Luigi Fadalti, il legale della famiglia di Vincenza Saracino, la 50enne uccisa il 2 luglio scorso alle porte di Treviso, è pessimista sulla possibilità di ottenere l’estradizione di Luigi Nasato, accusato dell’omicidio
Preganziol – “Fra Italia e Venezuela – spiega l’avvocato – non esiste un trattato sull’estradizione. Mi sono studiato l’accordo, che risale al 1938, che regola i rapporti fra i due paesi relativamente ai cittadini italiani. Ma Nasato, il presunto assassino, è anche cittadino del paese sudamericano. Difficile che le autorità sudamericane ce lo consegnino. Ma è possibile – continua Fadalti – che gli venga fatto un processo in Venezuela, che si svolgerà secondo le regole del loro codice di procedura penale”.
Chi era Enza
Vincenza Saracino era originaria di Molfetta, in provincia di Bari. É stata trovata senza vita all’interno di un casolare abbandonato in via Maleviste a Preganziol, a poca distanza dall’abitazione in cui viveva con il marito e la figlia, il 3 luglio. La donna lavorava nel sexy shop di cui è titolare il marito. https://ilnuovoterraglio.it/trovato-il-corpo-della-donna-scomparsa/
Era il 2 luglio di quest’anno quando la donna, uscita dal posto di lavoro e fatte alcune spese, si dirigeva verso casa, a Canizzano, senza mai arrivarvi. Enza viveva con il marito, titolare del sexy shoop di Preganziol, e la figlia.
I fatti
Il marito, che con lei gestisce dei negozi, preoccupato per l’insolito ritardo della moglie che in genere rientra verso le 19, allerta, poco dopo, le forze dell’ordine. Il corpo verrà ritrovato 24 ore più tardi all’interno di quel vecchio stabile dismesso.
A poca distanza verrà ritrovata la bicicletta elettrica di Vincenza, che non aveva la patente, e i suoi effetti personali. E anche le due borse con la spesa.

Il sospettato
Luigi Nasato è attualmente detenuto in stato di fermo in Venezuela. E’ stato arrestato venerdì 28 settembre scorso a Maracayo, località che si trova a un centinaio di chilometri da Caracas.

Quando gli agenti dell’Interpol lo hanno arrestato, si trovava a casa del nonno. Il 32enne partito in aereo per la Spagna subito dopo l’omicidio e poi, circa due e settimane dopo il delitto, si è diretto in Venezuela.
Il giorno successivo a quello in cui sarebbe avvenuto l’omicidio di Enza Saracino, il Nasato avrebbe preso un aereo per Madrid grazie ad un biglietto pagato dalla famiglia, che si era trasferita nel paese iberico per ragioni di lavoro. Il giovane invece sarebbe rimasto ad abitare in Italia, a Canizzano, in un appartamento ricavato nello stesso edificio in cui viveva anche la vittima con la sua famiglia, fino ai primi di luglio.
Ad incastrarlo le immagini che li ritraggono in bicicletta allontanarsi dal casolare fatiscente che si trova in via Maleviste dove Vincenza è stata ritrovata morta.
La colluttazione
Nasato avrebbe avuto, proprio la sera del 2 luglio, dei vistosi segni alle braccia che sono stati notati dal cugino. Quest’ultimo lo ospitava a casa sua in quei giorni.
I segni sul corpo della donna, che aveva un’unghia spezzata e altri ematomi, lasciano presumere che tra i due possa essere avvenuta una breve colluttazione.

Il processo
Se Luigi Nasato dovesse essere processato in Venezuela probabilmente il procedimento si svolgerebbe acquisendo il contenuto del fascicolo di indagine della Procura di Treviso. Se invece fossero richieste le testimonianze degli investigatori che si sono occupati del caso, e di altre persone informate sui fatti, tutto l’iter sarebbe più lungo e complicato.
Sono inoltre ancore da verificare le prove del Dna che emergono dai campioni che il Ris di Parma avrebbe prelevato dal corpo di Enza, in particolare le tracce di pelle presenti sotto l’unghia spezzata. Al momento la comparazione dei campioni non può infatti essere acquisita per quanto all’uomo sia stato anche nominato un difensore.
Si ipotizza inoltre che la difesa del Luigi Nasato potrebbe chiedere un perizia psichiatrica e allora i tempi e l’esito sarebbero ancor più lunghi e incerti.
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