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È stato arrestato e sarà processato oggi, lunedì 24 agosto, in via direttissima, un pregiudicato di origine nigeriana sorpreso nel pomeriggio di sabato a spacciare sostanze stupefacenti nel rione Piave. L’uomo è stato fermato dopo un’operazione della Polizia locale portata avanti da Agenti in abiti civili con la collaborazione del nucleo cinofili e le radiomobili del nucleo pronto impiego.

 

Verso le 15 di sabato Agenti presenti in perlustrazione nella zona hanno notato una persona, già conosciuta come consumatore di sostanze stupefacenti, incontrare in via Dante due spacciatori, vicino al piazzale Bainsizza. Dopo un breve colloquio l’uomo ha consegnato una somma di denaro a uno dei due spacciatori, il quale ha sputato dalla bocca una dose di eroina consegnandola al cliente, che si è subito allontanato dall’area. La scena è stata vista dagli Agenti in borghese che hanno avvisato le radiomobili presenti nelle vicinanze, pronte ad intervenire.

 

Gli Agenti hanno iniziato un inseguimento nei confronti dello spacciatore che è scappato verso via San Michele e, nella fuga, è entrato in alcuni giardini di abitazioni scavalcando le recinzioni. La sua corsa si è bloccata in un primo momento proprio all’interno di un giardino, dove il pusher ha tentato una ulteriore fuga entrando in altre proprietà private. Gli Agenti, anche con l’aiuto di una pattuglia dei Lagunari, hanno circondato il quadrilatero delle abitazioni e stretto il cerchio sullo spacciatore. Ancora una volta il nigeriano, deciso a non arrendersi, ha iniziato una colluttazione con gli Agenti e i militari, risolta con l’uso dello spray. Un lagunare e un Agente sono ricorsi alle cure del pronto soccorso.

 

L’uomo è stato arrestato per spaccio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Su di lui pende anche una denuncia per violazione di domicilio. Lo spacciatore, già al terzo arresto dal suo arrivo in Italia, è stato trattenuto nella camera di sicurezza della questura di Venezia in attesa di presentarsi lunedì davanti al giudice.

Alle 21.30 di ieri 17 agosto 2020, a Conegliano, nei pressi del “Biscione” un giovane 17enne C. A. del luogo, veniva avvicinato da uno straniero dell’apparente età di 25/30 anni che – dopo averlo preso per il collo – lo ha rapinato del contenuto del portafoglio (ca. 40 euro). Il minore, che non è stato ferito, ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri della Compagnia di Conegliano, fornendo alcuni riferimenti dell’aggressore, grazie ai quali lo stesso è stato subito dopo riconosciuto e arrestato poco distante dal luogo della rapina.

Si tratta di un senegalese di 22 anni, regolarmente residente in Italia che questa mattina è stato processato in direttissima.

Un ventiquattrenne di nazionalità nigeriana, è stato arrestato ieri dal Nucleo operativo e cinofilo della Polizia locale, nella zona di piazzale Bainsizza, a Mestre, con l’accusa di spaccio continuato e aggravato, dopo aver ceduto dosi di eroina a tre ragazzi di giovane età: una diciottenne di Camposampiero e un diciassettenne e una quindicenne, residenti entrambi nel Veneto Orientale.

 

L’ennesimo blitz antidroga compiuto dal Corpo nel Rione Piave è scattato verso le 16, dopo che una pattuglia in abiti civili ha notato il gruppo dei ragazzi a colloquio col nigeriano, giunto da loro in sella ad una bicicletta. Il pusher, in cambio di denaro, ha ceduto due dosi di droga, che teneva nascoste in bocca, dirigendosi poi verso il sottopasso ciclopedonale di via Dante, doveva è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo cinofilo, che nel frattempo era stata allertata via radio.

 

Nel frattempo i tre giovani sono stati a loro volta fermati e identificati: la quindicenne, che è stata poi riconsegnata alla madre, giunta in treno a Mestre, in tarda serata, teneva anch’essa l’eroina appena acquistata in bocca.

 

Il cittadino nigeriano, vista la gravità dei fatti (spaccio a minorenni) è stato trasferito direttamente in carcere a Venezia. Il giovane vanta già arresti e denunce per spaccio di sostanze stupefacenti oltre che per vari altri reati (violazione di domicilio, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale): nel maggio scorso era stato già arrestato, in quel caso a Marghera, dalla Polizia locale.

Un arresto per detenzione di stupefacenti destinata allo spaccio, uno per spaccio di droga e un altro per tentato furto aggravato. Questo il bilancio di tre diverse operazioni effettuate nel pomeriggio di ieri, lunedì 21 luglio, dalla Polizia locale durante il controllo del territorio in terraferma. Ad essere fermati tre uomini di 29, 21 e 26 anni.

