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Nel corso della serata di venerdì 24 gennaio, a Castelfranco Veneto, i Carabinieri della Stazione di Vedelago hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di un 35enne della provincia di Napoli, per possesso di documento d’identificazione falso, apparentemente valido per l’espatrio.

 

Precisamente, i militari dell’Arma sono intervenuti presso un punto vendita di prodotti di elettronica, situato all’interno del centro commerciale “I Giardini del Sole” di via Dei Carpani, dove si era appena presentato ai dipendenti un uomo che, con atteggiamento sospetto, aveva chiesto di accendere un finanziamento dell’importo di 2.000,00 euro, finalizzato all’acquisto di vari articoli.

 

Il soggetto ha esibito alle commesse una carta d’identità valida per l’espatrio riportante la sua fotografia e le generalità di una terza persona, estranea ai fatti, che suggeriva di approfondire le verifiche.

 

A quel punto sono giunti sul posto i Carabinieri, già impegnati in un servizio di controllo del territorio nelle vicinanze, che hanno proceduto agli accertamenti nei confronti del 35enne e del documento in suo possesso.

 

Accompagnato presso gli uffici della Stazione di Vedelago, i militari hanno potuto appurare la falsità della carta d’identità, peraltro di ottima fattura e assolutamente in grado di trarre in errore a un prima vista, quindi perfezionato la completa identificazione dell’indagato, che risultava già conosciuto alla giustizia per fatti analoghi.  

 

Il documento è stato sottoposto a sequestro, mentre la posizione dell’uomo, tratto in arresto, è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria.

È stato arrestato un quarantenne che gestiva una trattoria a Marghera e abitava nel quartiere San Teodoro a Mestre.
L’accusa sarebbe di detenzione di droga ai fini di spaccio. I militari hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, dopo un periodo di appostamenti che avevano evidenziato un via vai di Giovanni. Hanno sequestrato materie per la pesatura, il taglio e la confezione di dosi di droga e otto mila euro.

 

 

Fonte: Venezia Today

Nuova operazione della Polizia locale di Venezia contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, venerdì scorso a Favaro Veneto, che ha portato all’arresto di un ventenne cittadino albanese.

 

L’uomo, sorvegliato già da una settimana dagli uomini del Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, aveva da tempo stabilito la propria base operativa in un B&B di via Altinia, dove, soprattutto nel fine settimana, incontrava alcuni uomini che raggiungevano la struttura ricettiva in auto o in moto e dopo pochi istanti si allontanavano, mentre il giovane rientrava velocemente all’interno del B&B.

 

Scena che si è ripetuta anche venerdì sera, quando il pusher ha incontrato una giovane ed è poi salito sulla sua auto per ripartire in direzione Mestre. Quando il veicolo è stato fermato poco più avanti per un controllo, il pusher ha gettato fuori dal finestrino un involucro, subito recuperato dagli agenti, che conteneva undici grammi di eroina (l’equivalente di una trentina di dosi pronto spaccio) e un bilancino di precisione. All’interno dell’abitacolo sono poi state trovate, grazie anche all’aiuto dell’unità cinofila, altre 23 dosi singole di cocaina già confezionate e 5600 euro in contanti che sono stati sequestrati perché ritenuti provento dell’attività di spaccio.

 

Il pusher è stato arrestato e portato alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. Sabato mattina l’uomo è stato condotto davanti al giudice che ha convalidato il suo arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 7 novembre, data in cui verrà celebrato il processo.

Aveva appena finito di scontare una pena per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale S.M., tunisino di 30 anni, quando è stato nuovamente arrestato dalla polizia.
Lo straniero pluripregiudicato è un noto spacciatore. Per un po’ di tempo ha bivaccato nell’area di Mestre e Marghera, prima di essere arrestato nel gennaio del 2018.
Sabato scorso l’uomo è uscito dal carcere, da lì sarebbe dovuto andare al CPR di Roma per il successivo rimpatrio in Tunisia ma si è violentemente opposto all’accompagnamento.
Dapprima ha danneggiato la volante che avrebbe dovuto condurlo a Roma, frantumando a calci il finestrino posteriore dell’auto. Successivamente si è scagliato contro i poliziotti che hanno cercato di contenere la sua furia e di calmarlo: due i poliziotti rimasti feriti con prognosi di sette e dieci giorni.
Il soggetto è stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. All’esito del giudizio direttissimo tenutosi nella giornata di ieri, è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione. Per lui si sono quindi riaperte le porte del carcere.

Ieri le Volanti hanno rintracciato e arrestato F. M., cittadino svedese di 33 anni ricercato nel paese d’origine, perché deve scontare 4 mesi di reclusione per reati commessi in Svezia in materia di stupefacenti.

 

Lo svedese è stato rintracciato in un camping di Marghera. I poliziotti lo hanno quindi accompagnato in carcere in attesa della sua estradizione. 

Martedì pomeriggio gli uomini del Commissariato San Marco, impegnati in un servizio in abiti civili, mirato al contrasto dei reati contro il patrimonio, mentre si trovavano presso il supermercato COOP di Fondamenta Santa Chiara hanno udito le grida di una cassiera che segnalava l’uscita di un giovane con della merce non pagata.

 

I poliziotti sono accorsi verso le casse e, qualificandosi, hanno intimato all’uomo di fermarsi. Questi, al contrario si è dato ad una fuga precipitosa e una volta raggiunto dopo un inseguimento fuori dal negozio, ha opposto resistenza agli Agenti, che lo hanno comunque bloccato dopo una violenta colluttazione.

