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Nella giornata di ieri il Nucleo operativo della Polizia locale del Comune di Venezia ha messo a segno un altro importante intervento contro i gruppi di borseggiatori che ciclicamente si ripresentano in città.

 

Dopo l’arresto di sabato pomeriggio, quando due donne e un uomo di nazionalità romena erano stati colti in flagranza di furto pluriaggravato sul ponte della Paglia, è toccato ad altri tre loro connazionali di 41, 40 e 27 anni, finire nelle celle di sicurezza della Polizia locale.

 

Il terzetto sospetto era già stato intercettato dai pubblici ufficiali verso le ore 18: uno dei tre uomini restava fuori dall’imbarcadero a fare da palo, mentre gli altri due attendevano all’interno l’arrivo del vaporetto, con il conseguente assembramento di persone in coda per salire sul mezzo. Individuata la possibile vittima, una cittadina messicana di 62 anni, con uno zaino da viaggio in spalla, una borsetta a tracolla e un grande trolley al seguito, i borseggiatori sono entrati in azione aprendo il borsello della signora. Pochi secondi dopo, e dopo un brevissimo tentativo di fuga, i malintenzionati sono stati arrestati e portati nella camera di sicurezza della Polizia locale dove hanno trascorso la notte.

 

Questa mattina i tre uomini, due dei quali con precedenti specifici, hanno patteggiato davanti al Giudice pene comprese tra i 5 mesi e 10 giorni e gli otto mesi di reclusione; per tutti pena sospesa e remissione in libertà. Per uno dei borseggiatori è scattato inoltre il divieto di dimora in Veneto.

Nuova operazione antidroga della Polizia locale di Venezia, in collaborazione con il Reggimento Lagunari Serenissima, in via Fogazzaro a Mestre.

 

Nei giorni scorsi non erano sfuggiti agli operatori della Municipale e ai militari di pattuglia in zona i ripetuti passaggi di una autovettura verde guidata da un cittadino di colore.

 

Intorno alle 18 di sabato è quindi scattato il fermo dell’autovettura, che è stata controllata con l’aiuto dell’unità cinofila. Sono bastati pochi istanti a Kuma per trovare lo stupefacente – 11 dosi di cocaina già pronte per lo smercio al dettaglio – nascosto in un pacchetto di sigarette nel cruscotto dell’auto.

 

Lo spacciatore, un quarantenne cittadino gambiano, richiedente asilo, già residente alla Gazzera, guidava senza patente, mai conseguita, l’autovettura della propria compagna, un’italiana residente a Quarto d’Altino. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare a Quarto d’Altino sono stati trovati un bilancino di precisione e qualche altra dose pronta di cocaina.

 

L’uomo è stato quindi arrestato dagli operatori del Nucleo Operativo della Sicurezza Urbana e poi liberato, perché incensurato.

Venturini: “Controlli intensificati, ma chiediamo attenzione anche alle famiglie e alle persone vicine ai giovani”

 

Nel tardo pomeriggio di sabato 1 settembre, a Marghera, la Polizia locale ha arrestato in flagrante un 26enne senegalese accusato di spaccio di droga a minorenni. Il pusher, dopo aver trascorso 2 notti nella camera di sicurezza del Comando, è stato trasferito stamattina al carcere di Santa Maria Maggiore in attesa dell’udienza di convalida del Gip.

 

Sull’accaduto è intervenuto l’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini: “Ringrazio le donne e gli uomini della nostra Polizia locale per aver tolto dalle strade una persona pericolosa che non si è fatta scrupoli ad agganciare dei ragazzini, e delle ragazzine, per vendere loro la droga – ha dichiarato – Negli ultimi giorni abbiamo intensificato i controlli e la presenza della Polizia locale a Marghera, in uniforme e in borghese. Chiediamo attenzione anche alle famiglie e alle persone vicine ai giovani: serve una maggiore consapevolezza sui rischi che le nuove generazioni corrono. Da parte nostra, oltre al maggiore impegno delle forze dell’ordine, abbiamo avviato nuove attività e servizi dedicati proprio a adolescenti e giovanissimi. Non abbassiamo mai la guardia”.

 

Le manette sono scattate durante gli ennesimi controlli disposti dal Corpo nella zona di piazza Sant’Antonio, perlustrata da pattuglie in divisa e in borghese, con l’apporto anche dell’unità cinofila. Il 26enne è stato visto accettare dei soldi da parte di 1 ragazzino e 2 ragazzine di 15 anni (le cui famiglie in seguito sono state avvisate dell’accaduto dalla Polizia locale, che ha riaffidato i minorenni ai propri genitori) in cambio di hashish, e una volta che gli è stato intimato l'”Alt”, ha cercato di scappare tra i palazzoni compresi tra piazza Sant’Antonio, via Rossarol e via Toffoli, dove materialmente è stato bloccato e ammanettato. Addosso allo spacciatore, al termine della perquisizione, sono state sequestrate 20 barrette di hashish e 3 dosi di cocaina. Gli agenti hanno messo in trappola il fuggitivo cinturando la zona e perlustrandola metro dopo metro. “Il fatto che l’arrestato sia di nazionalità senegalese è una novità assoluta per la Città – dichiara il commissario capo della Polizia locale, Gianni Franzoi – è un elemento su cui indagheremo”.

