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Il Venezia travolge il Perugia e conquista sul campo la salvezza

5 minuti di lettura

In questa caldissima serata di fine luglio, nell’ultima giornata del campionato di Serie BKT il Venezia ospita il Perugia in una partita che vale un campionato. Uno scontro diretto fra due squadre divise in classifica da due soli punti. Il pareggio potrebbe bastare ad entrambe solo se Cosenza e Pescara uscissero sconfitte rispettivamente con la Juve Stabia e con il Chievo.

 

Mister Dionisi schiera titolare dal primo minuto Capello in tandem con Longo ed Aramu a supporto.
Oddo si affida al tridente Falcinelli-Iemmello-Melchiorri, fuori Gyomber, al suo posto Sgarbi. In campo gli ex arancioneroverdi Falzerano e Vicario.

 

Inizia subito forte il Venezia e al secondo minuto la prima occasione: girata di Aramu ribattuta da Angella, Fiordilino fa partire il tiro dai 25 metri, ma Vicario attento, alza sopra la traversa. All’ottavo minuto, ancora i lagunari pericolosi sottoporta: Angella si perde Longo che da fuori area fa partire un violento rasoterra che va di poco a lato.

 

Al 22’ clamoroso episodio in area arancioneroverde: sinistro di Dragomir che colpisce la spalla di Modolo con le braccia dietro la schiena, l’arbitro Fourneau indica sicuro il penalty. L’arbitro viene accerchiato dai leoni con un misto di incredulità e rabbia per un rigore inesistente. Fourneau ancora più incredibilmente ritorna sui suoi passi non assegnando il calcio di rigore.

 

Non essendoci il VAR in serie B, è verosimile che sia stato avvisato dal quarto uomo. Gli ospiti cercano spunti in avanti ma la retroguardia lagunare fa un buon lavoro. Venezia vicinissimo al goal al 38’: azione di Longo che si infila in area e di sinistro spiazza Vicario ma il palo salva la porta degli umbri.

 

Passano tre minuti e Fourneau assegna un penalty ai leoni: traversone di Lakicevic, sinistro al volo di Maleh, braccio largo di Mazzocchi in piena area e rigore indiscutibile. Aramu si assume la responsabilità di battere dagli undici metri, conclusione centrale, Vicario sfiora con i piedi ma la palla non cambia direzione e gonfia la rete alle spalle del portiere Perugino.

 

Il primo tempo termina dopo tre minuti di recupero con i padroni di casa meritatamente sopra di un goal.
Dal campo di Ascoli giungono notizie rassicuranti per gli arancioneroverdi, visto che la capolista Benevento ha chiuso il primo tempo in vantaggio di tre reti. I grifoni ricevono pessime notizie dal campo di Cosenza, che sta vincendo sulla Juve Stabia. Gli ospiti per evitare i playout devo assolutamente recuperare la partita e portare a casa almeno un punto.

 

Al rientro in campo, il Perugia cerca di raddrizzare la partita e dopo appena tre minuti arriva la prima occasione goal: Marino non copre bene e lascia campo aperto per Mazzocchi che fugge sulla destra, cross basso per Iemmello che manca di un soffio la deviazione sottoporta.

 

Cambio fronte e al 51’ i leoni vanno ancora in goal: gran ripartenza di Ceccaroni, Capello ci prova ma Vicario respinge, Ceccaroni la butta in mezzo e Aramu per la seconda volta gonfia la rete alle spalle di Vicario. 2-0 e palla al centro. I grifoni perdono lucidità e concentrazione, al 63’ Aramu, lanciato da Longo sfiora la tripletta.

 

I lagunari continuano a spingere e al 65’ arriva la terza rete del Venezia, questa volta a firma dello “squalo” Capello che con una bordata dal limite dell’area, segna un eurogoal sotto la traversa di un’incolpevole Vicario. Girandola di sostituzioni per entrambe le squadre.

 

Al 69’ è il Perugia ad andare a rete ed accorciare le distanze: Dragomir crossa dalla trequarti, Angella fa da torre per Sgarbi che di destro buca la porta difesa da Lezzerini. Il Venezia non cala il ritmo e all’80’ Aramu cerca nuovamente la tripletta: giocata di Capello per Zuculini che crossa basso per Aramu che però spreca l’occasione con un missile fuori dallo specchio.

