Riceviamo e pubblichiamo un pensiero della Rifondazione Comunista Veneto
Mentre cresce l’allarme e non si ferma la diffusione del virus, si emanano decreti ogni giorno più restrittivi per contenere il contagio, nel Veneto centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori varcano i cancelli delle fabbriche come se continuare a costruire navi o produrre frigoriferi rappresenti oggi una necessità inderogabile. È del tutto evidente che non è così.
Mentre vanno mantenute le attività indispensabili, ed è perfino ovvio dirlo, con la più rigida applicazione delle norme di tutela per chi deve svolgerle, vanno immediatamente interrotte tutte le attività di produzione e i servizi non necessari, garantendo un reddito a tutte le lavoratrici e i lavoratori, indipendentemente dalle tipologie di contratto.
Il governo deve immediatamente attivare le risorse necessarie, a cominciare da quelle per la cassa integrazione e i decreti conseguenti, perché sia immediatamente esigibile.
Il diritto alla salute e l’emergenza sanitaria non si fermano davanti ai cancelli delle fabbriche e dei posti di lavoro.
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