Matteo Berrettini vince 6-3 6-4, un eroico Flavio Cobolli rimonta 1-6 7-6 7-5. L’Italia è Campione del Mondo per la terza volta di fila
BOLOGNA – L’Italia è nella storia del tennis mondiale. Campione del Mondo per tre volte di fila, la quarta totale. La prima Nazione a riuscirci da quando non esiste più il Challenge Round, ovvero la vincente dell’anno successivo che gioca direttamente la finale, formula eliminata dal 1972. Ma è anche tra le poche squadre al Mondo (con Australia e Stati Uniti) che è campione per due anni di fila sia a livello maschile sia femminile.
Un risultato incredibile, che mostra ancora una volta in più la crescita costante e inarrestabile dei tennisti italiani. Soprattutto perché non c’erano le due punte di diamante, quel tanto criticato (da chi di tennis non capisce probabilmente nulla) Jannik Sinner n.2 ATP e Lorenzo Musetti numero 8. Ma anche il numero 26 Luciano Darderi, e tutti i giovani che stanno crescendo giorno dopo giorno.
Ci hanno pensato in campo Matteo Berrettini e un incredibile Flavio Cobolli a battere la Spagna per 2-0 dopo aver liquidato con lo stesso risultato prima l’Austria e poi il Belgio. Ma non è stata un’impresa che hanno fatto da soli. Una squadra vince quando è davvero gruppo. E allora ecco Lorenzo Sonego, Simone Bolelli e Andrea Vavassori che anche se non sono mai scesi sul terreno di gioco sono stati altrettanto determinanti.
E infine il vero e proprio Deus Ex Machina del tennis italiano. Il capitano non giocatore Filippo Volandri. Da quando c’è lui alla guida della Nazionale sono arrivate le tre vittorie consecutive in Coppa Davis. È stato lui l’autore delle scelte giuste, a volte dure, come nella scorsa annata.
Un abbondanza di campioni, dicevamo, risultato di una programmazione e di un lavoro immenso fatto dalla FITP che sta portando i suoi frutti in ogni ambito. Singolare maschile e femminile, nei doppi, e soprattutto nelle squadre nazionali. Un modello invidiato e imitato ormai in tutto il mondo.
Un movimento che cresce ogni giorno di più, riuscendo nell’impresa di far slittare pure il Telegiornale della Rete Nazionale, cosa accaduta solo per i più grandi. Il tennis sta diventando lo sport Nazionale italiano. E lo conferma anche il vasto seguito di pubblico delle Finals a Torino e di questa edizione di Coppa Davis, per la prima volta organizzata a Bologna.

Berrettini e Cobolli
Sembra quasi una favola quella dei due tennisti romani. Cresciuti insieme fin da piccoli nonostante i sei anni di differenza di età. Cobolli senior infatti era l’allenatore di un giovanissimo Matteo Berrettini che faceva spesso da baby sitter al piccolo Flavio Cobolli.
Un sogno, che fin da piccoli hanno portato avanti insieme. Berrettini ha dovuto combattere con svariati infortuni dopo la finale persa di Wimbledon del 2021 con Djokovic. La prima delle tre Davis vinte saltata proprio per dei guai fisici. La promessa mantenuta di Sinner di vincerla insieme da protagonisti nel 2024. E infine questa, sulla carta la più difficile, in pratica la più bella. Senza perdere mai.
Tre partite vinte su tre, l’undicesima vittoria consecutiva in singolare in Davis. Matteo si trasforma quando indossa la maglia Azzurra, questo è ormai un dato di fatto. Nulla ha potuto Pablo Carreno-Busta, sconfitto 6-3 6-4.
Tocca a Flavio Cobolli, in campo con Jaume Munar. Il giovane romano è reduce dall’impresa con il belga Bergs, sconfitto in un incredibile ed eterno tie break per 17-15. Avrebbe potuto esser stanco, emozionato, scarico. E infatti l’azzurro perde malamente il primo set 1-6.
Sembra che la favola del ventitreenne romano finisca qui. Con il doppio azzurro che inizia a scaldarsi. Invece no. L’italiano risorge e va a vincere, in oltre tre ore, con un 7-6, 7-5 che è già nella storia.
L’Italia è di nuovo sul tetto del Mondo. Per la quarta volta, la terza di fila.

Photo Credits: Giampiero Sposito/FITP
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