Vivere con una persona anziana non è semplice di per sé. Questo principalmente perché ha abitudini consolidate da almeno settant’anni. Figuriamoci poi se il diversamente giovane in questione è quel testardo, cocciuto ipovedente del Sior Pare. Per cui, ai normali problemi di vecchiaia. si aggiungono quelli dovuti alla mancanza di vista.
Di conseguenza rimane una sola cosa da fare (essendo il siorpatricidio non contemplato): ingegnarsi.
La tecnologia ci viene sicuramente molto in aiuto, da Santa Alexa che gli ricorda le pastiglie, gli dice l’ora, lo sveglia, risponde a tutte le sue domande ecc., ai comandi vocali di Sky con cui può chiamarsi i canali e vedere i film che vuole. Ma per quanto si provi a renderlo comunque autosufficiente, rimangono molte le cose non più alla sua portata.
Ecco quindi la bilancia parlante per poter pesare la pasta o il riso o quel che serve. La saliera di un colore e le varie spezie contraddistinte da adesivi, elastici e quant’altro giusto per rendergliele diverse. Ma il problema più grande rimaneva sempre l’oliera. Per quanto gliene avessimo comprata una apposita per ciechi a pompetta e poi quella a spruzzo, niente. Erano troppo scivolose e son durate mezza giornata.
Una soluzione bisognava trovarla perché ogni volta o non metteva olio o mezza bottiglia al colpo. E, oltre a non essere un’abitudine sana, è anche molto dispendiosa di questi tempi. Passano i mesi e ogni occasione è buona per guardare nei vari centri commerciali o supermercati se ci fosse una alternativa più semplice e utile.
Arriva così, dal nulla, l’idea. È un contenitore per le salse, penso a quante volte l’ho adoperato nei locali per la salsa rosa, la senape o il ketchup. Eppure… è solido, non scivola, è di plastica per cui non si rompe e per di più non versa tutto di botto. Poi chissà che stimolando sia il movimento sia il tatto magari aiuta.
Il Sior Pare lo prende in mano, lo squadra e sbotta con un:
- “Cossa xe ‘sta roba? (Che cos’è ‘sta roba?)”
- “È la tua nuova oliera. Non rischi di romperla ed è molto più pratica“
- “E come ea funsiona? (E come funziona?)”
- “La prendi in mano, la metti a testa in giù, premi un po’, fai un cerchietto con la mano e bona.“
- “Ah.”
Puntualmente ad ogni pasto cerca di nuovo l’olio, mi domanda se è quella la bottiglia giusta e il funzionamento. Così, da dieci giorni. Di certo è molto più semplice, non ha più il problema di innaffiare tutto grazie all’effetto squeeze che mette già la giusta quantità.
In tutto questo ormai è diventata l’oliera preferita da tutti. Comoda, simpatica e utile. Alla fine quando una cosa funziona, funziona per tutti, ciechi, ipovedenti, vedenti.
L’accessibilità alla fine non è cosa solo per i portatori di qualche “disabilità”, proprio perché la dis-abilità nasce solo se c’è qualcosa di non accessibile a tutti.
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