Eventi nell’evento
TREVISO (TV): Come ormai da sei anni, la città di Treviso ospita nel secondo weekend di maggio gli eventi del Festival Biblico, intessuti su una tematica scelta di anno in anno.
Quest’anno il titolo era “Salmi: libro infinito” e proprio su questo argomento si sono incentrati i vari eventi proposti. In particolare voglio segnalarne due in particolare:” I Salmi di pellegrinaggio” e “Che rigurgitan Salmi”.
Il primo evento si è svolto presso la Chiesa di San Teonisto ed è stato presentato dalla giornalista Maria Pia Zorzi giovedì 15 maggio alle ore 20,30.

Il tema dell’incontro biblico era il commento del famoso biblista Padre Giulio Michelini ofm, predicatore anche per gli esercizi spirituali di Papa Francesco che commentava il Salmo 133, il cui contenuto era riferito al fatto che il fratello deve essere sempre cercato, anche e soprattutto nei momenti di tensione o di contrasto.
Le sue acute e profonde riflessioni erano introdotte ed intercalate dall’esecuzione di dei brani eseguiti da un gruppo di religione ebraica, il Progetto Danka, che ci ha introdotto lo spirito in cui è nato la celebrazione del giubileo nel mondo ebraico. Hanno recitato dei Salmi cantando e in particolare, con lo scialle rituale, è stato suonato lo shofar, il corno rituale che apre l’anno giubilare in Israele. E’ stato un momento molto emozionante.
L’altro dialogo-concerto si è svolto nella sala del refettorio del Seminario vescovile di Treviso, abbellito dallo splendido affresco del Capriolo da poco restaurato, e riguardava la “Bibbia “ di De Andrè, ossia come questo famoso ed indimenticato cantautore avesse riletto alcuni passi della vita di Gesù, in particolare nel suo album “La buona Novella”, tratto dai Vangeli Apocrifi, e come alcuni suoi brani siano stati addirittura censurati dalla Rai nel 1967 ed invece pubblicizzati dalla radio della Cittadella d’Assisi, che aveva compreso come questi testi interpretassero perfettamente l’inquietudine dei giovani di allora. La risposta di De Andrè fu “Io non ho la radio…ti ringrazio per la fiducia e l’apprezzamento dimostratemi”.
Sono stati suonati 6 brani dal famoso cantautore introdotti e commentati poi dal teologo e saggista Brunetto Salvarani, eseguiti da dei musicisti ( Roberto Gemo alla chitarra, Natalia Migotto alla voce e Valeria Zanella al violino), che hanno saputo emozionarci con le loro interpretazioni.
E’ stata anche eseguita e commentata la sua canzone più lunga (sono 20 strofe da 4 versi), “Il testamento di Tito”, che può essere considerata il suo manifesto e quella che a suo dire era la sua canzone migliore.
Per dimostrare ancora una volta la sua spiritualità, alla fine del dialogo concerto è stata eseguita la sua ultima canzone,”Smisurata preghiera”, del 1996, scritta con Ivano Fossati.
Questa può considerarsi una specie di summa, un testamento spirituale, in cui parla della scelta della sua solitudine e riflette sulla morte, ma soprattutto in cui afferma che bisogna ribellarsi alla globalizzazione dell’indifferenza.
Può quindi considerarsi un salmo di imprecazione , che fa parlare le minoranze rigettate dai potenti di turno. Infatti è ispirata a dei versi di un prete sud americano.
Dalla sua prima canzone,”Preghiera in gennaio” scritta dopo il suicidio del suo amico Luigi Tenco dopo la delusione del suo mancato apprezzamento a Sanremo, il cerchio si chiude con un’ altra preghiera, tanto per dimostrare di quanta spiritualità e religiosità fosse intrisa la sua personalità.
Ancora una volta quindi il Festival Biblico ha saputo stupirci, oltre che per i contenuti religiosi, filosofici, spirituali di alto livello, anche con questi incontri musicali che hanno raggiunto anche chi magari non aveva un interesse specifico nell’argomento biblico, ma hanno provocato delle riflessioni altrettanto valide e con una ricaduta su uno spettro più ampio di pubblico.
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