La città è stata colpita da una incredibile bomba d’acqua che è durata almeno due ore e ha causato allagamenti e disagi
Mestre – Si continua a togliere acqua da scantinati, garage, sottopassi e si fanno i conti con i disastri causati dal lunghissimo nubifragio di ieri, 21 agosto, nel veneziano e nella provincia di Padova.
Le piogge intense hanno provocato allagamenti in diverse zone della città, principalmente in via Bissuola, Corso del Popolo e a Marghera, fino a Chirignago. Sono stati segnalati inoltre numerosi blackout elettrici che hanno interessato circa 1.000 utenze a causa di tre cabine sotterranee allagate.

Ci sono stati rallentamenti e disagi anche sul fronte ferroviario. La circolazione è stata interrotta tra Padova e Mestre e alcuni treni hanno subito ritardi fino a 90 minuti.
Le squadre dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile sono ancora al lavoro per prosciugare locali e cantine allagate, con oltre 60 interventi registrati nei comuni limitrofi. Si segnalano infatti ancora alcune zone con 30-40 centimetri d’acqua in garage e abitazioni al piano terra, in particolare a Chirignago.
La Protezione Civile e la Polizia Locale sono state attivate per monitorare la situazione. Il Comune di Venezia ha convocato il Centro Operativo Comunale (COC) per gestire l’emergenza.
More solito….
L’associazione di consumatori Adico ha criticato la gestione delle emergenze metereologiche, sottolineando come la città si sia allagata in modo simile a quanto accaduto 18 anni fa, nonostante i fondi spesi per la prevenzione.
In realtà l’acqua caduta questa volta è stata di quantità enormemente superiore. Nel corso del nubifragio di ieri, sono caduti oltre 180 mm di pioggia. Questa quantità eccezionale d’acqua ha superato la capacità di assorbimento del suolo e del sistema fognario, causando i vasti allagamenti e i disagi che hanno colpito soprattutto le zone “basse” della città.
Nel Padovano i fenomeni hanno interessato numerosi comuni tra cui Mestrino, Rubano, Limena, Vigodarzere, Villafranca Padovana, Curtarolo, Piazzola sul Brenta, Padova, Battaglia Terme, Noventa Padovana, Due Carrare, Maserà di Padova, Montegrotto Terme, Abano Terme, Albignasego, Ponte San Nicolò e Pernumia. Le criticità maggiori riguardano scantinati allagati e difficoltà nel deflusso delle acque fognarie, con idrovore ancora in funzione anche per lo svuotamento di sottopassi stradali.
I Vigili del Fuoco hanno gestito oltre 340 chiamate, molte delle quali da cittadini che hanno chiesto aiuto per allagamenti e danni d’acqua e sono state attivate più di 100 organizzazioni di volontariato di Protezione Civile mettendo in campo oltre 140 squadre, con più di 500 volontari a supporto dei 64 Centri Operativi Comunali.
I ringraziamenti del Presidente Zaia
“Desidero ringraziare non solo la Protezione Civile regionale, i Vigili del Fuoco, i Consorzi di bonifica e i volontari, ma anche la struttura dell’Assessorato alla Protezione Civile e l’assessore Gianpaolo Bottacin, che hanno garantito un coordinamento importante fin dalle prime ore – ha comunicato il Presidente del Veneto Luca Zaia – La dichiarazione dello Stato di Emergenza regionale firmata oggi è uno strumento fondamentale per affrontare con efficacia le conseguenze di questa perturbazione. Salvo nuove emergenze, la Sala Operativa regionale chiuderà in serata, mentre nel Veneziano e Padovano, data la persistenza dei fenomeni e le situazioni ancora aperte, con ogni probabilità gli interventi proseguiranno anche nella giornata di domani”.
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