L’Italia chiude i Mondiali di atletica con tre medaglie d’oro e due argenti nel lungo che valgono il terzo posto nel medagliere e il miglior risultato della storia
TORUN (POLONIA) – C’erano grandi aspettative per la squadra italiani ai Campionati Mondiali Indoor di atletica di scena questo weekend a Torun in Polonia. Ma la realtà è stata anche migliore dei sogni. Tre incredibili medaglie d’oro, mai successo prima, cinque medaglie totali grazie ai due argenti nel salto in lungo.
Terzo posto nel medagliere dietro alla corazzata USA che ha portato a casa 18 medaglie (5 ori, 7 argenti e 6 bronzi) e sorpassata solo all’ultimo dalla Gran Bretagna capace di vincere tre dei suoi quattro ori in mezz’ora. Tre record, mai gli Azzurri avevano vinto così tanto né mai erano arrivati così in alto.
In 2i edizioni dei Mondiali il nostro massimo era stato nel 1991 con quattro medaglie (un argento e tre bronzi) e nel 2024 con due argenti e due bronzi. Senza contare il record di tre ori, con gli azzurri che erano riusciti a raggiungerne due all’aperto nel 1987, 1995 e 1999, indoor l’anno scorso a Nanchino con Diaz e Furlani. Un’edizione che aveva visto anche il miglior piazzamento finora con il quinto posto.
Ottima anche la quinta posizione degli azzurri nella classifica a punti a quota 49, avvicinando il record del terzo posto con 50 punti ottenuto nel 2024, dietro a Usa (164), Polonia (58), Olanda (54) e Giamaica (52). Undici i “finalisti” (intesi come piazzamenti nei primi otto posti che compongono la classifica a punti) con Riva, Dallavalle, Fabbri, Gerevini, Simonelli e l’ottocentista Coiro, entrata nei migliori otto tempi pur non avendo effettivamente corso la finale (da regolamento solo 6 atlete).
Un risultato impensabile solo fino a un paio di anni fa, e invece ora è realtà. Grazie al trentenne Andy Diaz oro nel triplo per la seconda volta consecutiva, e a quattro poco più che ventenni terribili che, nonostante la giovane età, stanno facendo incetta di medaglie in ogni gara.

Le medaglie
La venticinquenne Nadia Battocletti oro nella sua prima gara sui tremila metri, la ventiseienne Zaynab Dosso finalmente oro (dopo un argento e un bronzo) nei 60 di fronte alla campionessa Olimpica Julien Alfred. Il tutto a pochi minuti di distanza e con la capitana azzurra che corre a congratularsi con la donna più veloce del Mondo ancora emozionata dopo aver cantato l’inno durante la premiazione proprio della trentina. Ci aggiungiamo la sedicenne Kelly Doualla, alla sua prima esperienza internazionale con i grandi e capace di raggiungere una storica semifinale.
Infine le due certezze del salto in lungo. La domenica mattina si apre con l’argento della ventitreenne Larissa Iapichino, alla sua prima medaglia mondiale. Infine uno che a ventuno anni ha praticamente collezionato medaglie in tutte le grandi competizioni internazionali, portandosi a casa il suo secondo argento Mondiale dopo quello di Glasgow 2024 che va ad aggiungersi alla doppietta di ori della scorsa stagione tra Mondiali Indoor e Outdoor. Senza dimenticare ovviamente il bronzo Olimpico di Parigi.
Ovviamente stiamo parlando di quel fenomeno di Mattia Furlani, al settimo podio internazionale consecutivo. Ma ieri più che mai il risultato non era scontato, visti i problemi di stomaco avuti durante la notte. L’azzurro eguaglia comunque il suo record personale di 8,39 e si piazza dietro al portoghese Gerson Baldé, vera sorpresa di questi Campionati.
Il Presidente della Fidal Stefano Mei ora chiede, giustamente, più strutture indoor per permettere finalmente ai nostri ragazzi di potersi allenare in condizioni migliori. Chissà che visti gli ottimi risultati finalmente cambi il vento anche per l’atletica. I Campioni hanno bisogno anche dei giusti mezzi per fiorire.


Photo Credits: Grana/Fidal
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