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Il “Riccati” a Treviso: una storia lunga 150 anni

2 minuti di lettura

Ci sono scuole che segnano la storia di una città e a Treviso il “Riccati” può senz’altro vantarsi di questo titolo.
 
È infatti da 150 anni che l’istituto (oggi denominato “Riccati-Luzzatti”) svolge un ruolo strategico nella formazione di generazioni di studenti della città e della provincia. Era il 17 novembre 1868 quando il prof. Luigi Kaufman fu nominato primo Direttore-Organizzatore dell’Istituto Tecnico Provinciale voluto dall’allora Consiglio Provinciale, a soli due anni
dall’annessione del Veneto al Regno d’Italia.
 
La scuola non si chiamava ancora “Riccati”: risale infatti al 1885 l’intitolazione al grande matematico morto a Treviso nel 1754. I primi corsi cominciarono l’11 novembre 1869. Gli iscritti erano solo 19 (niente a che vedere con gli attuali problemi di capienza che assillano oggi chi dirige questa scuola!), la sede palazzo Scotti e gli indirizzi di studio tre: Agronomia ed Agraria; Commercio, Amministrazione e Ragioneria; Periti  meccanici e costruttori.
Da quel primo anno scolastico di cose ne sono accadute moltissime e ripercorrere la storia del “Riccati” è davvero come attraversare la storia italiana postunitaria, dai tempi della scuola del Cuore di De Amicis alla tragedia della Grande Guerra (64 furono gli ex-allievi caduti durante il conflitto), dal periodo fascista (con la drammatica e nota vicenda del professor Alessandro Ottolenghi, espulso dal “Riccati” nel 1938 e poi deportato ad Auschwitz, dove trovò la morte) agli anni delle rivolte tudentesche e del terrorismo, per giungere infine alla grande crescita economica del Nord-Est (e del Trevigiano in particolare) e ai più recenti mutamenti indotti dalla globalizzazione e dalla crisi economico-finanziaria degli ultimi dieci anni.
 
Ma quella del “Riccati” è anche una storia di luoghi ed edifici: prima, si è detto, palazzo Scotti; poi, a partire dal 1923, la nuova sede, quella che ospita ancor oggi la scuola, costruita là dove prima sorgeva la Chiesa del Gesù (poi trasformata nella caserma “Zambeccari”), in un’area che nel ’900 conoscerà una profonda ristrutturazione urbanistica, diventando l’attuale piazza della Vittoria, destinata ad ospitare dagli anni Trenta il più grande monumento italiano dedicato ai caduti della Grande Guerra. E ancora, quella del “Riccati” è storia di insegnanti, presidi, studenti, centinaia e centinaia di vite passate tra i banchi di questa scuola.
 
Il “Riccati-Luzzatti” si prepara a celebrare questo anniversario avviando una serie di iniziative di studio e di ricerca finalizzate all’allestimento di una mostra che verrà inaugurata a settembre 2019. Sarà l’occasione per tornare a riflettere sul ruolo centrale del “Riccati” nella storia della città e per riallacciare i legami con i tanti ex -studenti che si sono distinti in molti campi (economia, politica, impegno sociale, cultura…) e ricordano ancora con piacere, e una punta di nostalgia, il loro passaggio in questa scuola.
 

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