 

La prima operazione che ha portato all’arresto del ventinovenne è avvenuta nel pomeriggio nel parco di Villa Tivan, dove una pattuglia radiomobile del Nucleo cinofilo è intervenuta dopo una recente segnalazione di possibili episodi di spaccio nell’area. Gli agenti hanno fermato per un controllo due persone (una delle quali con precedenti per spaccio), che erano sedute sopra un telo appoggiato a terra, vicine ad uno scooter parcheggiato nelle immediate vicinanze. Dopo aver consegnato i documenti e avendo capito che si sarebbe trattato di un controllo approfondito, i due si sono dati alla fuga. Uno di loro, durante la corsa, ha raccolto il suo casco da terra e lo ha gettato dentro al giardino di un’abitazione privata lungo via Terraglio. La sua fuga è stata fermata poco dopo ed è stato recuperato il casco che aveva l’imbottitura modificata per contenere sostanze stupefacenti. Al suo interno sono stati rinvenuti complessivamente una trentina di grammi tra eroina e cocaina, utili per il confezionamento di oltre 80 dosi. L’uomo, dopo l’arresto, è stato condotto davanti al giudice che lo ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e a 4mila euro di multa, con l’obbligo di dimora a Spinea ed il divieto di uscire di casa dalle ore 18 alle 8.

 

La seconda operazione, avvenuta nelle stesse ore, è stata condotta dal Nucleo operativo nel Rione Piave. Gli agenti stavano perlustrando, in abiti civili, la zona compresa tra via Piave e via Dante e, anche con il supporto di videocamere dedicate, hanno notato l’incontro tra un 21enne e un altro uomo di 36 anni con quest’ultimo che, dopo aver consegnato al primo alcune banconote, ha ricevuto tre ovuli di sostanze stupefacenti che ha nascosto in bocca. Il cliente, fermato a debita distanza in via Cappuccina, è stato perquisito e sono stati ritrovati gli ovuli di stupefacente, due di eroina e uno di cocaina. Poco dopo è stato fermato anche lo spacciatore che, a seguito di una breve fuga in bici, è stato bloccato e arrestato e condannato a 1 anno e 8 mesi e 200 euro di multa, con pena sospesa. Il 21enne era stato già sorpreso a spacciare nella zona il primo luglio scorso. Sia lo spacciatore che il compratore sono stati sanzionati con daspo urbano e una multa di 450,00 euro.

 

La terza operazione è stata condotta in serata da una pattuglia della sezione di Mestre e una del Pronto impiego. L’intervento è avvenuto dopo la denuncia di una ragazza che aveva subito il furto della propria borsa nei pressi di un locale in piazza Ferretto. L’autore del furto stava ancora girando in quell’area ed è stato quasi subito individuato. Alla vista degli agenti ha tentato di disfarsi della borsa appena rubata, ma è stato fermato e arrestato. Si tratta del quarto arresto a carico del 26enne, già fermato in passato per furti e atti osceni. L’uomo è stato rimesso in libertà in attesa del processo.

Ennesimo arresto della Polizia locale: pusher colto in flagrante a Marghera finisce in manette, sanzionato il cliente
Continua con vigore e intensità il pressing della Polizia locale nei confronti degli spacciatori che operano in zona Marghera.

 

Nel pomeriggio di ieri, verso le 16, gli agenti hanno infatti bloccato e arrestato un pusher di nazionalità nigeriana di 32 anni sorpreso in flagrante in piazzale Giovannacci dopo aver appena venduto un ovulo di cocaina.

 

A intervenire sono stati gli uomini del Nucleo operativo di Sicurezza urbana: durante una perlustrazione del territorio hanno concentrato l’attenzione su un 32enne sospetto che, senza alcun motivo apparente, continuava a stazionare su una panchina di piazzale Giovannacci incontrando diversi possibili clienti.

 

A un certo punto il pusher, richiedente asilo, è stato avvicinato da un uomo di mezza età che, dopo un fitto conciliabolo, ha ricevuto un ovulo, che il suo interlocutore fino a poco prima nascondeva in bocca, dopo avergli consegnato una banconota.

 

Gli agenti hanno quindi fermato l’acquirente a debita distanza: gli è stata sequestrata una dose di cocaina. Lo spacciatore, con precedenti per spaccio e rissa, è stato quindi bloccato, nonostante opponesse resistenza, e ammanettato. Al termine degli accertamenti è stato portato nelle camere di sicurezza del Comando in attesa di comparire, lunedì, davanti al giudice per la direttissima. L’acquirente, un mestrino di 48 anni, è stato sanzionato con 450 euro e gli è stato notificato il daspo urbano da Marghera per 48 ore.

Un 27enne originario del Senegal con domicilio a Mira è stato arrestato nel pomeriggio di martedì per detenzione e spaccio di stupefacenti. L’intervento è stato effettuato dal personale del Nucleo operativo e cinofilo della Polizia locale.

 

La pattuglia ha bloccato il ragazzo durante lo svolgimento del quotidiano servizio di contrasto allo spaccio e consumo di sostanze stupefacenti sul territorio. Il 27enne è stato notato dagli Agenti mentre percorreva un tratto di strada in bicicletta portando in spalla uno zaino di colore nero.

