Nella sottile linea di demarcazione di un uomo con la sua città natale di volta in volta ci si trova di fronte a perfette sincronie e quella di Silvio Berlusconi ne è un classico esempio.
Il Cavaliere nasce all’Isola in via Volturno, quartiere ora in auge ma all’epoca difficile e scontroso, di quelli con la casa di ringhiera, le officine i cortili e i ras di quartiere, dove sopravvivere contava più di tutto. Al rientro a Milano dopo la guerra è tempo di laurea per Berlusconi e subito dopo il lavoro come mantra, perché a Milano il lavoro è tutto, al di là del semplice impiego.
A 25 anni i grandi sogni e i progetti avvolgono il giovane Silvio che comincia a rischiare in proprio iniziando con il vendere 4 palazzine in via Alciati per poi far nascere l’Edilnord.
Negli anni 70 si sposta come abitazione in via Rovani alzando ancora una volta l’asticella dello status e si lancia verso un volo che pindarico è dir poco. La scommessa si chiama Milano 2 a Segrate, un centro residenziale contraddistinto da ampi spazi verdi, un circolo sportivo, un centro civico, vari complessi scolastici. E l’iconico laghetto a far d’affresco a tutto.
La cittadella ideale decolla e subito dopo il Cavaliere crea una delle sue figlie predilette, la tv privata che da Telemilano diventerà Canale 5 seguita da Rete 4 e Italia 1 ovviamente accompagnata da presentatori e programmi.
Qui i nomi si sprecano, da Raimondo Vianello a Sandra Mondaini, Corrado, Maurizio Costanzo e Mike Bongiorno, fino ad approdare a serial come Dallas e Dynasty o geniali trovate come Drive In.
Siamo negli anni 80 e il Cavaliere “surfa“ trovando l’onda perfetta nella Milano da bere che ammicca all’edonismo reganiano o in quella paninara da addentare, sino in fondo. Cultura di massa che lascerà il segno.
Ma Milano non finisce fino a quando non è esausta e nel palmares del Silvio appaiono anche il Teatro Manzoni e l’azionariato nel Giornale di Montanelli per poi proseguire dell’acquisizione di un Milan in acque agitatissime guidato da Farina.
Berlusconi e Milano, un binomio imprescindibile fatto di mentalità, operosità e ingegno, con quell’innato carisma che permetteva al Cavaliere di tornare in maniera semplice da dove era partito con un biglietto di sola andata.
Come all’Isola, ora completamente cambiata con il famosissimo bosco verticale o il laghetto dei cigni di Milano 2 dove venerdì scorso al Bistrot si è concesso una piccola pausa scherzando con tutti e prendendo un ghiacciolo all’arancia.
Un commiato semplice e cordiale.
Zero Biscuit di Mauro Lama
Credit photo by Wikipedia
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