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Nero è bello. E porta fortuna

2 minuti di lettura

Giornata Internazionale del Gatto Nero. Scaramanzia, portami via. Siamo il Paese in cui il gatto nero viene visto, fortunatamente sempre meno, come portatore di disgrazie. Tanto da avere ancora paura quando ci attraversa la strada. Invece nero è bello. Fa le fusa come gli altri e, se non fosse per una bolla di papa Gregorio IX del 1233 che li ha dichiarati strumenti del diavolo, dando il via a una vera e propria persecuzione durante tutto il Medioevo, forse saremmo qui a raccontare un’altra storia.

Nero come il carbone, elegante come nessuno, bistrattato come pochi al mondo. Tanto da essere di difficile adozione e meritare una giornata a lui dedicata, su iniziativa dell’Associazione Italiana Difesa Animali fin dal 2005.

Non me ne vorrete se mi viene solo in mente una parola: bigottismo. Questa povere creature, grazie alla bolla papale di cui sopra, venivano bruciate nel rogo insieme alle streghe: vittime entrambi di credenze ridicole. Per una donna avere un gatto nero come animale domestico, portare abiti scuri, capelli lunghi e folti nonché leggere “troppi” libri era sinonimo di stregoneria.

Ma è dappertutto così? No.

Nei paesi anglosassoni, per esempio, i gatti neri sono amatissimi perché portatori di amore, soldi e felicità. Vivere con un gatto nero allontana le energie negative e porta in famiglia sicurezza e benessere. In Inghilterra e Scozia, giusto per citarne un paio, accarezzare un gatto nero tre volte è considerato un rituale portafortuna. Se un gatto nero entra in casa è foriero di buone cose: cacciarlo potrebbe allontanare la fortuna dalla propria abitazione: “Nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l’amore” .

Altro paese illuminato, il Giappone, dove i gatti neri sono considerati talismani fin dall’antichità. I Maneki neko, le sculture giapponesi che raffigurano gatti di colore nero, sono associati alla fortuna, alla buona salute e al benessere economico.

E passiamo a marinai e pirati, convinti che i gatti neri possedessero poteri soprannaturali, tanto che averne uno a bordo era un portafortuna. Le storie del mare, inoltre, raccontano che le mogli dei pescatori tenessero i gatti neri in casa convinte che avrebbero protetto i loro mariti durante i viaggi in mare.

Quindi per oggi, come tutti i giorni in verità, quando si tratta di mici neri mi sento molto anglosassone. E ringrazio di essere nata in epoca moderna, essendo sicuramente da bollare come strega, poiché amo i gatti, ho i capelli lunghi, mi piace vestirmi di nero e vivrei leggendo libri dalla mattina alla sera.

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