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Nuovi canoni per gli inquilini Erp di case Ater e Comuni

6 minuti di lettura

Per 458 assegnatari dei 705 senza Isee (65%) è già stata acquisita la documentazione ed è in elaborazione
il ricalcolo del canone

 
Gli inquilini “assegnatari” dei 7.565 alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) che hanno avuto un aumento del canone d’affitto sono 6.170, mentre quelli che hanno avuto una diminuzione del canone sono 1.395.
 
Dei 7.565 assegnatari, 5.578 hanno un Isee inferiore ai 20mila euro, e di questi, 4.378 hanno visto un aumento del canone d’affitto e 1.200 una diminuzione.
 
Il 56% delle posizioni ha una situazione patrimoniale (mobiliare e immobiliare) inferiore ai 5mila euro.
 
Per chi non supera i 20mila euro di Isee, il canone medio di affitto nelle case Ater di Venezia è di 129 euro.
 
Sempre per chi resta all’interno dei 20mila euro dell’Isee, il range di aumento è di circa 50 euro al mese. Per coloro che invece hanno avuto una diminuzione, il calo medio è di circa 100 euro al mese.
 
Ad oggi sono 1.282 le persone che hanno un Isee superiore ai limiti imposti dalla legge regionale. E 643 assegnatari hanno un Isee superiore ai 26mila euro.
 
Nel totale ci sono 1.400 posizioni da verificare: assegnatari che non hanno compilato correttamente la modulistica, come la dichiarazione sostitutiva (articolo n.5 legge regionale n.39 del 2017), o presentano delle anomalie da verificare, per cui il possesso dei requisiti per rimanere nell’alloggio pubblico resta da definire. Tra questi risultavano, a luglio, 705 posizioni per cui è stato calcolato un canone maggiorato, per mancata presentazione o problemi nell’acquisizione dell’Isee.
 
Oggi, per 458 assegnatari dei 705 (il 65%) è già stato acquisito l’Isee ed è in elaborazione il ricalcolo del canone.  Questo grazie all’attività degli uffici dell’Ater di Venezia che hanno lavorato a pieno ritmo nei mesi estivi, compresa la settimana di ferragosto, per dare risposta all’utenza.
 
Secondo quanto prevede la legge regionale, gli inquilini che superano i 20mila euro di Isee hanno due anni di tempo per rientrare nei requisiti richiesti, oppure cercare un nuovo alloggio. La riforma normativa è sostenuta da ragioni di equità sociale e per tale motivo la Regione si sta adoperando, tramite il supporto dei Nuclei Tecnici di Analisi, per apportare gli opportuni correttivi al fine di tutelare le situazioni di fragilità sociale o di criticità emerse a seguito dell’applicazione della legge. L’Ater di Venezia è a disposizione degli assegnatari, dei Comuni e dei Sindacati per fornire qualsiasi chiarimento.
 
L’Ater di Venezia si era attivata presso la Regione del Veneto per l’istituzione di un tavolo tecnico che prenda in considerazione le criticità della situazione veneziana, dal costo della vita alla carenza di affitti nel mercato privato (la maggior parte sono destinati alle affittanze turistiche). Il tavolo tecnico, a cui l’Ater partecipa, è stato convocato per la prima volta il 17 luglio scorso in Regione ed è composto da esperti per le valutazioni sociali e socio-ambientali della situazione veneziana.
 
L’Ater di Venezia partecipa anche al Nucleo Tecnico Territoriale di analisi della Regione Veneto, convocato il 6 agosto scorso (sono sette nuclei, per tutte le Ater del Veneto) per valutare i singoli casi che presentano criticità a fronte dell’applicazione della norma: persone anziane sole o con disabilità, famiglie in difficoltà. Posizioni che presentano difficoltà e per cui, entro il 30 settembre, saranno proposti eventuali aggiustamenti nelle norme per non creare situazioni di sperequazione o ingiustizia.
 
Nel calcolo del canone non si prende in considerazione solo la situazione Isee dell’intestatario del contratto di locazione, ma dell’intero nucleo familiare. Se gli assegnatari dell’Ater di Venezia sono 7.565, gli inquilini sono circa 20mila.
 
NUOVI CONTRATTI CON LA NUOVA NORMATIVA
Negli ultimi mesi, da quando è attiva la nuova legge regionale, ci sono stati 76 nuovi contratti di locazione calcolati con i nuovi parametri. Di questi, 48 sono nuove assegnazioni di alloggi Ater, sulla base delle graduatorie dei bandi pubblicati dai Comuni, il resto sono mobilità e cambi consensuali di alloggi.
 
LE DIMINUZIONI:
Sono 1.395 gli inquilini assegnatari di alloggi Ater che hanno avuto una diminuzione del canone.
Di questi, 951 si sono visti diminuire l’affitto, rispetto ai canoni precedenti, di una quota che va da 1 a 720 euro all’anno. (rispetto al periodo precedente all’applicazione della legge regionale, questi utenti vanno a pagare meno, mensilmente, da pochi centesimi fino ad un massimo di 60 euro).
273 assegnatari si sono visti diminuire l’affitto di una quota annuale che va da 720 euro a 1440 euro. (rispetto a prima c’è una diminuzione mensile che va da 60 euro a 120 euro).
132 assegnatari si sono visti diminuire l’affitto di una quota annuale che va da 1.440 euro a 2.880 euro (rispetto a prima c’è una diminuzione mensile che va da 120 euro a 240 euro)
36 assegnatari si sono visti diminuire l’affitto di una quota annuale che va da 2.880 euro a 6.000 euro (rispetto a prima c’è uno sconto mensile che va da 240 euro a 500 euro).
3 assegnatari si sono visti diminuire l’affitto di una quota annuale che va oltre i 6000 euro.
L’affitto minimo del canone mensile è fissato a 40 euro al mese.
 
