L’opera di Kleber Mendonca spalanca gli orizzonti del Brasile di fine anni 70, della dittatura e di una Recife della fanciullezza che il protagonista ricerca invano. Tra i favoriti per l’Oscar.
Un grande, magico viaggio tortuoso e sentito, nella Recife dell’infanzia con lo sfondo della dittatura militare. Siamo nel 1977 e Armando, interpretato da Wagner Moura ex professore universitario che sta percorrendo i 2600 km che separano San Paolo da Recife durante il Carnevale per poter sfuggire ai fantasmi di un passato inquieto e ricercato da chi lo vuole morto, ovvero due killer sulle sue tracce appassionatamente. E questo potrebbe essere il pretesto per buona parte della sinossi, senza considerare che il tutto si inerpica verso le ombre di un potere e una dittatura che detta le sue regole in maniera impetuosa. Con il suo passato che non passa mai e una Recife che ovviamente non è più la stessa, avvolta dalle scorie e dall’intemperanza degli anni trascorsi. “L’agente segreto“, fila via appassionatamente, avvolto nei suoi 160 minuti di tensione e si candida a quattro premi Oscar, tra cui miglior film internazionale, dopo aver vinto a Cannes come regia e attore protagonista.
Intravisti per voi di Mauro Lama
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