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Mi chiamo 2025

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Oggi è l’ultimo giorno, ma cosa vi ho lasciato? Che anno è stato nel bene e nel male?

Per cosa mi ricorderete? Forse come l’anno del Giubileo dei due Papi, Francesco che lo apre quattro mesi prima di lasciare la vita terrena il 21 aprile 2025, e Leone XIV, che diventa Papa l’8 maggio, quasi a sorpresa, ma non certamente per tutti.

E gli eterni conflitti bellici, tra tutti lo scontro tra Ucraina e URSS, con l’incontro stucchevole e senza precedenti allo Studio Ovale della Casa Bianca, dove Donald Trump riceve Zelensky trattandolo non certamente con i guanti, registrando un nulla di fatto. E tra Palestina e Israele, dove appena si parla di tregua si ritorna a combattere, con un passo in avanti e subito tre indietro. Quasi a voler illudere in maniera beffarda.

La cronaca spiccia di tutti i giorni mi ha caratterizzato anche ahimè, per la recrudescenza della violenza. Sulle donne, ma anche sulle persone più deboli come i disabili, con la devianza giovanile che in questo caso assume il cattivo ruolo di protagonista. E le nostre città che diventano meno sicure e vivibili.

Ma ho portato anche buone novelle, come l’Italia designata a Patrimonio Immateriale dell’Unesco, un riconoscimento che premia non solo piatti e ricette che affondano nella tradizione, ma altresì il nostro modo di condividere il desco, fondamentale quasi quanto l’eccellenza culinaria, che in Italia non sembra avere concorrenti.

E tutta la società italiana, che sta vivendo, lasciandosi alle spalle le scorie della pandemia, una evidente ripresa, come il grande lavoro per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, e il grande fermento che riveste l’arte, con eventi e mostre che percorrono l’intera penisola, tra arte contemporanea e arte moderna e rinascimentale. Quasi a lasciare un solco dove la cultura incontra il Paese, arricchendolo.

Ma fra qualche ora è tempo di lasciarvi, passo il testimone al 2026, augurando un anno pieno di serenità e pace, prosperità e letizia.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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Giornalista pubblicista, cura personalmente rubriche di arte e cinema.
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