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Palazzo Ducale, il progetto museografico della nuova Quadreria

3 minuti di lettura

Le antiche Sale della Quadreria di Palazzo Ducale sono oggetto di un accurato e funzionale progetto di allestimento, realizzato con il contributo di Venice International  Foundation, per accogliere da febbraio 2023, oltre ai capolavori del Museo, un nucleo di  dipinti concessi in deposito a lungo termine da una collezione privata. 

La straordinaria ricchezza artistica di Palazzo Ducale, conosciuta e ammirata in tutto il  mondo, è in particolare rappresentata dalla magnificenza di eccezionali decorazioni,  pitture, stucchi, sculture, pietre, vere da pozzo, intagli lignei che, insieme

alla monumentale architettura del Palazzo, costituiscono un unicum di altissimo valore per la  storia della Serenissima, patrimonio dell’umanità. Nei percorsi di visita il pubblico è completamente immerso nella grandiosità di questo abbagliante racconto per immagini a firma dei più importanti pittori veneziani dei secoli d’oro della Serenissima.

Meno conosciuta, anche se inserita nel percorso di visita, è l’antica Quadreria di Palazzo Ducale, che nasce in coincidenza con la storia della Repubblica, legata ovviamente al collezionismo dei dogi, i quali, per la loro carica, intrattenevano strette relazioni con i grandi artisti e i mercanti d’arte d’Europa, venendo così a arricchire l’ingente patrimonio  del Palazzo.

Il progetto museografico della nuova Quadreria, condiviso con l’architetto Pier Luigi Pizzi, ha individuato un itinerario di visita che non nasconde le caratteristiche architettoniche delle sale e testimonia al contempo la ricca vicenda collezionistica del Palazzo.

Un collezionismo prezioso che vanta non solo presenze autorevoli della storia artistica veneziana dal Quattrocento al Settecento, ma anche testimonianze ragguardevoli della pittura fiamminga: documenti attendibili dei rapporti commerciali e culturali che la Serenissima ha intrecciato nel tempo con i Paesi Bassi.

Nella lista degli autori delle opere di Palazzo Ducale possiamo dunque annoverare, tra gli altri, i veneziani Giovanni Bellini, Tiziano, Vincenzo Catena, Giambattista Tiepolo, a cui si aggiungono Quentin Metsys e i seguaci di Hieronymus Bosch.

A partire dal 2020, a questo nucleo di opere, si sono affiancati, con un contratto di prestito a lungo termine, dieci dipinti appartenenti a due collezioni belghe, in parte ancora legate al sopra richiamato rapporto tra la Serenissima e le Fiandre, testimoniato dalle opere di Maerten de Vos o in parte strettamente connesse alla grande pittura veneta del Cinquecento i cui autori si distinsero nella decorazione di Palazzo Ducale: è il caso di Tintoretto, di cui sarà esposta la pala d’altare con L’angelo che annuncia il martirio a Santa Caterina di Alessandria, realizzata per la perduta chiesa di San Geminiano in piazza San Marco, o di Tiziano, autore di quel Doppio ritratto un tempo in collezione Barbarigo.

Nella nuova Quadreria di Palazzo Ducale troverà posto anche la Maddalena in estasi di Artemisia Gentileschi, la pittrice “eroina” della storia dell’arte italiana del Seicento, che a Venezia visse tre anni, sconosciuta ai più ma amata da poeti e letterati: una presenza insolita ma di grande interesse per la sua storiografia critica.

“Questo importante progetto, commenta Mariacristina Gribaudi Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, che vedrà la luce nel 2023, è un altro tassello di quella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale che è la missione principale della nostra Fondazione. La nuova Quadreria offrirà al visitatore uno spazio inedito che mancava. Uno spazio che in qualche modo andrà a celebrare la storia del collezionismo veneziano, in particolar modo quello dei dogi, con opere di Giovanni Bellini, Tiziano e Tiepolo nate per Palazzo Ducale e finora mai esposte in un unico ambiente. A queste si affiancheranno quelle prestigiose provenienti da un’importante collezione privata straniera e in relazione con la storia di Venezia e delle sue collezioni d’arte”.

“L’evoluzione e il cambiamento – sottolinea Luca Bombassei, Presidente di Venice International Foundation – sono una delle caratteristiche peculiari di Venezia, in grado di  trasformarsi continuamente pur mantenendo la propria identità. I musei della nostra città, con la loro spinta a educare, progettare, promuovere e conservare, permettono  un’immersione nella storia: sono depositari di un glorioso passato, necessario per  esaminare il presente e immaginare il futuro. Hanno affrontato e affrontano numerosi mutamenti, ma non hanno mai abdicato al loro ruolo: trasmettere arte e cultura, e  raccontare storie. È questo lo spirito con cui noi di Venice Foundation stiamo sostenendo il restauro della Nuova Quadreria di Palazzo Ducale”.

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