Dall’annuncio della morte di Papa Francesco dato lunedì mattina, alle questioni di ordinaria amministrazione in questo periodo di sede vacante, il camerlengo oggi diventa una carica importante
Kevin Joseph Farrel, nato a Dublino nel 1947, ovvero il cardinale camerlengo, nominato dal Papa con una carica che esiste attraversando diverse modifiche dall’Undicesimo secolo, ma tutto sommato ricalcando un ruolo altamente simbolico fino alla morte del Papa.
Nel passato dichiarava la morte del pontefice attraverso un rito molto particolare, dopo aver recitato la frase “Vere Papa mortuus est“ si sincerava dell’effettiva dipartita chiamando il Santo Padre per ben tre volte con il nome di battesimo, picchettando sulla sua testa con un martelletto d’argento, pratica oggi certamente desueta e non più attuata.
Oltre ad aver espletato il compito di accertare la morte del Papa e di darne per primo menzione, il camerlengo oltre a curare l’ordinaria amministrazione del Vaticano dovrà organizzare il conclave con estrema cura e riservatezza durante il quale, sarà garante della sicurezza, facendosi consegnare da tutti i cardinali i documenti relativi all’esito di ciascuno scrutinio, che subito dopo verranno bruciati.
Anche se non sarà lui a pronunciare la famosa formula “habemus papam “, che spetta in ogni caso al cardinale protodiacono.
Ma il cardinale camerlengo può diventare Papa? Certamente, anche se nella storia è accaduto solo due volte, nel 1878 (Papa Leone XIII) e nel 1939 ( Papa Pio XII), anche se il nome del cardinale Farrell non è presente nel novero dei candidati papabili.
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Zero Biscuit di Mauro Lama
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