 

L’autore del furto, un cittadino italiano 26enne con precedenti per reati contro il patrimonio, rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato per rapina. 

 

L’arresto è stato convalidato ed all’esito dell’udienza per direttissima di ieri il giudice ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, disponendo la traduzione dell’arrestato alla Casa Circondariale di Venezia.

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Chioggia si è imbattuto in una persona che ne richiamava l’attenzione, in prossimità della Cassa di Risparmio di Venezia-Intesa San Paolo di Corso del Popolo.

 

L’utente ha informato i poliziotti che alla postazione bancomat dell’istituto di credito stava accadendo qualcosa di poco chiaro: un giovane stava cercando di raggirare un’anziana donna.

 

I fatti

Proprio in quel frangente gli operatori della Polizia di Stato hanno notato un giovane che corrispondeva alla descrizione fornita, che usciva dalla banca e, con andatura veloce, cercava di allontanarsi. L’uomo, notata la presenza della Volante, ha dapprima accelerato il passo e, successivamente, si è dato a precipitosa fuga.

 

Inseguito dagli agenti, M.A., un 27 enne brianzolo, è stato fermato in una calle vicina e trovato in possesso di una somma di denaro di 150 € e della carta bancomat intestata a una donna ultraottantenne di Chioggia. 

 

È stato accertato in seguito che il soggetto fermato, vista l’anziana signora intenta a effettuare un prelevamento di denaro, si è avvicinato a lei con una scusa, convincendola a inserire nuovamente la tessera per sincerarsi circa un eventuale malfunzionamento nell’erogazione del denaro. Così, nella concitazione e all’insaputa della signora, il malintenzionato è riuscito a prelevare dal conto di lei la somma di 150 € e a sottrarle la tessera bancomat, per poi cercare di dileguarsi dal luogo del misfatto. 

Il denaro e la carta bancomat di proprietà dell’anziana chioggiotta sono stati sequestrati e subito restituiti alla proprietaria ancora in preda allo spavento.

 

 

Innumerevoli precedenti

Il soggetto, che al suo attivo annovera una serie interminabile di precedenti per furti e reati contro il patrimonio in genere, è stato perciò arrestato dagli Agenti di Chioggia per truffa aggravata e furto aggravato. Nella mattinata odierna è stato convalidato l’arresto e disposta la misura degli arresti domiciliari presso la residenza nella provincia di Monza-Brianza.

A seguito di un controllo sono scattate le manette per la croata H.S. di 23 anni, domiciliata a Milano.

 

La donna, in visita a Venezia, è stata arrestata perché a suo carico pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura milanese per una condanna ad 1 anno, 11 mesi e 23 giorni di reclusione per il reato di furto.

 

La donna è stata quindi condotta presso la Casa Circondariale Femminile della Giudecca.

Nel corso dei servizi svolti dalla Polizia unitamente ai militari dei Lagunari è stato individuato e tratto in arresto un cittadino nigeriano O. C. J. del 1993. 

 

L’uomo, richiedente asilo, alla vista dei militari ha provato a scappare in sella alla propria bicicletta, poi vista la prontezza della pattuglia ha cercato di nascondersi entrando nella hall di un albergo vicino senza però riuscirci. Raggiunto dai militari e da un equipaggio di volante, trafelato dopo il tentativo di fuga, ha sputato 15 palline termosaldate contenenti cocaina che non era riuscito ad inghiottire prima. 

 

Il nigeriano che aveva anche una piccola quantità di eroina e di marijuana è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

O. C. J. è stato condannato alla pena di un anno e sei mesi, pena sospesa e 4000 euro di multa.

Nella notte del 27 giugno scorso, F.R., 46 anni di Treviso, ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco ai danni di una donna, prostituta solita a svolgere la propria attività in zona Terraglio tra Mogliano e Mestre.

 

I due si erano conosciuti qualche anno prima in relazione all’attività compiuta dalla ragazza, della quale F.R. era cliente abituale. Ne era nato un rapporto di conoscenza, travisato nel tempo dell’uomo, che riteneva di aver instaurato un legame sentimentale con la donna senza esserne corrisposto. Divenuto sempre più violento nel tempo, l’aggressività di F.R. ha avuto il suo culmine nell’episodio del 27 notte, in cui ha attentato alla vita della ragazza e dell’uomo che stava con lei, esplodendo diversi colpi di pistola contro la vettura a bordo della quale stavano viaggiando i due. Alcuni proiettili hanno colpito il mezzo sulla portiera, su un fanalino e su un parafango. Uno in particolare ha attraversato completamente l’intero abitacolo, solcando il cruscotto, con una traiettoria che non ha attinto le parti offese per pochi centimetri.

 

Le indagini della Polizia veneziana, coordinate dalla Procura della Repubblica di Venezia e condotte in collaborazione con la Squadra Mobile trevigiana, hanno consentito di acquisire elementi di responsabilità a carico dell’uomo.

 

Per questa ragione, nella mattinata di oggi la Squadra Mobile di Venezia ha eseguito un provvedimento cautelare che ha disposto la custodia cautelare in carcere, emesso dal GIP presso il Tribunale Ordinario su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di F.R., ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. L’indagato era già ristretto in carcere per analogo episodio compiuto nella provincia trevigiana.

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