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No alla violenza sulle donne in periodo di pandemia

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L’iniziativa per sensibilizzare la popolazione. Negli 87 giorni di lockdown, ogni due giorni una donna è stata uccisa in famiglia.

 

Quattro sagome ricoperte da un telo rosso, la mascherina con impresso il 1522, numero  antiviolenza gratuito e attivo 24 ore su 24, dove operatrici specializzate accolgono le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

 

La Città di Mogliano Veneto durante la mattinata di venerdì 6 novembre – seppur in forma più semplice rispetto alla volontà di manifestare la propria vicinanza alle vittime di femminicidio a causa dell’emergenza sanitaria in atto – si schiera dalla parte delle donne vittime di violenza, soprattutto in periodo di pandemia.

 

Sullo sfondo della fontana illuminata di rosso, le sagome popoleranno Piazza Caduti, lato Municipio, accompagnate da uno striscione commemorativo per ricordare il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

 

Lo scopo di questa iniziativa dimostrativa – spiega l’Assessore alle Politiche Sociali Giuliana Tochet – è dare un forte segnale di vicinanza alle donne che soffrono, spesso in silenzio, sensibilizzando ancora una volta la popolazione sul fenomeno della violenza sulle donne che, come abbiamo avuto modo di vedere tutti dagli episodi saliti alla ribalta della cronaca nazionale, in periodo di lockdown ha subito una recrudescenza. Per questo la Città di Mogliano Veneto ha scelto di manifestare il suo sostegno a questa iniziativa , aderendo alla Commissione per le Pari Opportunità sovracomunale, insieme ai Comuni di Casier, Preganziol, Casale sul Sile, Zero Branco e Marcon, organismo di promozione delle Pari Opportunità e di iniziative riguardanti la condizione femminile ”.

 

“Il fenomeno della violenza perpetrata ai danni delle donne è stato aggravato dalle misure di distanziamento sociale e di isolamento all’interno della propria abitazione, imposte dalla diffusione della pandemia da Covid-19 – prosegue l’Assessore – nonostante appelli, campagne di sensibilizzazione e di informazione a livello nazionale gli episodi di violenza tra le mura di casa, sia fisica sia psicologica, economica o sessuale, si moltiplicano. Negli 87 giorni di lockdown per l’emergenza coronavirus, dal 9 marzo al 3 giugno 2020 sono avvenuti  58 omicidi in ambito familiare-affettivo: di questi, 44 vittime sono donne. Come dire che, durante il lockdown, ogni due giorni una donna è stata uccisa in famiglia. Non solo, dal Dossier Viminale del 15 agosto scorso, nei 279 giorni “normali” (cioè non di lockdown) gli omicidi di donne in ambito familiare-affettivo sono stati 60 (su un totale di 104 omicidi familiari-affettivi), cioè mediamente su base annua uno ogni sei giorni. Il lockdown, quindi, ha triplicato gli omicidi di donne”.

 

“Ecco perché per noi è importante promuovere la sensibilizzazione e il sostegno della comunità, al fine aiutare le donne a sentirsi meno sole, a spingerle a chiedere aiuto e a denunciare i maltrattamenti subiti, credendo fermamente che anche nel nostro territorio si possa dare un segnale forte a sostegno delle donne vittime di queste odiose forme di violenza”.

 

 

Photo Credits: Alberto Ortolan

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