 

All’ 86’ rosso diretto per Angella che con un fallo di frustrazione su Longo, lascia i suoi compagni in inferiorità numerica. Al 90’+5 con i grifoni momentaneamente in nove a causa dell’infortunio di Bonaiuti, Longo scatta dalla trequarti e fugge a campo aperto fino a sfidare il portiere ma Vicario esce con il tempo giusto e neutralizza l’ultimo affondo dei padroni di casa.

 

Al termine dell’azione, il triplice fischio dell’arbitrio Fourenau conclude la partita ed il campionato del Venezia che vincendo 3-1 la sfida diretta con il Perugia si salva sul campo con le proprie forze, senza la necessità di dover monitorare i risultati degli altri campi, comunque favorevoli.

 

Grandi festeggiamenti in campo con il Presidente Niederauer ed il Presidente onorario Joe Tacopina, tutta la dirigenza e lo staff a gioire con la squadra per la meritata permanenza nel campionato cadetto.

 

Al termine della partita mister Dionisi ha così commentato quest’ultima sfida di campionato: “Sono felicissimo per i ragazzi, per tutto l’ambiente. Ci siamo meritati questa salvezza, perché ce la siamo guadagnata senza guardare i risultati delle altre squadre. Ci saremmo salvati comunque, però oggi abbiamo disputato veramente un’ottima partita, complimenti a tutti. Non era facile, è stata una gara difficile. Non dobbiamo dimenticarci che gli episodi spostano l’esito di un match, alcune volte ci hanno tolto, oggi ci hanno dato, perché hanno fischiato un rigore contro di noi che non c’era, però, se non ci fosse stato il quarto uomo, probabilmente l’arbitro l’avrebbe convalidato, e successivamente l’arbitro ha fischiato un rigore a nostro favore. Certo che il risultato è comunque legittimato dalla prestazione. Sono davvero contento per i ragazzi: per quelli che oggi non hanno giocato, ma lo hanno fatto dagli spalti perché non erano in panchina. Non percepivamo la fiducia di tutti. Sinceramente, non la sentivo neanche io, quindi ce la teniamo stretta, questa salvezza, ma per chi vuole veramente bene al Venezia”. Dedico questa salvezza ad Alberto Pomini, a Bruno Bertinato, a Michele Cremonesi, a Gian Filippo Felicioli, Nicolò Simeoni, Mario De Marino, Franco Zuculini, Yuri Senesi, Gianmarco Zigoni, Davide Riccardi, Alessio Chiarin, Vincenzo Todaro, Mattia Bragato, Gabriele Chinello, Christian De Rossi, Claudio Pavanello, i medici, i vari fisioterapisti, lo staff della prima squadra. Non ho parlato dei protagonisti oggi in campo, ma per me sono stati tutti protagonisti; ho cercato di parlare di chi, durante l’anno, magari non era stato gratificato dalla ribalta, però sono coloro che ci hanno fatto fare la differenza, quelli che hanno giocato meno. E sono le persone che lavorano all’ombra e che tengono tantissimo alla nostra causa. Questa vittoria è per loro, per quanto mi riguarda, e poi fatemi togliere un sassolino dalla scarpa: È troppo facile salire sul carro dei vincitori quando le cose vanno bene, ma se vogliamo cambiare la cultura, bisogna sostenere la propria squadra sempre. È troppo facile fare critiche, commenti come ho letto nei social; questi non sono tifosi. Quindi dedico la salvezza a coloro che tifavano veramente il Venezia anche quando le cose non andavano, quelli che, quando c’era una sconfitta, ci incitavano, perché quelli sono i tifosi. Per tutti gli altri, per me, non c’è posto sul carro del Venezia. Questa vittoria, quindi, è per tutti coloro che realmente vogliono bene al Venezia, in primis ai nomi che ho citato. Ma devo citare ancora un nome: il nostro capitano. Ha vissuto un periodo finale in cui non era facile, fare quello che ha fatto, perché è un ragazzo straordinario. Noi sappiamo quello che ha fatto, che è qualcosa di enorme, anche per quanto è stato vicino alla squadra.”

 

I leoni travolgono i grifoni con una vittoria schiacciante chiudendo il campionato all’undicesimo posto in classifica, a cinquanta punti.

 

Gli umbri chiudono al sedicesimo posto con gli stessi quarantacinque punti del Pescara, con cui dovrà giocarsi la permanenza in serie BKT nella sfida playout.

 

Photocredit: Facebook @veneziafc

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