Un sabotatore che piazza decine di sassi sulle rotaie con le forze dell’ordine che fortunatamente sventano il deragliamento di un Frecciarossa e arrestano il responsabile
Si tratta di un giovanissimo fermato ieri a Castel San Pietro, nei pressi di Bologna, che qualche istante prima aveva provato a sistemare delle pietre sui binari dove transitava il treno regionale veloce 17510, partito dalla stazione di Imola e diretto a Bologna, notato da un residente della zona, veloce nell’avvisare i carabinieri che lo hanno sorpreso mentre cercava di sistemare altre pietre questa volta sui binari dell’alta velocità. L’accusa è attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione del servizio pubblico e si comprende nell’immediato la gravità dell’accaduto, come anche l’ipotesi che dietro i diversi sabotaggi e gli attentati ferroviari non ci siano solo i cosiddetti “lupi solitari”, ma una rete operativa organizzata. Perché il sabotaggio contiene nel suo ventre la finalizzazione a destabilizzare, turbando il normale svolgimento di un lavoro con azione rivolte esclusivamente a recare danno, con ritardi e manomissioni. Ma sopratutto in questo caso, come atto di rappresaglia, anche se nella storia il termine che deriva dalla parola francese saboter era usata esclusivamente per riferirsi a controversie di lavoro, poi approdata come azione sindacale, tattica di guerra o mera azione politica. Ma con la strettissima attualità, dal volto inquietante, che riguarda treni, sassi e rotaie, con dimostrazioni che tentano di incrinare il senso di sicurezza da sempre inseguito e la civiltà che pretende respiro e libertà, inquinata da atti, guerre, violenza e sopraffazione.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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