Il grande Maestro della scultura contemporanea avrebbe compiuto proprio oggi 99 anni
“Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa” si legge nel sito della Fondazione Arnaldo Pomodoro.
“La Fondazione continuerà ad operare secondo la volontà del fondatore, garantendo la conservazione e la valorizzazione della sua opera, impegnandosi a diffondere il proprio patrimonio materiale e immateriale attraverso la realizzazione di mostre, eventi e iniziative in uno spazio inventivo, quasi sperimentale, di studio e confronto sui temi dell’arte e della scultura, che mira a un coinvolgimento, profondo e globale, con le persone e la società”.
La vita
Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione a Pesaro. Dal 1954 ha vissuto e lavorato a Milano.
Aveva inizialmente studiato per diventare geometra ma presto aveva scoperto la sua passione per il metallo. Così, il primo lavoro fu da orafo, negli anni ’50 per realizzare le sue prime grandi forme, dopo il trasferimento a Milano.
Le sue opere del Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura, che viene interpretata variamente dai maggiori critici.
Nei primi anni Sessanta affronta la tridimensionalità e sviluppa la ricerca sulle forme della geometria solida: sfere, dischi, piramidi, coni, colonne, cubi -in lucido bronzo- sono squarciati, corrosi, scavati nel loro intimo, con l’intento di romperne la perfezione e scoprire il mistero che vi è racchiuso. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi una costante nella produzione di Pomodoro.

La Sfera Grande
Certamente la più famosa opera di Pomodoro è la Sfera Grande, a Pesaro. Si tratta di un’imponente sfera adagiata sulla superficie dell’acqua di una fontana da cui guarda al mare.
La scultura è una fusione in bronzo realizzata nel 1998 dallo scultore sul modello in poliestere arrivato a Pesaro nel 1971, ma realizzato nel 1967 in occasione dell’Expo di Montreal. L’opera originale si trova oggi davanti all’ingresso principale della Farnesina, sede del Ministero degli Esteri a Roma.
Con la scomparsa di Arnaldo Pomodoro il mondo dell’arte perde una delle sue voci più autorevoli, lucide e visionarie. Il Maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, riconosciuta a livello internazionale, ma anche per la coerenza e l’intensità del suo pensiero, capace di guardare al futuro con instancabile energia creativa.
Il ringraziamento di Fabio Ceolin
“Domenica si è spento Arnaldo Pomodoro, se n’è andato il Messia della Sfera, un’interpretazione cosmica della scultura bronzea contemporanea alla pari delle sculture marmoree di Michelangelo. Ciao Maestro Arnaldo e Grazie per quello che ci hai lasciato” ha scritto l’artista scultore Fabio Ceolin, meglio conosciuto come Fabio da Mojan.
Credits Fondazione Arnaldo Pomodoro
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