetti e lavori efficaci. Questa volta, abbiamo pensato che sarebbe importante un piccolo gesto, ma carico di significato, per un giorno di così profonda riflessione per tutti. Un gesto significativo potrebbe essere quello di lasciare “una pietra d’inciampo” fuori da ogni classe o all’ingresso della scuola o in un qualsiasi posto dell’edificio scolastico per commemorare gli ebrei nel Giorno della Memoria. Le pietre d’inciampo vengono spesso depositate nel tessuto urbanistico di molte città europee per ricordare, davanti alle ultime abitazioni delle vittime delle deportazioni, il genocidio di un popolo. Anche a Roma, nel ghetto ebraico, sono ormai presenti targhette commemorative nei pressi delle abitazioni degli ebrei deportati e uccisi. Questa piccola attività simbolica, che ci sentiamo di suggerire e da noi battezzata “Una pietra d’inciampo a scuola”, potrebbe coinvolgere attivamente gli studenti e spingerli a guardare la Shoah da una prospettiva diversa.

 

Il CNDDU, infine, si sente di affermare che pur essendoci la consapevolezza, radicata ormai in ognuno di noi, che la conservazione e la protezione della nostra “memoria storica” non ci permetterà mai di pareggiare i conti con un passato pieno di errori e di orrori, bisogna comunque andare avanti trascinandoci dietro un evento storico che ha coinvolto tutto e tutti ed è ineliminabile dalle coscienze e dalle attenzioni collettive e comunitarie. Ma tutto questo si chiama passato. Il futuro è un foglio bianco ancora da scrivere. E i Diritti umani vogliono essere parte attiva di una storia che protegge i più deboli e permette a ogni essere umano il diritto alla felicità.

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