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Quell’innocua tachipirina….

2 minuti di lettura

L’AIFA, agenzia italiana per i farmaci, ha rilevato un preoccupante trend che coinvolge i più giovani

L’attenzione dell’Aifa è partita dopo che diverse autorità europee avevano rilevato di una preoccupante sfida social che coinvolge i più giovani, diffusa soprattutto su Tiktok.

In questa, i ragazzi assumono il comune e facilmente reperibile farmaco, la tachipirina, in quantità elevate mettendo alla prova le loro capacità di resistenza o cercando effetti psicoattivi che il farmaco non possiede.

Tra tanti, gli ultimi tre casi sono stati segnalati in Belgio. In precedenza, alcuni segnali di allarme erano emersi in Spagna, Svizzera, Regno Unito, Francia.

“Abbiamo analizzato i casi relativi alle intossicazioni intenzionali da paracetamolo in ragazzi tra i 12 e i 17 anni scoprendo che il fenomeno della social challenge al momento non sembra interessare l’Italia”, commenta all’ANSA Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell’Irccs Maugeri di Pavia e past-president della Società Italiana Tossicologia.

I dati mostrano, invece, è che i casi di intossicazione ‘intenzionale’ da paracetamolo tra i ragazzi, cresciuti dopo la pandemia, non accennano a diminuire, segnala il tossicologo.

“Il sovradosaggio intenzionale può essere legato a gesti impulsivi o dimostrativi e a un’errata percezione che il paracetamolo sia un medicinale privo di rischi” sottolinea l’Aifa. “Per questo motivo è importante che gli adolescenti siano consapevoli dei rischi legati all’uso improprio dei medicinali e che gli adulti di riferimento svolgano un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile”.

 I pericoli legati a una scorretta assunzione sono infatti molto alti. “Il paracetamolo è uno dei farmaci più sicuri al mondo, tanto che è uno dei pochi che possiamo usare in gravidanza ed è inoltre nella lista dei medicinali essenziali dell’Oms”, spiega il presidente della Società Italiana di Farmacologia Armando Genazzani. Tuttavia quando si supera la quantità massima o si assumono più dosi in tempi ristretti si può andare incontro a danni anche irreversibili.

A quanto spiegano i medici, il rischio principale è a carico del fegato. L’intossicazione da paracetamolo è infatti tra le principali cause di trapianto, specie nei bambini.

È necessario “attenersi scrupolosamente alle dosi indicate nel foglio illustrativo o nella prescrizione medica”, afferma l’agenzia AIFA. Inoltre, occorre “rispettare l’intervallo minimo tra le somministrazioni ed evitare l’uso contemporaneo di più medicinali contenenti paracetamolo o di altre sostanze potenzialmente epatotossiche”.

Infine, “in caso di sospetto sovradosaggio” bisogna “rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza o a un Centro Antiveleni”, “anche in assenza di sintomi”. La tempestività dell’intervento può salvare la vita.

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