Nel 2025, a 80 anni dalla Liberazione, quattro ciclisti percorreranno 1300 km per onorare la memoria dei partigiani Torquato e Franco Fraccon, deportati nei campi nazisti
MESTRE (VE) – Un viaggio in bicicletta lungo 1300 chilometri, da Vicenza ad Auschwitz, per rendere omaggio a Torquato e Franco Fraccon, padre e figlio, partigiani cattolici vicentini deportati e morti nei campi nazisti nel 1945. L’iniziativa, intitolata “1945–2025. 80 Memoria: Vicenza – Mauthausen – Auschwitz”, è stata presentata con una conferenza stampa al Liceo Stefanini di Mestre, alla presenza dei promotori e delle istituzioni che hanno patrocinato il progetto.
Protagonisti del viaggio sono Lucia Farina, nipote dei Fraccon, Antonino Stinà, suo marito, Paolo Massignan, figlio di un compagno di lotta dei Fraccon sopravvissuto a Mauthausen, e Meme Pandin, amico e compagno di pedalate. Partiranno il 12 agosto da Vicenza, con un primo tratto simbolico attraverso i luoghi della memoria: la casa della famiglia Fraccon, il carcere di San Biagio, dove furono rinchiusi, e le pietre d’inciampo davanti a Palazzo Leone Montanari, sede dell’ex Banca Cattolica del Veneto dove lavorava Torquato. Il percorso attraverserà Mauthausen il 20 agosto e si concluderà ad Auschwitz il 27 agosto.
L’iniziativa è patrocinata dai Comuni di Vicenza e Venezia, dalle Municipalità di Mestre e Venezia Murano Burano, dalla Comunità Ebraica di Venezia e da numerose associazioni, tra cui Anpi, Aned, Iveser, Istrevi e Avl Vicenza.
«Un progetto che unisce memoria, impegno civile e formazione – ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano – e che ci ricorda il valore del coraggio, della solidarietà e della resistenza. Torquato e Franco Fraccon salvarono molte vite, aiutando ricercati a fuggire oltre la frontiera, e per questo pagarono con la vita. Questo viaggio è il nostro modo per non dimenticarli».
Il ricordo dei Fraccon è già vivo nel territorio: al Liceo Stefanini, luogo della presentazione, un albero è stato dedicato a Torquato, insignito nel 1978 del titolo di Giusto tra le Nazioni.
L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione, con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni nella custodia della memoria e nella difesa dei valori democratici.
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