GLI AUMENTI:
Dei 6.170 inquilini assegnatari che hanno visto alzare l’affitto in base alla propria situazione reddituale e patrimoniale, oltre la metà ha visto un innalzamento che va da pochi centesimi, passando per 20 o 40 euro, fino ad un aumento massimo di 60 euro al mese. All’interno di queste 6.170 posizioni che hanno visto l’aumento, vi sono però le 705 con anomalie da verificare per le quali 458 stanno già vedendo l’elaborazione del ricalcolo del canone.  
 
MOROSITA’ E OCCUPAZIONI
La morosità totale dell’Ater di Venezia è pari a 6.439.108,05, ma il grosso si trascina da situazioni pregresse.
La morosità dell’esercizio 2018 è pari a 1.062.151,57 e al 31 maggio 2019 è stata recuperata per 245.332,11 euro, recuperando così un 0,60% nella percentuale della morosità. Questa percentuale, dall’8,08% del 2018, è diminuita a 7,36% nel 2019 grazie al piano di rientro della morosità messo in atto dall’Azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica veneziana.
A pesare sulla morosità sono le occupazioni abusive. L’Ater di Venezia, oltre ad avere il maggior numero di alloggi nel Veneto (10.735) ha anche il numero più grande di occupazioni senza titolo, tra coloro che sono entrati con effrazione e chi negli anni ha perso il diritto di rimanere nell’alloggio pubblico.
Basta pensare che nel 2017 il Servizio Legale Ispettivo dell’Ater di Venezia ha elaborato 2.223 pratiche di morosità e nel 2018 sono state 2.477. Nonostante le lettere inviate a tutti questi inquilini “morosi” per cui poi si procede con decreto ingiuntivo, i recuperi dei crediti, considerati i patrimoni esigui, sono prolungati nel tempo.
Se si considera che nel 56% delle posizioni regolari degli inquilini dell’Ater, coloro che pagano l’affitto, c’è una situazione patrimoniale (mobiliare e immobiliare) inferiore ai 5mila euro, nello scenario delle morosità il dato si abbassa ulteriormente.
Nel corso del 2018 il Servizio Legale ha svolto 555 accessi per eseguire gli sfratti (la media di accessi per l’esecuzione di uno sfratto è di 3/4 accessi).
 
Alcuni dati aggiornati sulle occupazioni:
Le occupazioni senza titolo in tutta la Città Metropolitana di Venezia sono 221: 26 sono in provincia di Venezia, delle quali 7 con denuncia a seguito di effrazione e 19 ex ospiti (coloro che negli anni hanno perso il diritto di rimanere nell’alloggio ma continuano a rimanervi). La maggior parte delle occupazioni si trovano nel Comune di Venezia, 195. Di queste ultime, 113 con denuncia a seguito di effrazione: 73 nel centro storico e isole, 40 nella terraferma. Gli ex ospiti invece sono 84.
Le denunce depositate dal servizio legale da gennaio a giugno, per nuove effrazioni, sono 13.
E’ stato possibile ottenere, da gennaio a giugno, un sequestro preventivo dell’alloggio a fronte di occupazione grazie alla collaborazione attivata con Prefettura e Questura.
“Vogliamo tranquillizzare gli inquilini – spiega il presidente dell’Ater di Venezia Raffaele Speranzon – in merito al fatto che la Regione Veneto sta lavorando per tutelare le fasce deboli: sono infatti in corso i Nuclei Tecnici Territoriali di analisi per acquisire le criticità e analizzare le varie casistiche per tutte le Ater del Veneto. Abbiamo chiesto alla Regione che venga presa in considerazione la specificità del contesto veneziano, per cui è in corso un altro tavolo tecnico. L’obiettivo della legge è garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni. Va però sottolineato che la normativa regionale non ha solo aumentato i canoni delle case pubbliche, li ha anche abbassati, andando incontro a circa 1400 nuclei familiari. Ha introdotto il criterio della temporaneità della casa popolare e inserito lo strumento dell’Isee che permette di avere una fotografia reale sulla situazione economica dell’inquilino. A Venezia abbiamo insediato un gruppo di lavoro per velocizzare le procedure delle volture, per gli inquilini che chiedono delle modifiche al contratto d’affitto a fronte di variazioni nel nucleo familiare, vogliamo infatti fornire il massino supporto all’utenza, anche attraverso gli appuntamenti con gli uffici, a disposizione per fornire qualsiasi chiarimento. Stiamo inoltre lavorando per acquisire tutti gli Isee: invitiamo gli inquilini che ancora non l’hanno presentato a recarsi agli uffici dell’Ater perché rischiano di perdere il diritto a rimanere nell’alloggio”.

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