Con l’arrivo della primavera, la Provincia di Treviso ha fatto il punto sulle operazioni di recupero della fauna selvatica svolte nel 2024. Durante l’anno, la Polizia provinciale e gli operatori del CRAS hanno soccorso 2.091 esemplari appartenenti a 107 specie diverse. Tra gli animali più frequentemente assistiti si trovano il riccio europeo, il merlo, la tortora dal collare, il colombaccio e la civetta, ma anche il rondone comune, la lepre europea, il capriolo, il pipistrello, il gheppio e il germano reale.
TREVISO. Il Centro di Recupero Fauna Selvatica, gestito dalla Provincia di Treviso, garantisce un servizio attivo senza interruzioni, tutti i giorni dell’anno, con l’obiettivo di proteggere e curare la fauna locale. Il personale specializzato interviene per salvare e riabilitare gli animali in difficoltà, assicurandosi che ricevano le cure necessarie prima di essere reintrodotti nel loro habitat naturale. Il coordinamento delle operazioni è affidato alla Polizia Provinciale, in collaborazione con le Guardie per l’Ambiente.
Nel corso del 2024, sono stati recuperati 2.091 animali selvatici. Quando viene segnalata la presenza di un esemplare in difficoltà, gli agenti della Polizia Provinciale e gli operatori delle Guardie per l’Ambiente del CRAS, seguendo le indicazioni del personale medico, valutano la situazione e intervengono direttamente sul posto indicato dal cittadino per effettuare il recupero.
Tra le 87 specie soccorse tra gennaio e settembre, cinque sono risultate le più comuni: al primo posto il riccio europeo, con 534 esemplari recuperati, seguito dal merlo (200), dalla tortora dal collare (172), dal colombaccio (115) e dalla civetta (86). Altri animali frequentemente assistiti includono il rondone comune (82), il pipistrello (62), la lepre europea (63), il gheppio (50), il germano reale (47), il pettirosso (37) e il capriolo, con 51 esemplari soccorsi.
Le principali cause di intervento nei recuperi effettuati riguardano, in primo luogo, la giovane età degli esemplari soccorsi, con 436 casi registrati. Questo accade soprattutto quando i piccoli vengono abbandonati e si trovano senza cure parentali o quando, nei primi giorni fuori dal nido, risultano particolarmente vulnerabili. In queste situazioni, l’intervento si conclude spesso con il riposizionamento dell’animale in un’area sicura vicino al punto di ritrovamento.
Un altro motivo ricorrente di segnalazione è la debilitazione dovuta a malattie di natura parassitaria, virale o batterica, che ha reso necessario il recupero di 688 esemplari. Anche i traumi rappresentano una causa frequente, con 465 animali soccorsi per fratture e altre lesioni. In numero minore, si registrano i casi di investimento stradale (198 recuperi) e quelli dovuti ad altre cause, come incastri in strutture, cadute in camini o intrappolamenti nel vischio, che hanno richiesto 96 operazioni di recupero.
“Con l’inizio della primavera, abbiamo ritenuto importante condividere i dati relativi agli animali selvatici soccorsi dal CRAS della Provincia di Treviso e fornire ai cittadini consigli utili, specialmente in caso di incontri con cucciolate o nidi” – ha dichiarato Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati del 2024. “Gli agenti della Polizia Provinciale, insieme alle Guardie per l’Ambiente, svolgono un lavoro costante e prezioso nei recuperi, intervenendo in situazioni di emergenza come investimenti stradali, animali intrappolati o piccoli in difficoltà. Il loro operato, unito al supporto del veterinario responsabile, garantisce la tutela e la cura della fauna selvatica del territorio. Anche quest’anno i ricci rappresentano la specie più frequentemente soccorsa, seguiti da merli, colombacci e civette. Tra i casi più particolari, è da segnalare il recupero di una giovane cicogna nera, un esemplare raro, trovata denutrita e infestata da parassiti. Dopo un attento percorso di cura e
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