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La leggenda della bisatta a Natale

2 minuti di lettura

Dal nostro lettore Dino de Lucchi, che ringraziamo di cuore perché le nostre radici sono importanti ed è fondamentale tramandarle ai giovani.

È una consolidata tradizione Veneta portare l’anguilla a tavola a Natale, anche se molti ci rinunciano sia per gli alti costi sia perchè, purtroppo, è in via di estinzione.

El bisato in tòcio.Gli adulti, specie se buongustai, non se la fanno mancare, sopratutto se servita in umido – alla veneta – con la polenta.

I bambini sono un po’ più restii perchè l’anguilla assomiglia un pò alla biscia e non hanno tutti i torti: è un mistero e una forza della natura, può vivere sia in acqua salata sia dolce e non ha un sesso ben definito.

Le nonne e le mamme, per incoraggiarli, raccontano questa leggenda mai riportata per iscritto finora:

Le anguille, sentendosi un pò pesci e un pò bisce ed emarginate per questo nel mondo delle creature, fecero un’assemblea segreta per riscattarsi.

Decisero così all’unaminità di far visita a Gesù Bambino, presente nei presepi dei bambini Veneti, per avere almeno da lui comprensione e ascolto ed essere valorizate e capite anche dagli umani.

Partirono dal Mar dei Sargassi per arrivare nelle Valli di Comacchio e nella laguna di Venezia. Un viaggio lungo 6000 chilometri e durato 6 mesi.

Il vedi Venezia e poi muori ” lo hanno inventato e praticato per prime le anguille.

Andarono nuotando e strisciando per torrenti e fossi a visitare per primo un presepio tirato a sorte: capitarono in una famiglia poverissima che aveva allestito però un bellissimo presepio con tanto di laghetto, dove si misero a sguazzare felici nell’acqua per aver raggiunto l’agognato obiettivo non prima di aver omaggiato Gesù bambino.

Quella famigliola, però, era veramente poverissima per un’annata agraria infelice a causa di grandine e siccità e aveva solo un po’ di farina di polenta. Avrebbero trascorso un Natale di fame e di tristezza da poveri mezzadri.

Fu allora che la mamma di casa vide nel laghetto del presepio non solo una grande sorpresa – che aveva il sapore della divina provvidenza – ma un inaspettato premio per la propria fede.

Quella strana creatura fu davvero di facile cattura e sembrò alla donna essere commestibile, così pensò bene di sacrificala per la cena di Natale. Fu subito grande festa con l’abbinamento della polenta fumante.

Una fu lasciata libera, perchè potesse raccontare alle altre che le anguille erano andate a omaggiare Gesù Bambino nel presepio. La prima tappa fu Anguillara Veneta, dove aveva trovato ospitalità una numerosa colonia.

Da questa leggenda è nata la tradizione di mangiare a Natale il capitone alla Veneta con polentina, che tutto il mondo ci invidia.

Dino de Lucchi

In copertina, Fauna del Veneto, Anguilla (Anguilla anguilla). Parco regionale Veneto del Delta del Po

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