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Minaccia un cittadino che lo rimprovera per l’eccessiva velocità in barca. Poi tenta la fuga

1 minuti di lettura

Nel pomeriggio di venerdì 19 luglio 2019, il personale della Questura di Venezia – Volante lagunare è intervenuto in Rio Marin per la segnalazione di un soggetto che a bordo di un barchino procedeva a forte velocità e che, ripreso per tale motivo da un cittadino, si era fermato scendendo sulla riva per cercare di colpirlo e minacciarlo di morte.
 
Il personale della Volante ha intercettato poco dopo il soggetto segnalato. L’uomo, all’intimazione dell’ALT, dopo aver offeso e minacciato gli agenti, cercava di scappare in barca a forte velocità.
 
Prontamente inseguito dalla Volante è stato raggiunto e un poliziotto è dovuto salire a bordo del mezzo in fuga per cercare di spegnere il motore, ingaggiando una colluttazione con il soggetto, che lo ha aggredito con calci e pugni.
 
Alla fine il fuggitivo, identificato per C.L., veneziano di 30 anni, già noto alle forze dell’Ordine per i suoi precedenti di Polizia, è stato bloccato e tratto in arresto per i reati di resistenza e lesioni personali a pubblico ufficiale, nonché denunciato per minacce gravi ed oltraggio a pubblico ufficiale. Come disposto dal P.M. di turno, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del processo per giudizio direttissimo.
 
Considerato lo stato di alterazione in cui versava, inoltre, è stato sottoposto, con l’ausilio della Polizia locale, all’alcoltest che evidenziava un tasso alcolemia di 1.26 g/l..
Per tale motivo gli è stata contestata anche la violazione di abuso di bevande alcoliche durante la conduzione del natante, con conseguente sequestro amministrativo della barca.
 
Infine gli sono state contestate la conduzione dell’unità nautica senza riduzione della velocità mentre incrociava altri natanti – condotta che aveva creato un notevole moto ondoso – nonché la conduzione del natante senza aver indossato il dispositivo di spegnimento automatico di sicurezza del propulsore.
Nell’udienza odierna C.L. è stato condannato a 8 mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, previo svolgimento di 5 mesi, pari a 300 ore, di lavori socialmente utili non retribuiti.
Per le violazioni amministrative commesse gli sono state inoltre elevate sanzioni per complessivi 4.700 euro.

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