Nella tarda mattinata di ieri, gli uomini del Nucleo operativo della Polizia Locale di Venezia hanno arrestato un cittadino romeno di 28 anni che aveva appena tentato due borseggi sul pontile della linea 2 Actv, di fronte alla stazione ferroviaria Santa Lucia di Venezia, zona spesso teatro di attività di borseggio, soprattutto nei periodi turistici di punta.

 

Un assistente del Nucleo, che stava per imbarcarsi sul vaporetto per prendere servizio, ha notato un uomo in atteggiamento sospetto che continuava ad aggirarsi tra le persone in coda in attesa dei vaporetti diretti verso il centro della città e ha allertato i colleghi. Mentre attendeva rinforzi, l’operatore della Municipale ha visto il sospetto borseggiatore appoggiare un sacchetto di tela sopra lo zaino di una turista asiatica, non riuscendo tuttavia nel borseggio a causa di un brusco movimento in avanti della donna. Dopo pochi minuti ha tentato di nuovo il colpo ai danni di un anziano turista americano, riuscendo ad aprire due delle tre cerniere della borsa che l’uomo portava a tracolla. A questo punto gli agenti di Polizia locale sono intervenuti bloccando l’uomo e mettendogli le manette.

 

Il borseggiatore, già arrestato per lo stesso reato a Roma nel 2016, ha trascorso la notte nella cella di sicurezza del Comando Generale. In mattinata è stato poi condotto innanzi al giudice che, dopo averne convalidato l’arresto, lo ha condannato a 6 mesi di reclusione con remissione in libertà.

Nel pomeriggio di ieri, al parco Albanese di Mestre, una pattuglia della Polizia locale con unità cinofila a seguito, ha colto in flagranza di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio uno spacciatore di nazionalità gambiana di 27 anni, già noto agli agenti.

 

L’azione è iniziata verso le ore 16, quando la squadra ha iniziato a ispezionare la zona retrostante allo stabile occupato dall’Associazione Arcobaleno e ha trovato, vicino a una siepe, in un luogo nascosto alla vista dei passanti, diverse dosi di marijuana già confezionate “pronto spaccio” per i giovanissimi clienti che provengono solitamente dalle scuole vicine.

 

Due uomini del Nucleo operativo si sono allora appostati nei pressi della siepe e, dopo solo qualche minuto, hanno potuto cogliere in flagranza lo spacciatore, proveniente dalla zona del centro civico. Il “pusher”, già fermato in precedenza altre sette volte per il medesimo reato, era in possesso di oltre mezzo etto di marijuana, suddivisa in diciassette dosi del peso di tre grammi ciascuna.

 

Per i precedenti a carico, l’uomo è stato arrestato e trasferito per la notte nella cella di sicurezza della Polizia locale a Piazzale Roma. Questa mattina è stato condotto davanti al giudice monocratico per la convalida dell’arresto; il processo per direttissima si terrà il prossimo 21 giugno. Fino ad allora sarà trasferito al carcere di Santa Maria Maggiore in stato di custodia cautelare.

 

Il Nucleo operativo della Polizia locale ha inoltre inviato al giudice una richiesta di aggravio della misura cautelare del divieto di dimora nella regione Veneto, finora completamente disattesa e valida fino al dicembre 2020.

Continua con grande intensità l’azione anticrimine e antidegrado della Polizia locale nel Rione Piave, a Mestre. Questa mattina, verso le ore 9.30, agli operatori di Polizia locale presenti in zona, sia in uniforme sia in abiti civili, non sono sfuggite due ragazze che, nel passeggiare per il Rione, dimostravano un eccessivo interesse per i portoni dei palazzi.
Le giovani sono state seguite lungo le via Piave, Cavallotti, Felisati. I sospetti sulle due ragazze hanno trovato parziale conferma quando le stesse, giunte presso il portone d’ingresso di un condominio signorile in via Premuda, hanno suonato ben quattro campanelli, trovando qualcuno disposto ad aprire loro il portone.

 

Dopo cinquanta minuti di attesa le due ragazze sono uscite in strada e, fermate per un controllo identificativo dagli operatori della Polizia locale, hanno dichiarato di essere serbe e prive di documenti di identificazione.

