Un mondo ostile e forse anche illegale è quello che devono affrontare gli anziani, e non solo loro, ma anche molti disabili o con problemi psichici e persone non istruite.
Oramai da parecchi anni è iniziata ed è andata progredendo con moto accelerato la così detta era digitale ove la digitalizzazione maritata alla burocrazia ci sta portando verso un mondo in cui, saremmo felici di non vivere.
Anche le necessità di creare questo pianeta digital-burocratico appaiono alquanto oscure e il più piccolo errore sulla tastiera può portare ad una serie di controlli, dinieghi, fino ad annullare una pratica importante o la richiesta di documenti necessari per altre istanze.
Orbene, provate voi tanto per semplificare, di farvi dare dall’Inps il resoconto annuale pensionistico che d’altra parte è necessario per l’obbligatoria dichiarazione dei redditi.
È un vero e proprio match tra astrusi codici che appaiono e scompaiono in un attimo e guai a non inserirli in tempo. Pena l’abiura. E come questo centinaia di altri esempi di burocrazia digitalizzata.
La fatica è enorme anche per le nuove generazioni, millennials e oltre, figuriamoci i meno “riflessivi“ per via dell’anagrafe incombente, che poi sono migliaia.
Proprio per queste persone sarebbe cosa alquanto saggia mantenere un rapporto cartaceo tra persona e ufficio relativo trasmettendo i documenti importanti per raccomandata e non attraverso un file infilato in un computer che essi non possiedono o non sanno utilizzare in tutto il suo scibile e tutte le discutibili questioni?
La domanda sorge spontanea, stiamo per varcare o abbiamo già oltrepassato i limiti della legalità?
Zero Biscuit di Mauro Lama
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