Due forti scosse di terremoto sono state avvertite ieri in Giappone e ora si teme per uno sciame sismico senza fine
La prima scossa è avvenuta ieri 8 agosto alle ore 9:42 italiane (16:42 locali). Ha avuto una magnitudo di 6.9, mentre la seconda, più forte, ha registrato una magnitudo di 7.1, secondo quanto riferito dal Servizio geologico degli Stati Uniti. Finora non si registrano vittime.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha registrato l’epicentro del sisma nelle acque al largo della costa orientale dell’isola meridionale del Giappone, Kyushu, a una profondità di circa 30 chilometri. Al momento, il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha dichiarato che non è stata emessa alcuna allerta tsunami.
Pericolo mega terremoto
Il Giappone deve prepararsi alla possibilità di un “mega terremoto”. Lo hanno annunciato gli esperti dopo le scosse di ieri di che hanno spinto il primo ministro Fumio Kishida ad annullare un viaggio in Asia centrale. Oggi Kishida avrebbe dovuto recarsi in Kazakistan, Uzbekistan e Mongolia e aveva pianificato di partecipare a un vertice regionale.
In Giappone anche i terremoti più forti provocano generalmente pochi danni grazie all’applicazione di norme edilizie antisismiche e alla consapevolezza delle misure di emergenza da parte della popolazione.
Gli esperti sono stati messi in stato di massima allerta a causa della posizione dell’epicentro della forte scossa: ai margini della fossa di Nankai, un’area di attività sismica che si estende lungo tutta la costa pacifica del Giappone. Il confine della placca si trova tra la baia di Suruga, nel Giappone centrale, e il mare di Hyuganada, a Kyushu, a sud.
I precedenti terremoti nella zona hanno causato migliaia di morti. Questi mega-terremoti sono stati registrati una volta ogni 90-200 anni, con l’ultimo che si è verificato nel 1946. Gli scienziati affermano che c’è una probabilità del 70-80% che un terremoto di magnitudo 8 o 9 colpisca da qualche parte lungo la fossa nei prossimi 30 anni.
Il funzionario dell’Agenzia meteorologica giapponese Shinya Tsukada ha ribadito che, sebbene “ci sia una probabilità relativamente più alta di un altro forte terremoto rispetto ai periodi normali”, ciò non significa che si verificherà sicuramente “entro un certo lasso di tempo”.
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