Ogni estate ritorna la paura degli incendi, il 90% intenzionalmente causati dall’uomo. Ma cosa spinge a questo gesto gravissimo?
Siena – I carabinieri forestali hanno trovato un uomo mentre stava per appiccare il fuoco nelle vicinanze di un bosco, lungo la strada provinciale 73B di Gaiole, nel Chianti. L’uomo, un cittadino italiano sui 60 anni, residente nel territorio, è stato colto sul fatto.
É stato poi arrestato per incendio boschivo. Inoltre, è fortemente sospettato di essere l’autore di altri nove incendi accertati in quei luoghi, lungo la strada che da Nusenna conduce verso Castagnole.
Uno di questi, lo scorso 30 luglio, ha colpito diversi ettari di area boschiva ed è stato domato solo grazie all’intervento di numerose squadre di terra, supportate da tre elicotteri e un Canadair della flotta nazionale antincendi.
Le dichiarazioni dei testimoni insieme alle registrazioni delle telecamere di sicurezza installate lungo la strada in questione, hanno permesso di limitare l’elenco dei possibili colpevoli e di focalizzare l’attenzione su un individuo specifico.
L’uomo è stato pedinato e i suoi spostamenti controllato attraverso pattuglie automontate. Ieri l’epilogo con il nucleo carabinieri di Monticiano e Radda in Chianti che hanno notato l’uomo mentre cercava di causare un nuovo incendio.
Stava infatti gettando dal finestrino della sua auto, nella vegetazione secca e altamente infiammabile del bordo strada, un foglio di carta di giornale a cui aveva dato precedentemente fuoco.
Il presunto piromane è stato pertanto immediatamente fermato e portato agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa di convalida per il reato di incendio boschivo.
Secondo il Rapporto Ecomafie di Legambiente ogni anno vanno letteralmente in fumo circa 30 mila ettari di bosco, qualcosa come i comuni di Milano e Brescia spariti interamente tra le fiamme.
Chi sono i piromani?
Si tratta per lo più di persone cariche di rancori, con obiettivi paradossali. Ma anche tranquilli insospettati o ingenui visitatori dei boschi.
Qualche anno fa aveva suscitato molto scalpore la storia di un uomo, in Sardegna, pensionato che era responsabile di almeno venticinque incendi per centinaia di ettari di vegetazione. L’anziano passava le giornate nei campi, e aveva incendiato con l’accendino per punire chi gli aveva impedito di rubacchiare angurie.
Sempre qualche anno fa, sul lungomare di Quartu, una coppia provocò 125 incendi in tre giorni per puro vandalismo. Inoltre, a Capoterra, in provincia di Cagliari, padre e figlio nel 2015 hanno confessato almeno quindici incendi appiccati con ordigni rudimentali a base di sigarette, cerini e zampironi. Le ragioni? Nessuna. Erano disoccupati.
Un altro piromane faceva parte di una associazione di volontari antincendio. Bruciava e spegneva per il puro piacere di farlo.
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