 

La perquisizione delle giovani ha consentito di rinvenire diversi strumenti da effrazione: due cacciavite, una chiave inglese multipla ed una plastica rigida.

L’ispezione di tutte le porte del palazzo ha rivelato segni di almeno due chiari tentativi di effrazione.

 

A carico di R.M., serba di 24 anni, figurano quattordici precedenti per furto e tentato furto, un precedente per rapina, tre ordinanze di custodia cautelare eseguite ed un ordine di cattura ancora pendente; l’altra ragazza, minorenne, serba di 13 anni, non risulta avere precedenti a carico ma è stata comunque sottoposta a raggi x per una verifica dell’età ossea.

 

La maggiorenne è stata quindi fermata e trasferita presso il carcere femminile della Giudecca, nonché denunciata per tentato furto in appartamento con violenza sulle cose.

Il Nucleo Operativo del Corpo di Polizia Locale, attivo sul fronte del contrasto alla criminalità di strada, ha oggi messo a segno quattro arresti in flagranza di borseggio nei confronti di altrettanti cittadini romeni: B.E.E. di 46 anni; M.M. di 33 anni; B.R.C. di 47 anni; M.G. di 28 anni.

 

I quattro criminali, uno dei quali noto agli operatori del Nucleo fin dall’inizio degli anni 2000, in quanto appartenente a una delle prime bande di borseggiatori romeni giunti a Venezia, sono stati intercettati in località “Tre ponti” nei pressi di Piazzale Roma, verso 10.45 di ieri mattina.

 

I quattro soggetti erano intenti ad accodarsi a una coppia di anziani turisti, un uomo e una donna, che si erano incamminati lungo fondamenta delle Burchielle. La turista era claudicante al punto da doversi aiutare con una stampella e in costante affanno, tanto da dover procedere a velocità ridottissima, alternando continue soste al proprio incedere.

 

Nei minuti immediatamente successivi, i due anziani, sempre tallonati dai quattro ladri, sono entrati nell’albergo Olimpia. Il borseggio è avvenuto proprio all’interno della hall dell’albergo, dove i borseggiatori sono riusciti a sottrarre dalla borsa della donna il portafoglio contenente 300 dollari. Una volta usciti dall’hotel i criminali, sorpresi letteralmente col portafoglio in mano, hanno trovato ad accoglierli la polizia locale.

 

I quattro borseggiatori sono stati dichiarati in arresto per furto pluriaggravato e trasferiti nelle celle di sicurezza della Polizia Locale in attesa del processo.

Tutti i componenti del gruppo sono gravati da precedenti di polizia e giudiziari per reati contro il patrimonio; M.M. è stata scarcerata quattro giorni fa.

 

Dall’inizio dell’anno sono già 31 i borseggiatori colti in flagranza dal Nucleo Operativo della Polizia Locale; uomini e donne provenienti da Bosnia, Bulgaria, Croazia, Romania, Moldavia, Algeria.

Arrestati a Marghera cinque spacciatori: spacciavano tra i capannoni abbandonati del Petrolchimico.

Finalmente i carabinieri di Mestre li hanno individuati e arrestati. Si tratta di cinque magrebini che non mostravano il loro viso neppure ai clienti.

L’operazione portata a termine dai Carabinieri – denomitata “Factory” – si è conclusa con l’espulsione dalla Provincia di Venezia dei cinque spacciatori di eroina.

Il guadagno mensile dei cinque è stimato in circa 10 mila euro.

Con questa operazione si spera di aver fermato almeno in parte la lunga serie di morti da eroina verificatasi a Mestre e che ha visto il decesso di 14 persone nel periodo 14 aprile 2017 14 aprile 2018.

Continuano con grande intensità le attività di contrasto allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti in tutte le aree sensibili di Mestre, da parte del corpo di Polizia locale.

Negli ultimi giorni il Servizio sicurezza urbana è intervenuto ripetutamente con tutte le sue articolazioni (Nucleo operativo, Unità antidegrado e Unità cinofile) sequestrando circa un chilo di sostanze stupefacenti, in particolare hashish e marijuana.

 

Complessivamente sono stati effettuati circa una ventina di rinvenimenti tra il parco Albanese e il rione Piave: la sostanza è stata rinvenuta sotterrata, all’interno di lattine e di pacchetti di sigarette, dei cestini delle immondizie, sugli alberi, in mezzo alle siepi.

Due spacciatori nigeriani di 25 anni sono stati inoltre colti in flagranza di spaccio e denunciati all’Autorità giudiziaria. Tre loro clienti, rispettivamente una signora italiana di 45 anni, un cittadino del Bangladesh di 25 anni e un ragazzo italiano di 25 anni, tutti residenti a Mestre, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.

 

Nell’anno in corso sono già stati abbondantemente superati i 4 chili di sostanze stupefacenti rinvenute e sequestrate.

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