Quando la socialità cambia spazio, tempo e linguaggi
MESTRE (VE). La comunità non è più quella di una volta. Nel giro di pochi anni, le modalità con cui costruiamo relazioni e ci sentiamo parte di un gruppo sono cambiate radicalmente. Piazze, locali pubblici e associazioni — luoghi tradizionali della socialità — hanno progressivamente ceduto terreno a spazi digitali dove ogni interazione si consuma attraverso uno schermo. Questo il tema della prossima lezione della Scuola di Formazione 2025-2026 “Comunità in evoluzione”, organizzata da Il Circolo Veneto e dalla CGIA di Mestre, in programma giovedì 27 novembre 2025 alle ore 20.00 al Novotel di Mestre.
Oggi la rete ci permette di superare limiti fisici e temporali, di essere costantemente connessi a un numero potenzialmente illimitato di contatti. Dalla prima adolescenza fino all’età avanzata, una buona parte della nostra vita relazionale scorre ormai online.
Ma questa trasformazione che cosa sta producendo? Ha solo ampliato le possibilità di incontro, oppure ha cambiato — o addirittura messo a rischio — la natura stessa della socialità?
Le contraddizioni della socialità digitale
La nuova modalità di relazione offre opportunità senza precedenti, ma porta con sé anche numerosi rischi.
Le interazioni filtrate dai social favoriscono, da un lato, la personalizzazione estrema dei rapporti; dall’altro espongono al consenso immediato, alla pressione dei like, alla polarizzazione e alla diffusione rapidissima di contenuti superficiali, fake news e messaggi costruiti come “click-bait”.
La “frattura” non è più solo tra generazioni analogiche e digitali: si profila un nuovo confine, quello tra chi saprà governare l’intelligenza artificiale come strumento sociale e chi invece ne resterà escluso.

Una lezione per capire il cambiamento
Queste tematiche saranno al centro della prossima lezione della Scuola di Formazione 2025-2026 “Comunità in evoluzione”, giovedì 27 novembre 2025 alle ore 20.00 al Novotel di Mestre.
L’incontro vedrà protagonisti:
- Enzo Risso, direttore scientifico di IPSOS Italia e docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università La Sapienza di Roma;
- Fabrizio Nonis, macellaio gastronomo, giornalista e produttore televisivo noto come “El Bekér”.
A dialogare con loro sarà Marta De Vivo, giornalista e divulgatrice conosciuta sui social come “Martaforfew”, mentre l’introduzione sarà affidata a Mattia Esposito, coordinatore della Scuola di Formazione.
Perché parlarne oggi
Comprendere come stanno cambiando le comunità significa capire il futuro delle nostre città, delle relazioni tra le persone e del linguaggio con cui costruiamo appartenenze e identità.
Nell’epoca in cui tutto è connesso, la sfida è rimanere davvero in relazione.
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