Applicare i corretti comportamenti per la sicurezza sul lavoro prendendo spunto dalle procedure usate in aviazione. È questo il focus del nono, e penultimo, appuntamento con 10 volte sicurezza, serie di incontri organizzati da UNIS&F per sensibilizzare sull’importanza della cultura della sicurezza. L’evento, in programma il 14 novembre dalle 14.30 alle 17.30 nella sede di UNIS&F Lab, ha già registrato oltre un centinaio di adesioni e vedrà come relatore il Com.te Fabio Cassan, ex Tenente Colonnello Pilota dell’Aeronautica Militare ed ex Comandante dell’Aviazione di Linea ora in pensione.
TREVISO – “Le dinamiche di molti incidenti aerei – ha detto il Com.te Cassan – sono le stesse di altre accadute nei campi più disparati come la chirurgia, le centrali nucleari, l’edilizia o alla guida di un’auto. In aviazione ci si è resi conto fin dagli anni ’80 che molti degli incidenti di volo erano dovuti non tanto alla tecnologia, alle macchine, ma all’uomo e ai suoi errori, ai cosiddetti “fattori umani”. Nel mio intervento analizzerò strumenti di impiego quotidiano del mondo dell’aviazione come Briefing, Debriefing e Checklist che possono essere utili anche in azienda”.
“In ogni edizione di 10 volte sicurezza cerchiamo di fornire nuovi approcci al tema, ha sottolineato Pasquale Costanzo, Direttore generale di UNIS&F. Negli anni passati abbiamo creato interessanti parallelismi con il mondo dello sport, oppure coinvolgendo i vigili del fuoco e la scuola perché sappiamo quanto sia importante capire come viene affrontato il tema della sicurezza anche in altri ambiti. Le modalità operative del mondo dell’aviazione possono fornire molti spunti anche ad altri settori in tema di sicurezza”.
“Il tema centrale, in aviazione come in tutti i campi professionali, è l’uomo e l’organizzazione – specifica il Com.te Cassan – dove la comunicazione ed il teamwork sono l’essenza per creare una barriera contro gli errori e dove il motto “imparare dagli errori” è fondamentale. Lo si è visto dopo gli incidenti con indagini accurate e con l’analisi dei registratori di bordo (“scatola nera”). Non si tratta di avere in tasca la soluzione per tutti i problemi ma semplicemente di confrontarsi con un altro punto di vista. Oggi fortunatamente si è anche compreso che gestire la sicurezza è anche un’azione di management, a tutti i livelli. Un’azienda sicura fa risparmiare tempo e denaro, ed è, inoltre, un riflettore positivo puntato sull’immagine dell’azienda. Ed è soprattutto una grande spinta motivazionale interna. Le persone non abbandonano le aziende dove si lavora in un ambiente sano e sicuro, dove si ricerca continuamente la qualità. E un ambiente sano è quello dove non ti puntano l’indice se commetti un errore, se sfiori un incidente. Dove non c’è spazio per la “cultura della colpa”.
È questo che ti dà la forza di non nascondere un “mancato incidente”. Si porta così a casa un background di “cultura giusta” che si trasmette con il comportamento ai più giovani, ai familiari e ai conoscenti. Non è un processo di breve termine, è un percorso culturale che si può iniziare semplicemente mostrando casi avvenuti, esempi pratici. Penso in aula che interesserà il resoconto di alcuni incidenti aerei analizzati con i modelli più diffusi in aviazione come lo Swiss Cheese (il formaggio svizzero) o le Dirty Dozen (la sporca dozzina). A proposito di quest’ultimo spero di avere l’opportunità di presentare l’ultimo libro del quale sono autore assieme a Francesca Bozza: “Dirty Dozen” la sporca dozzina, guida pratica per evitare errori e bucce di banana”.
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