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Mestre festeggia il 2 Giugno con un grande tricolore, simbolo dell’Italia che non si arrende.

Grande successo per la preannunciata manifestazione del centro destra veneto, prevista per questa mattina alle 11 in Piazza Ferretto a Mestre; sono state rispettate tutte le regole di sicurezza imposte dal difficile momento che stiamo

Grande successo per la preannunciata manifestazione del centro destra veneto, prevista per questa mattina alle 11 in Piazza Ferretto a Mestre; sono state rispettate tutte le regole di sicurezza imposte dal difficile momento che stiamo ancora attraversando.

 

Alla manifestazione, ideata per sostenere l’iniziativa “L’Italia non si arrende” svoltasi a Roma e in contemporanea in vari capoluoghi d’Italia, aveva già dato la sua adesione il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che non ha potuto partecipare per altri impegni, come ha riferito l’Assessore al Lavoro Elena Donazzan. Presente invece il Vice Presidente e Assessore al Bilancio Gianluca Forcoli che ha voluto sottolineare come le istituzioni debbano essere a fianco dei cittadini, delle imprese, delle famiglie che stanno attraversando un periodo durissimo. Presenti anche i deputati veneti Luca De Carlo e Maria Cristina Caretta di Fratelli d’Italia. Presenti anche numerosi esponenti dell’imprenditoria, i rappresentanti degli “studenti invisibili”, molti consiglieri e assessori provenienti da tutto il Veneto, cittadini che sventolavano i loro cartelli tra i quali l’incitamento, rivolto al presidente Zaia, a “portare a casa” l’autonomia.

 

Tutti insieme, rispettando il distanziamento e indossando le mascherine, hanno srotolato una bandiera italiana lunga 25 metri. Tanti i palloncini, rigorosamente solo coreografici, a tre colori, verde, bianco e rosso, con la scritta: “Io sono Giorgia” che ovviamente ricorda la famosa frase pronunciata da Giorgia Meloni e diventata poi un tormentone canoro.

 

“C’è bisogno di coraggio – sostiene Raffaele Speranzon, Presidente Ater Venezia e dirigente Nazionale di Fratelli d’Italia – Abbiamo un governo che sa benissimo di non avere il consenso popolare”,  e a chi gli chiede quale pensa possa essere il mese ideale per andare a votare, risponde: “Il mese giusto è il prima possibile”.

 

Silvia Moscati

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