L’annuncio nella notte tra il 22 e il 23 gennaio spara subito forte, causa un disservizio interno, non meglio specificato, i servizi di posta elettronica di Libero e Virgilio sono temporaneamente sospesi e si prega di riprovare più tardi.
Peccato che siano passate ore interminabili ma nisba, un call center non esiste, basta compilare un web form e attendere.
Waiting in vain, quel famigerato pezzone di Bob Marley risuona questa volta stridulo nelle orecchie di milioni di utenti spaesati con la posta in mano, quasi ad invocare il vecchio postino o un delivery disposto a viaggiare in lungo e in largo con una missiva in mano o ad ingaggiare un piccione viaggiatore rispettando il minimo salariale.
Nessun attacco, nessun hacker è stata la puntuale precisazione, ma cosa sta succedendo?
Ogni down porta con sé inquietudini e malumori, ansia e preoccupazioni, voglia di risoluzione.
La platea è ampia, si parla di 8,8 milioni di utenti per Libero e 10 non di meno per Virgilio, pronti a liberare raffiche di lettere ai blocchi di partenza.
Ad maiora
Zero Biscuit di Mauro Lama
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