Strategico e di fondamentale importanza, situato nel mar arabico è a rischio chiusura da parte di Teheran con conseguenze devastanti
Lo Stretto di Hormuz è una sorta di corridoio marittimo situato tra Iran e Oman e collega il Golfo Persico con il Golfo dell’Oman e il Mar Arabico. Strategicamente perfetto per poter esaltare la rotta per il commercio riguardante petrolio e gas naturale liquefatto (gnl).
Si comprende immediatamente che chiudere un simile sito significherebbe interrompere repentinamente tutti flussi di natura commerciale che attraversano la regione.
Ma a chi gioverebbe una simile iniziativa? Come primissima riflessione neanche allo stesso Iran, visto che quasi tutta l’intero assetto economico passa inesorabilmente attraverso lo Stretto, con un contagio a catena che si riverserebbe in tutto il mondo.

In questo lembo di mare passa circa il 30% del petrolio mondiale, rappresentando il crocevia mondiale del petrolio via nave, attraversato in media da circa 20 milioni di barili al giorno.
Tutto sembra essere in mano al Parlamento di Teheran, che agita lo Stretto come spauracchio, in aperta vendetta, dopo gli ultimi avvenimenti che hanno visto prevalere i missili alla diplomazia.
La parola finale spetta al Consiglio supremo di sicurezza nazionale, è stato il generale dei Guardiani della Rivoluzione Esmail Kowsari a farlo sapere.
La situazione sarebbe di difficile gestione, con i mercati energetici europei e asiatici in ambasce, verso giorni di fuoco.
Photo Credit by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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