L’incontro tra Roma e Tokyo non è mai stato così profondo e strategico come in questo inizio di 2026. In occasione della sua visita ufficiale in Giappone, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Prima Ministra Sanae Takaichi hanno affidato alle pagine del Corriere della Sera e del Nikkei un editoriale congiunto che celebra il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, trasformandolo però in un manifesto programmatico per i decenni a venire
TOKYO (GIAPPONE). Il documento sottolinea come, proprio come accadde un secolo e mezzo fa con la rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni, il mondo odierno sia attraversato da forze trasformative radicali: la rivoluzione digitale, l’intelligenza artificiale e la transizione energetica stanno ridisegnando gli equilibri del potere mondiale. In questo scenario turbolento, segnato da spinte revisioniste e instabilità strategica, Italia e Giappone si riscoprono partner naturali, uniti da valori profondi e tradizioni antiche che permettono loro di difendere congiuntamente un ordine internazionale libero, giusto e aperto.
Il passaggio cruciale di questa nuova fase è l’elevazione del rapporto a Partenariato Strategico, supportato dal Piano d’Azione 2024-2027. Questa intesa mira a sfruttare la forte complementarità tra i sistemi produttivi dei due Paesi per generare investimenti massicci in settori ad alto valore aggiunto. Dalla robotica all’energia pulita, dallo spazio alle scienze della vita fino all’industria medicale, l’obiettivo è creare sinergie industriali capaci di offrire risposte concrete alle grandi sfide del nostro tempo.
Uno dei punti più innovativi dell’editoriale riguarda la questione demografica, un tema che Meloni e Takaichi affrontano non solo come leader politiche, ma come le prime donne alla guida delle rispettive nazioni. Consapevoli del peso che la denatalità esercita sul futuro e sulla sostenibilità del welfare, le due premier si impegnano a condividere esperienze e soluzioni innovative per sostenere le famiglie e garantire la coesione tra le generazioni, trasformando una fragilità sociale in un laboratorio di politiche d’avanguardia.
Sul fronte della sicurezza, l’architrave del rapporto è rappresentato dal Global Combat Air Programme (GCAP). Collaborando strettamente con il Regno Unito, Italia e Giappone stanno sviluppando un sistema di difesa aerea di sesta generazione che va oltre il semplice progetto industriale: si tratta di un’iniziativa fondamentale per l’autonomia strategica, capace di unire la sicurezza dell’area euro-atlantica a quella dell’Indo-Pacifico. Questa cooperazione tecnologica si estende anche all’intelligenza artificiale, dove l’impegno comune è garantire che il progresso sia sempre affidabile, sicuro e guidato da principi etici che pongano la persona al centro.
L’alleanza si proietta inoltre verso i mercati globali e il Sud del mondo. Attraverso il Mediterraneo allargato e l’Indo-Pacifico, le due nazioni puntano a rendere le catene di fornitura più resistenti agli shock esterni e a promuovere un commercio che sia realmente equo, contrastando le pratiche sleali. La visione comune si riflette infine nella convergenza tra il Piano Mattei italiano e l’esperienza giapponese del TICAD in Africa, promuovendo una cooperazione paritaria che generi prosperità a lungo periodo attraverso soluzioni condivise.
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