 

Alla vista dell’auto della Polizia locale, l’uomo ha abbandonato la bicicletta, gettato lo zaino a terra e tentato di scappare lungo via del Gazzato, in località Cipressina. Gli Agenti sono riusciti a raggiungerlo e a immobilizzarlo pochi metri dopo; la sua borsa è passata all’esame del cane antidroga “Hadesz” e, dopo un’ispezione, ha rivelato al suo interno un quantitativo di circa 100 grammi di marijuana, utile al confezionamento di un centinaio di dosi al dettaglio, per un controvalore approssimativo di 1000 euro.

 

L’uomo, regolarmente residente in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, è stato dunque tratto in arresto.

 

Nel corso della serata di venerdì 24 gennaio, a Castelfranco Veneto, i Carabinieri della Stazione di Vedelago hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di un 35enne della provincia di Napoli, per possesso di documento d’identificazione falso, apparentemente valido per l’espatrio.

 

Precisamente, i militari dell’Arma sono intervenuti presso un punto vendita di prodotti di elettronica, situato all’interno del centro commerciale “I Giardini del Sole” di via Dei Carpani, dove si era appena presentato ai dipendenti un uomo che, con atteggiamento sospetto, aveva chiesto di accendere un finanziamento dell’importo di 2.000,00 euro, finalizzato all’acquisto di vari articoli.

 

Il soggetto ha esibito alle commesse una carta d’identità valida per l’espatrio riportante la sua fotografia e le generalità di una terza persona, estranea ai fatti, che suggeriva di approfondire le verifiche.

 

A quel punto sono giunti sul posto i Carabinieri, già impegnati in un servizio di controllo del territorio nelle vicinanze, che hanno proceduto agli accertamenti nei confronti del 35enne e del documento in suo possesso.

 

Accompagnato presso gli uffici della Stazione di Vedelago, i militari hanno potuto appurare la falsità della carta d’identità, peraltro di ottima fattura e assolutamente in grado di trarre in errore a un prima vista, quindi perfezionato la completa identificazione dell’indagato, che risultava già conosciuto alla giustizia per fatti analoghi.  

 

Il documento è stato sottoposto a sequestro, mentre la posizione dell’uomo, tratto in arresto, è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

È stato arrestato un quarantenne che gestiva una trattoria a Marghera e abitava nel quartiere San Teodoro a Mestre.
L’accusa sarebbe di detenzione di droga ai fini di spaccio. I militari hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, dopo un periodo di appostamenti che avevano evidenziato un via vai di Giovanni. Hanno sequestrato materie per la pesatura, il taglio e la confezione di dosi di droga e otto mila euro.

 

 

Fonte: Venezia Today

Nuova operazione della Polizia locale di Venezia contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, venerdì scorso a Favaro Veneto, che ha portato all’arresto di un ventenne cittadino albanese.

 

L’uomo, sorvegliato già da una settimana dagli uomini del Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, aveva da tempo stabilito la propria base operativa in un B&B di via Altinia, dove, soprattutto nel fine settimana, incontrava alcuni uomini che raggiungevano la struttura ricettiva in auto o in moto e dopo pochi istanti si allontanavano, mentre il giovane rientrava velocemente all’interno del B&B.

 

Scena che si è ripetuta anche venerdì sera, quando il pusher ha incontrato una giovane ed è poi salito sulla sua auto per ripartire in direzione Mestre. Quando il veicolo è stato fermato poco più avanti per un controllo, il pusher ha gettato fuori dal finestrino un involucro, subito recuperato dagli agenti, che conteneva undici grammi di eroina (l’equivalente di una trentina di dosi pronto spaccio) e un bilancino di precisione. All’interno dell’abitacolo sono poi state trovate, grazie anche all’aiuto dell’unità cinofila, altre 23 dosi singole di cocaina già confezionate e 5600 euro in contanti che sono stati sequestrati perché ritenuti provento dell’attività di spaccio.

 

Il pusher è stato arrestato e portato alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. Sabato mattina l’uomo è stato condotto davanti al giudice che ha convalidato il suo arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 7 novembre, data in cui verrà celebrato il processo.

Aveva appena finito di scontare una pena per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale S.M., tunisino di 30 anni, quando è stato nuovamente arrestato dalla polizia.
Lo straniero pluripregiudicato è un noto spacciatore. Per un po’ di tempo ha bivaccato nell’area di Mestre e Marghera, prima di essere arrestato nel gennaio del 2018.
Sabato scorso l’uomo è uscito dal carcere, da lì sarebbe dovuto andare al CPR di Roma per il successivo rimpatrio in Tunisia ma si è violentemente opposto all’accompagnamento.
Dapprima ha danneggiato la volante che avrebbe dovuto condurlo a Roma, frantumando a calci il finestrino posteriore dell’auto. Successivamente si è scagliato contro i poliziotti che hanno cercato di contenere la sua furia e di calmarlo: due i poliziotti rimasti feriti con prognosi di sette e dieci giorni.
Il soggetto è stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. All’esito del giudizio direttissimo tenutosi nella giornata di ieri, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione. Per lui si sono quindi riaperte le porte del carcere.

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