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Le detenute del Carcere della Giudecca protagoniste del progetto artistico “Dipingiamo la Libertà e Venezia”

VENEZIA (VE): Nel carcere femminile della Giudecca, l’arte è diventata strumento di espressione e libertà. Un gruppo di detenute, guidate dalla professoressa d’arte e pittrice Lucia Spampinato, ha intrapreso un percorso creativo che le vede impegnate nella realizzazione di dipinti su tela, ispirati a un tema profondo e suggestivo: la libertà intrecciata con l’anima di Venezia.

L’iniziativa, carica di emozione ed entusiasmo, è nata grazie a Nadia De Lazzari, responsabile dell’Associazione di volontariato Venezia Pesce di Pace, attiva dal 1992 e insignita di due medaglie dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo impegno sociale e culturale.

Il progetto ha coinvolto anche gli studenti delle scuole medie dell’Istituto Comprensivo Francesco Morosini (classi 2.C, 3.A, 3.B, 3.C, 3.D con la professoressa Lucia Spampinato) e del liceo artistico statale Marco Polo (classe 4..E con la docente Lucia Guglielmi, classe 4.F con la docente Barbara Simoncelli) che hanno preparato oltre quaranta bozzetti come punto di partenza per le opere delle detenute. Una sinergia tra generazioni e realtà diverse, unite dalla forza del messaggio artistico.

Fondamentale il supporto di Roberta di Mambro, Guardian Grando della Scuola Grande di San Teodoro, che ha donato il materiale necessario per la realizzazione dei dipinti.

Il progetto ha ricevuto il pieno sostegno di Maria Grazia Bregoli, direttrice del carcere, che lo ha accolto con favore, ritenendolo adatto e profondamente significativo per il mondo femminile, capace di valorizzare la creatività e la sensibilità delle donne detenute.

Per dare avvio al laboratorio, in questi giorni sono entrate in carcere Lucia Spampinato: “Quest’esperienza è per le detenute un’opportunità per esprimere il loro mondo interiore. Sono anime che cercano amore e ne donano in abbondanza”; Roberta Di Mambro: “È stato bello vederle entusiaste. Hanno dipinto con le mani e con il cuore. Anche chi non conosce l’arte ha tracciato segni profondi, carichi di un’anima che grida e spera. Cercano amore, eppure ne donano in silenzio, a chi sa guardarle”; Nadia De Lazzari: “La presenza diretta ha permesso di instaurare un dialogo umano e artistico con le detenute, rafforzando il senso di partecipazione e condivisione alla base del progetto”.

Anche per gli studenti del Liceo Artistico l’esperienza è stata particolarmente positiva. La possibilità di contribuire con i bozzetti ha permesso loro non solo di mettersi alla prova artisticamente, ma anche di avvicinarsi a una realtà femminile spesso invisibile, che si trova proprio di fronte al loro liceo, dall’altra parte del canale della Giudecca. Un’occasione preziosa per riflettere sul significato della libertà e sul potere dell’arte come ponte tra mondi diversi.

Le opere nate da questo percorso saranno presto protagoniste di una mostra molto particolare, dove l’arte diventa testimonianza di speranza, riscatto e dialogo tra il dentro e il fuori del carcere. La mostra si terrà presso la Scuola Grande di San Teodoro.

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