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Polizia di Stato di Venezia, rimpatriata cittadina extracomunitaria socialmente pericolosa

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La Polizia di Stato di Venezia, grazie all’operato di personale dell’Ufficio Immigrazione, ha rimpatriato la scorsa settimana nel paese d’origine una cittadina extracomunitaria.

La cittadina straniera, detenuta presso la casa di Reclusione Femminile di Venezia dove scontava un cumulo di pene perché condannata per maltrattamenti in famiglia e per furto, è stata presa in consegna martedì scorso dagli operatori della Squadra Espulsioni per l’accompagnamento coatto nel paese d’origine in esecuzione alla misura dell’espulsione disposta dal Magistrato di Sorveglianza di Venezia quale misura alternativa alla detenzione, dovendo la medesima scontare una pena residua non superiore ai 2 anni di reclusione.

La donna, oltre che socialmente pericolosa, risultava irregolare sul territorio nazionale, in quanto destinataria di un decreto del Questore di Venezia di rifiuto del permesso di soggiorno per motivi familiari nel 2019. Singolare la vicenda familiare che aveva portato all’adozione del provvedimento nei riguardi della stessa.

La cittadina straniera, sbarcata in Italia a Lampedusa nel 2011 e richiedente asilo, nel 2013 aveva ottenuto, su decisione della Commissione Territoriale di Gorizia, un permesso di soggiorno per motivi umanitari legati all’emergenza Nord Africa, che, tuttavia, non le è stato successivamente rinnovato.

Nel 2018, dopo aver contratto matrimonio con un cittadino italiano, ha fatto richiesta di un permesso di soggiorno per famiglia, tuttavia il personale dell’Ufficio Immigrazione, nell’acquisire la pratica, ha avuto qualche sospetto sulla genuinità del matrimonio considerata la notevole differenza d’età dei due coniugi. I due, pertanto, sono stati convocati in Questura dove il marito ha riferito agli operatori di aver chiesto alla donna di sposarlo per usufruire gratuitamente della sua assistenza in quanto impossibilitato economicamente ad assumere una badante.

Dopo pochi mesi è terminata anche la convivenza tra i due, in quanto la cittadina straniera si è resa responsabile di maltrattamenti nei confronti dell’anziano coniuge, ed, in un primo tempo, è stata allontanata dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla parte offesa ed in seguito tradotta in carcere per effetto del successivo aggravamento della misura cautelare applicata.

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