Vincere, vincere, vincere, ma istantaneamente, è vietato attendere, aspettare e distrarsi.
L’eden si agguanta nell’immediato e va a distrarre definitivamente la vincita tradizionale.
Ma andiamo per ordine, ricomponiamo questo piccolo puzzle, circumnavigando le modalità del gioco tradizionale fino ad approdare a quello che va in scena ogni giorno.
Parliamo quindi di “lotterie istantanee” e di tutto quello che vi gira intorno, ma cercando di approfondire un cambiamento epocale.
Signori, l’attesa è finita, o si vince subito o nisba, si gratta o si attendono al terminale i numeri e si incassa. Ma quasi sempre si perde, in balia del banco vorace.

L’attesa leopardiana che risiedeva nell’avere il biglietto in tasca sperando nella vincita, forse rimane nella lotteria nazionale e in qualcos’altro, autentici baluardi che rivendicano un pensiero, quello di “essere in possesso di un sogno che potrebbe avverarsi“, perchè in questo caso conta più l’idea di diventare milionario che quella di esserlo.
L’istante della vincita invece oggi divora il tutto, figlia di un’ idea, che altro non è di avere immediatamente un’altra chance una volta perso, con il rischio di entrare in un loop pericolosissimo. Denso di ansie e di dipendenze.
Un tredici al totocalcio forse oggi suonerebbe agèe ma ha tutta l’aria di essere più romantico, figlio di un’attesa passionale.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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