Accoglienza positiva, ma anche attese precise, da parte del network “Ditelo sui tetti” nei confronti della nuova Giunta regionale del Veneto.
VENETO. La rete, che riunisce oltre cento associazioni impegnate sui temi della tutela della vita e della fragilità, rileva infatti una «evidente ma qualificata discontinuità» rispetto alla precedente amministrazione, auspicando che questo cambio di passo si traduca soprattutto in politiche sociosanitarie e sanitarie più incisive a favore delle persone più vulnerabili.
In una nota, il network sottolinea la necessità di rafforzare la protezione delle fasce fragili della popolazione, a partire dall’assistenza domiciliare h24 per i malati di Alzheimer e per chi è affetto da altre patologie neurodegenerative. Un ambito considerato prioritario per garantire dignità, cura e sostegno concreto alle famiglie, spesso lasciate sole nella gestione di situazioni complesse.
Secondo Domenico Menorello, portavoce del network, la sanità veneta – «autorevolmente rappresentata da una delle migliori eccellenze e dalla sensibilità del presidente Stefani» – dovrebbe essere riorientata verso il trattamento di tutti gli stati acuti, senza limiti di età. Centrale, inoltre, il tema della ricerca, con la richiesta di istituire almeno un nuovo Irccs dedicato alle malattie neurologiche, settore in cui la domanda di cure e innovazione è in costante crescita.
Nel documento non manca un richiamo di carattere culturale ed etico. Il network auspica infatti che «venga meno l’improprio entusiasmo per la conduzione a morte», favorendo invece una visione che metta al centro la tutela della vita «dal concepimento alla sua conclusione naturale». Una prospettiva che, secondo le associazioni, dovrebbe ispirare l’intera azione della nuova amministrazione regionale.
«Una cultura della vita – conclude la nota – potrà ben ispirare una rinnovata costruttività anche di tutti gli altri attori della nuova Giunta, in un dialogo serrato e concreto con i corpi intermedi». Un appello, dunque, a costruire politiche condivise, capaci di coinvolgere il tessuto associativo e sociale del Veneto per rispondere in modo più efficace alle sfide sanitarie e sociali dei prossimi anni.
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