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“Allenare l’Azzurro – CT a confronto”

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Si è svolta questa mattina nel Salone d’Onore del CONI la tavola rotonda “Allenare l’Azzurro – CT a confronto” con la partecipazione di quattro Commissari Tecnici delle Nazionali maschili: Roberto Mancini, Ferdinando De Giorgi, Gianmarco Pozzecco e Alessandro Campagna.

ROMA – Promosso dal Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci e aperto dagli interventi del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano Giovanni Malagò e del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, questa mattina, all’interno del Salone d’Onore del CONI, si è svolto l’evento Allenare l’Azzurro – CT a confronto“.

L’incontro, moderato dal Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, ha messo a confronto quattro commissari tecnici delle Nazionali maschili: Roberto Mancini (CT Calcio), Ferdinando De Giorgi (CT Pallavolo), Gianmarco Pozzecco (CT Pallacanestro) e Alessandro Campagna (CT Pallanuoto).

Il Presidente Malagò ha dichiarato in apertura: “È una bella idea, una iniziativa che può darci valore aggiunto. Ho sempre detto che i risultati raggiunti dallo sport italiano arrivano perché siamo competenti e abbiamo grandi allenatori. Basta vedere una cosa: noi esportiamo tecnici in tutto il mondo, mentre facciamo più difficoltà per i giocatori e questo fa riflettere. Tra Tokyo e Pechino abbiamo vinto 57 medaglie, una roba mostruosa. Ma c’è l’amaro in bocca per non essere saliti sul podio negli sport di squadra: vincere nel calcio, nella pallavolo, nel basket o nella pallanuoto dà un prestigio particolare. Vedrete che a Parigi interromperemo tutto questo”.

Giovanni Petrucci ha proseguito: “Si parla sempre di grandi risultati e mai si ricorda che abbiamo i migliori tecnici al mondo. Se un atleta è bravo, certamente il tecnico è bravissimo. Oggi ripetiamo quanto fatto anni fa con Sacchi, Messina e Rudic mettendo a confronto le diverse competenze in un anno che precede i Giochi Olimpici”.

Riscopriamo i valori della maglia azzurra e promuoviamoli a livello scolastico. L’obiettivo non è vincere, ma convincere, perché anche la sconfitta svolge la sua funzione”, ha aggiunto il ministro Abodi. “La supremazia dei valori, con la V maiuscola, deve precedere i risultati, perché rende orgoglioso il nostro mondo. Si vince così la battaglia quotidiana dell’avviamento allo sport, del consolidamento dell’attività motoria nella scuola. Se a volte l’obiettivo è la supremazia sportiva, per quanto mi riguarda il traguardo quotidiano è la supremazia dei valori”.

Tre sono stati i temi principalmente trattati, su cui ognuno dei CT ha espresso la propria opinione ed esperienza:

 La gestione del gruppo post-Covid, dal punto di vista psicologico, dello stress emotivo in un ambiente di incertezza
 L’importanza del cambio generazionale: la fiducia ai giovani, la giusta responsabilità
– Lo staff come motore per il miglioramento. La costruzione, la scelta delle personalità e l’utilizzo. Le figure a supporto di una Nazionale

Le risposte sono state più o meno simili: dall’importanza del Gruppo e la capacità dell’Atleta di risolvere le difficoltà anche grazie allo Staff che è fondamentale per la coesione di una squadra (“Io poi ho elaborato una tecnica tutta mia per offrire visibilità ai miei assistenti, quella di farmi espellere spesso” ha chiosato Pozzecco), alla necessità di dar più spazio e fiducia ai giovani nelle squadre di Club.

A tal proposito Mancini: “Nel calcio questo del ricambio è un problema più che in altri sport. Dobbiamo cambiare mentalità, fare in modo che ragazzi di 18 anni possano avere la possibilità di competere ai massimi livelli, un po’ come è successo a me. La fatica nel trovare giocatori validi è anche legata alla scelta diffusa di ingaggiare tanti stranieri, anche se ora a differenza degli anni 80 raramente arrivano in Italia elementi capaci di fare la differenza. Basti pensare che spesso molti Azzurri che escono dal biennio con l’Under 21 faticano poi a trovare spazio con le rispettive squadre di club“.

De Giorgi aggiunge: “Le modalità del mio esordio da CT sono state particolari, perché sono entrato in carica subito dopo le Olimpiadi di Tokyo e a pochi giorni dagli Europei. Un allenatore della Nazionale deve saper mediare tra l’urgenza del risultato e la programmazione a lungo termine: riconoscendo le potenzialità di un gruppo così giovane, ho dato loro un’opportunità e creato l’ambiente giusto per metterli nelle condizioni migliori. Associare il concetto di rischio al lancio di un giovane è fuorviante: quando giocavo mi dicevano sempre che mi mancavano 5 centimetri per diventare un grande alzatore. Mi disturbava pensare che chi mi parlava non notava i miei pregi ma si soffermava su una lacuna. Ecco, quando guardo i miei giocatori mi concentro sulle loro potenzialità, non sui difetti“.

Campagna, CT della Pallanuoto, concorda: “Nei miei 14 anni da CT ho vissuto almeno tre ricambi generazionali. Continuo a essere convinto che la mia Nazionale non debba essere composta dai migliori 13 giocatori in senso assoluto ma dai 13 più funzionali per far rendere al meglio la squadra. Solo così si genera un’energia contagiosa che ti consente di battere formazioni più attrezzate. Nel 2009 abbiamo ottenuto il peggior risultato della mia gestione con l’undicesimo posto al Mondiale di Roma, proseguimmo con un progetto giovani che nel tempo era destinato a dare risultati. Talvolta siamo i primi a chiudere le porte forse perché se schieri un giocatore navigato sai di ricevere meno critiche: in realtà ai nostri ragazzi dobbiamo dare obiettivi precisi e strumenti per raggiungerli. Ma non a 23 anni, a 18, quando la crescita fisiologica è già completata“.

Pozzecco conclude: “Sono d’accordo con chi mi ha preceduto, è necessario cambiare mentalità. Quando penso alle convocazioni non mi preoccupo di chiamare i giocatori con le migliori statistiche e invece preferisco coinvolgere ragazzi che mi permettano di ricreare nella squadra un ambiente familiare. Quello in cui riesco a dare il meglio di me tra professionalità, senso di appartenenza e goliardia”.

C’è tempo per un’ultima domanda: Quale è stata la partita a cui sono più legati da CT della Nazionale? Come sempre le risposte sono state tutt’altro che banali: per Mancini la partita contro l’Olanda del 2020, per De Giorgi la finale dell’Europeo contro la Slovenia, per Campagna quella contro il Montenegro che ha valso il Bronzo a Rio nel 2016 e infine, per Pozzecco, la sconfitta con la Francia ai quarti negli ultimi Europei.

Photo Credits: www.coni.it

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