La violenza di genere è un fenomeno drammatico che colpisce milioni di donne in tutto il mondo, spesso costrette a subire abusi fisici e psicologici. Durante la pandemia, la situazione è peggiorata a causa delle restrizioni imposte per contenere il virus, che hanno limitato le possibilità di chiedere aiuto e di uscire da un contesto pericoloso.
Per questo motivo, è nato il Signal for help, un gesto semplice e silenzioso che può essere usato da una donna in pericolo per comunicare la sua situazione, sia di persona sia attraverso una videochiamata.
Cos’è il Signal for help e come si fa
Il Signal for help, tradotto in italiano come Segnale d’aiuto, è stato ideato dalla Canadian Women’s Foundation, un’associazione canadese femminista che si occupa di prevenire e contrastare la violenza di genere.
Il gesto consiste nel piegare il pollice della mano verso il palmo e poi chiudere le altre quattro dita a pugno, ripetendo il movimento due volte. Questo segnale è facile da fare e da ricordare, e non richiede l’uso della voce, che potrebbe attirare l’attenzione dell’aggressore.
Uno tra gli episodi recenti
Una 19enne di Bergamo è stata violentata da un 23enne senza tetto che aveva incontrato in piazza Duomo a Milano, dopo essere andata a un concerto. La ragazza, tornata in albergo, era uscita per fare una passeggiata e si era unita a un gruppo di giovani, ma poi era rimasta sola con il suo aggressore. La ragazza, spaventata dalle minacce del 23enne, ha usato il Signal for help, un gesto che consiste nel piegare il pollice e chiudere le altre dita a pugno, per chiedere aiuto a una cameriera del McDonald’s, che ha visto il segnale e ha avvisato il 112. La polizia è arrivata alle Colonne di San Lorenzo e ha soccorso la vittima, arrestando il violentatore.
Come reagire al Signal for help
Se si riceve il Signal for help da una donna in difficoltà, bisogna agire con prudenza e discrezione, senza mettere a repentaglio la sua sicurezza. La cosa migliore da fare è contattare il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24, che offre ascolto, informazione e orientamento alle vittime di violenza.
Attraverso il 1522, si può ricevere il supporto di operatori specializzati, che possono indicare come comportarsi, come comunicare con la donna che ha chiesto aiuto e come attivare i servizi territoriali di assistenza e protezione, come i centri antiviolenza o le case rifugio.
Altri segnali d’aiuto per le donne in pericolo
Il Signal for help non è l’unico codice che le donne possono usare per segnalare una situazione di violenza.
- In Italia, ad esempio, è possibile richiedere una mascherina 1522 in farmacia, per attivare un protocollo di intervento che coinvolge le forze dell’ordine.
- In Spagna, invece, il codice è mascherina 19, che si può chiedere in qualsiasi esercizio commerciale.
- In Francia, si può pronunciare la parola “maschera” al telefono, per avviare una procedura di soccorso.
Questi segnali d’aiuto sono fondamentali per contrastare la violenza di genere e per salvare la vita di molte donne. Per questo, è importante diffonderli e conoscerli, per poterli usare o riconoscere in caso di necessità.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
