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La Filanda Motta a Campocroce, un autentico gioiello di archeologia industriale

2 minuti di lettura

Un luogo iconico che caratterizza il paesaggio

MOGLIANO VENETO (TV). A distanza di 150 anni la filanda Motta di Campocroce è ancora un esempio di archeologia industriale da ammirare per la sua integrità; collocata nella frazione di Mogliano Veneto, ne costituisce il cuore culturale e identitario.

Mogliano Veneto- Seconda metà dell’800. Anche le campagne venete subiscono lo sviluppo delle aziende che saranno motrici dell’economia del Nord Italia. In molte parti del nostro territorio l’industria punta alla bachicoltura e alla lavorazione serica. Questo capita anche a Mogliano dove Pietro Motta sviluppa la sua attività puntando anche sui bachi da seta.

Pietro Motta, da industriale che guardava al futuro, ebbe l’intuito di sviluppare la lavorazione dei bachi da seta, puntando sulla organizzazione produttiva dei semi di bachi da seta da collocare sul mercato. Purtroppo le malattie del baco avevano dimezzato la produzione in tutta Europa e la produzione di nuovi bachi, che arrivavano anche da Giappone, diventava una forte fonte di sviluppo per l’azienda produttrice.

Pietro Motta aumentò il personale della sua azienda, facendo venire le donne, “le filandere”, da altre parti della regione e, nel giro di pochi anni, lo stabilimento di Mogliano divenne uno dei più importanti della provincia. Per oltre settant’anni i suoi grandi finestroni, i pavimenti di cotto e l’imponente ciminiera videro alternarsi decine di dipendenti, che ricavavano dai bozzoli prezioso materiale serico.

Purtroppo gli eventi del nuovo secolo, la prima guerra mondiale, la crisi del 1929 e le politiche del regime, toccarono profondamente un settore, quello serico, che aveva bisogno di un ampio mercato di riferimento.

Chiusa definitivamente nel secondo dopoguerra, la struttura della filanda era in totale abbandono da almeno 30 anni e dei vecchi macchinari non rimaneva pressoché nulla, quando la famiglia Franco, originaria di Sernaglia della Battaglia, ne acquistò nel 1989 la proprietà.

Da allora il complesso è stato oggetto di un attento recupero archeologico-industriale che ha valorizzato i suoi spazi, convertendola in un centro di servizi moderno, dove società di designer, studi di architettura e associati, hanno trovato il luogo ideale per sviluppare la loro creatività. Durante l’estate la filanda è anche un luogo privilegiato per rassegne teatrali ed eventi culturali che spaziano nei vari settori.

Nella bella cornice della campagna veneta in un luogo carico di storia, si concentrano oggi laboratori artistici, studi creativi e consulenti di diversi settori. Il complesso architettonico e gli ampi spazi esterni sono anche il luogo ideale per allestire e celebrare eventi sociali, istituzionali, di moda e cultura.

Crediti fotografici: Rete delle Geo Storie a scala locale

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